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Ecomafie Spa, un’impresa che non conosce crisi.

Il business della criminalità organizzata non conosce recessione e, anzi, amplia i suoi traffici con nuove rotte e nuove frontiere”. “Con una lungimiranza e una profondità che politici, imprenditori, istituzioni e cittadini spesso non hanno o fanno finta di non avere, (le mafie) sono riuscite a fare sistema penetrando in tutti i settori della nostra esistenza in maniera globale e totalitaria, così, Carlo Lucarelli, descrive la drammatica situazione delle Ecomafie nostro Paese, nella prefazione del rapporto 2013 sulle Ecomafie di Legambiente.

I numeri di questo business malavitoso sono impressionanti: 34.120 reati, 28.132 persone denunciate, 161 ordinanze di custodia cautelare, 8.286 sequestri, per un giro di affari di 16,7 miliardi di euro gestito da 302 clan, cosi mentre le imprese degli onesti imprenditori non riescono a restare sul mercato strangolate da una crisi senza precedenti, gli affari della malavita viaggiano a gonfie vele.  A pensar male si farà anche peccato, ma è impossibile non rendersi conto di quanto questa economia sommersa e parallela danneggi gravemente l’Italia, eppure raramente si collegano queste tematiche con i concetti economici. D’altronde è risaputo che in particolar modo nei periodi di crisi, le mafie rafforazano la loro posizione grazie alla loro imponente liquidità.  Molto dure, ma realistiche, sono state le parole del Presidente Nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza: ” Quella delle ecomafie, è l’unica economia che continua a proliferare anche in un contesto di crisi generale. Semplicemente perché conviene e, tutto sommato, si corrono pochi rischi. Le pene per i reati ambientali continuano ad essere quasi esclusivamente contravvenzioni, un po’ come le multe per chi passa con il rosso, e di abbattimento degli edifici quasi sempre non si parla. Anzi, agli ultimi 18 tentativi di riaprire i termini del condono edilizio si è aggiunta la sciagurata idea di sottrarre alle procure il potere di demolire le costruzioni abusive”.

Ecomafia

Particolarmente grave è la situazione nella nostra regione, che in questa speciale classifica si posiziona al quinto posto dopo Campania, Sicilia, Calabria e Puglia.  Nel corso del 2012, nel Lazio sono state accertate 2.800 infrazioni, che rappresentano l’8,2% del totale nazionale, ossia 7,7 illegalità al giorno, con un aumento di 463 infrazioni accertate rispetto al 2011 (quando erano 2.463), ossia una infrazione in più al giorno. L’aumento di reati è da attribuire all’impennata  di azioni malavitose nell’ambito delle  illegalità commesse contro la fauna, a quelle legate agli  incendi e quelle per l’arte rubata. Mentre migliora, anche se resta molto grave, la situazione dei reati nell’ambito della gestione dei rifiuti, bancomat inesauribile delle cosche. Anche in questo caso, è giusto riportare le parole  di un’esperta del settore, nello specifico di Valentina Romoli, vicepresidente regionale di Libera e responsabile ambiente e legalità di LegaAmbiente Lazio: le attività illecite e criminalità ormai si sono radicate nel tessuto economico della nostra regione: i reati ambientali e reati contro la pubblica amministrazione si saldano in un connubio pericoloso che va stroncato intervenendo con decisione, supportando il lavoro incessante delle forze dell’ordine e della magistratura sul territorio, come anche dimostrano i numeri dei procedimenti in materia di reati ambientali definiti dalla corte di cassazione.

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Queste notizie, probabilmente,  sorprenderanno molti cittadini, ma  è proprio nella tranquillità che le organizzazioni riescono a “lavorare” meglio: oggi la figura del mafioso non è più legata a quella del gangster sanguinario, ma è sempre più collocabile nella zona grigia, quella dei professionisti, che delinquono  per avere un’auto di lusso, i vestititi firmati o per regalarsi le vacanze nelle località in. Non c’è settore dell’economia immune da questa patologia: dall’edilizia, alle società finanziare, dall’abbigliamento ai prodotti alimentari, dalle concessionarie di automobili ai compro oro. E’ sempre bello pensare che queste cose non ci appartengono, che le nostre terre sono isole felice, ma i numeri e i fatti  ci dicono ben altro, basti pensare che nelle nostre zone con molta frequenza  vengono arrestati latitanti e frequentemente vengono confiscati beni e aziende.  Continuare a sognare una realtà che non esiste potrebbere essere molto pericoloso, poichè dal mondo dei sogni ci si troverà catapultati direttamente e senza appelli nel peggiori degli incubi.

 

Fonte: Legambiente.it

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Notizie su Umberto Zimarri

Umberto Zimarri
..Io, giullare da niente, ma indignato, anch'io qui canto con parola sfinita, con un ruggito che diventa belato, ma a te dedico queste parole da poco che sottendono solo un vizio antico sperando però che tu non le prenda come un gioco, tu, ipocrita uditore, mio simile... mio amico...

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