Home / Satira / In this charming car…this Ranetign Man

In this charming car…this Ranetign Man

Ranetign Man è uno dei personaggi più eccentrici, interessanti e barbuti del quotidiano immaginario collettivo che contraddistingue il mio piccolo mondo antico.
Nato non so dove, non so quando, vive sulle alture di Pasquettaland, ridente altopiano sito al confine tra i comuni di Grottestena e di Falsaterra, più o meno la dove un tempo sorgeva una vesta distesa di terra rossa, ora trasferitasi coattivamente sui tetti delle case di tutto lo stivale.
Qui Ranetign credo sia dedito alla pastorizia, alla agricoltura e, soprattutto, al boscaiolismo.
Non si vede spesso in giro, però quando c’è si fa notare. Non certo per l’eloquenza. I primi tempi in cui si presentava su al Bar Zagabria pensavo fosse muto. Entrava. Non salutava. Con un semplice gesto della testa, un assenso prestato sollevando dal basso verso l’alto il mento, pretendeva, ottenendolo immediatamente, un bicchiere di birra dall’oste. Un codice cifrato che, evidentemente, sfuggiva a noi comuni mortali, dotati di favella. Sorseggiava il suo bicchiere in un tempo quantificabile in circa 25 secondi e, sovente, ripeteva da capo il rituale (ordinazione e consumazione) con fare serafico e distaccato. Un’asceta della birra, per intenderci. Terminato l’abbeveraggio, dopo aver prestato l’obolo, ripeteva lo stesso gesto del solleva-mento, questa volta in segno di saluto, saliva sulla sua autovettura e si dileguava per nessun dove.
Con sommo sbigottimento, un giorno scoprimmo che parlava.
Premessa. L’Oste titolare del Bar Zagabria è proprietario di un numero inquantificabile di dischi. Una parte di questa preziosa collezione è presente nell’esercizio sotto forma di compact disc accantonati dietro al bancone.
Ranetign, intento a ripetere il sopramenzionato rituale dell’abbeveraggio, viene colto da un raptus di curiosità e si rivolge all’oste chiedendo lumi su quelle confezioni di plastica contenenti un oggetto argentato di forma circolare. L’Oste, evidentemente sorpreso, risponde a modo. La sete di conoscenza – e non solo – di Ranetign però non è ancora sopita. Ecco che Ranetign controbatte: “Ho capito, sono dischi. Ma una volta terminato l’ascolto tu…cosa ne fai?” Oste: “Eh, ma non è che un disco lo senti una volta sola…lo riascolti, anche a distanza di tempo…” Ranetign: “No, perché una volta che ne hai ascoltati un po’, potresti darli a me!”. L’Oste, favorevolmente sorpreso da questa imprevedibile epifania, mostra comprensione per questo inaspettato e insolito adepto del pop rock di estrazione angloamericana: “Non so, magari, ti faccio ascoltare qualcosa prima…magari capisci quale è il tuo genere, non so qui ho cose come Smiths, Echo and the Bunnyman, oppure Wilco, Talking Heads..”. Ma qui il colpo di genio. Ranetign: “No, io non devo ascoltarli! E’ mia intenzione collocare i cd sulle piante di granturco, confidando nella possibilità che i riflessi luminosi del sole cagionati degli stessi spaventino gli uccelli, scoraggiando i predatori dal tentativo di rovinare le mie colture. Sono mesi ormai che i rapaci divorano le pannocchie!!!”. A tale affermazione non fu data risposta alcuna. Solo il silenzio. Silenzio assordante. Un buco nero all’interno del bar. Una voragine. Orologi fermi. Black out. Poi uno tsunami di bestemmie e imprecazioni.
Non credo sia possibile descrivere l’oscurità che da quel giorno permea il volto, l’espressione e la vita dell’Oste. Risposte del genere lasciano un segno, indelebile, sugli appassionati di musica.
Ranetign torna spesso presso il Bar Zagabria. Adesso saluta, dice persino: “Un bicchiere!”. Consuma, paga e va via con il suo consueto charm. Dei cd sembra essersi dimenticato, forse ha trovato un’altra soluzione per il suo problema. È, comunque, un amico.
A me piace pensare che l’episodio dei cd sulle piante di granturco non sia mai avvenuto. Immagino invece che anche Ranetign sia un grande appassionato di musica. Magari, ascolta rock americano. Lo vagheggio intento a calcolare le lune per stabile quando verrà il tempo del raccolto al suono di “Bad Moon Rising” dei Creedence Clearwater Revival, dare da mangiare a conigli psichedelici ascoltando “White Rabbit” dei Jefferson Airplane, oppure contemplare lo scempio che una famosa industria di laterizi ha provocato sulla sua terra ascoltando gli Uncle Tupelo di “No depression”.
Di sicuro non credo potrà mai amare i “Black Crowes”.

Vota questo Articolo!

Commenti

commenti

Pubblicità

Notizie su White Riot

White Riot

2 Commenti

  1. Il Satanico

    10!..quando ne esce un altro?

  2. Panz

    Un altro episodio simile che va contro la passione per la musica:
    il famoso LC entra nel stesso bar e notando il volume della musica abbastanza alto esclama col suo modo delicato “ueh ch’è sta cummmedie, vuè abbassa sta cos”.L’Oste guardandolo con una smorfia di disprezzo gli risponde “ma t vuè sta zitt! Manc sai chi so chiss e parl pure”. Allora LC serenamente fa “Perchè iss canuscn a me!!”
    Potete immaginare la faccia dell’oste, alcuni secondi di silenzio totale e poi una raffica di insulti ha riempito il bar…

Rispondi

Il tuo indirizzo eMail non sarà Pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati. *

*