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I social e l’informazione: la manipolazione dell’opinione pubblica attraverso il Web

All’indomani dei funerali di Stato dopo la tragedia del ponte Morandi di Genova, saltano all’occhio le polemiche social sul selfie in chiesa del ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Premettendo che i fatti di Genova sono indecorosi per un paese come l’Italia, che non possono morire 41 persone per mancata manutenzione e che in questo articolo non voglio addentrarmi su di chi siano le responsabilità di simili avvenimenti, credo che, in uno Stato di Diritto, sia la Magistratura a dover dare le giuste sentenze e le giuste condanne per simili avventimenti e non lasciarsi trasportare da giudizi troppo affrettati dovuti alla rabbia del momento.

Premettendo che ho ritenuto di pessimo gusto, il selfie del  Ministro dell’Interno durante un momento di così grande cordoglio della Nazione tutta e, soprattutto, dei familiari delle vittime, ma non voglio giudicare questo. Se il Ministro Matteo Salvini ha ritenuto opportuno concedere in quel momento un “ricordo” alla ragazza che gli ha chiesto il selfie, è giusto che lo abbia fatto. Ripeto, non voglio giudicare questi avvenimenti.

Quello che però mi ha ricordato la storia di questo selfie, è un’altra storia. Una storia di circa un mese fa, la Storia di Josefa, la donna salvata dalla nave  della ONG Open Arms dopo che il gommone con il quale stava tentando di attraversare il Mar Mediterraneo per approdare in Italia è affondato.

Ora direte, cosa c’entra un selfie con una migrante salvata in mare? Di per sè nulla, ma ciò che accomuna le due storie, sono le reazioni successive sui social.

A poche ore dalla notizia del salvataggio in mare di Josefa, diventa virale questa foto. Migliaia e migliaia di condivisioni in cui si prova a convincere l’opinione pubblico  (con buon successo aggiungerei) che in realtà il salvataggio era una fake news, dimostrata dal fatto che la migrante avesse sulle proprie unghie dello smalto rosso, e che fosse stata costruita ad arte dalla stessa ONG Open Arms e divulgata sui social per mettere in cattiva luce il neo eletto governo gialloverde e soprattutto il ministro dell’Interno Matteo Salvini, che ha fatto, proprio della risoluzione del problema migranti il suo cavallo di battaglia, sia in campagna elettorale, sia nei primi mesi di insediamento al Viminale.

Ora continuerete a dire. Cosa c’entra la Josefa con il selfie di Salvini?

Ancora una volta, a pochissime ore dalle immagini che ritraevano il Ministro degli Interni, intento a posare per una foto ricordo durante una cerimonia funebre con una sua “fan”, appaiono queste foto.

Anche qui migliaia di condivisioni, anche qui accuse ai “poteri forti”, accuse agli avversari politici che divulgherebbero fake news, poichè la foto del selfie non sarebbe di ieri (nonostante video e altre foto a riprova di ciò), unicamente per screditare il Governo e il Ministro degli Interni.

A questo punto il dilemma è risolto. Cosa accomuna il selfie del Ministro Salvini con la migrante Josefa? Entrambi momenti realmente accaduti, entrambi momenti di imbarazzo per l’attuale governo giallo verde, ma magicamente entrambe le notizie sono passate sul Web e sui Social (o almeno hanno provato a farlo) come Fake News e in entrambi i casi in molti hanno abboccato al tranello.

Ora la domanda sorge spontanea. Chi gestisce questi profili? Chi ha l’interesse di divulgare Fake News a favore o contro un qualsiasi altro partito o personaggio della politica italiana? Davvero crediamo a tutto ciò o semplicemente crediamo a ciò che ci fa più comodo? Davvero siamo così manipolabili?

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