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San Giovanni Incarico, l’8 marzo la presentazione del libro MediaMafia

Quarant’anni di mafia siciliana visti attraverso la prospettiva del mondo cinematografico e dei mass media: questo è il punto di vista utilizzato da Andrea Meccia nel suo libro, Mediamafia, Cosa Nostra tra cinema e tv. Un libro sempre più necessario a causa della eccessiva enfatizzazione e mitizzazione delle vicende legate a questa spinosa tematica. Anche per questo L’Associazione Culturale L’Indifferenziato ha deciso di continuare il suo approfondimento sulla legalità e sull’impegno civile con la presentazione di questo saggio. L’evento inizialmente in programma domenica 1 marzo è stato rinviato a causa dell’evento luttuoso che ha colpito la nostra cittadina.  Siamo dunque lieti di riproporre il nostro invito alla cittadinanza e ai nostri lettori per l’incontro con l’autore che si terrà Domenica 8 marzo a San Giovanni Incarico, presso il centro polivalente di Via Vignali, alle ore 17:30. Fondamentale per l’organizzazione dell’evento è stato l’ausilio di Walter Bianchi, Coordinatore Provinciale dell’Associazione Libera, a cui va il nostro più sentito ringraziamento.

MediaMafiaDopo anni in cui c’è stato solo il silenzio sulla mafia, assistiamo oggi ad una produzione elevatissima di film, fiction, documentari e serie tv sulle organizzazioni criminali che imperversano nel nostro Paese. Se l’informazione rischia di diventare show, su cosa fonda le sue conoscenze l’opinione pubblica? E’ esatta l’idea di “mafia” presente nelle nostre menti? Quanto è forte il rischio dell’emulazione e dell’enfatizzazione delle leggende dei padrini?

L’opera del giovane scrittore di Cervaro riesce a fornire un giudizio chiaro ed oggettivo sulla vicenda rigettando sia l’idea dell’adesione in blocco e senza filtri alla rappresentazione cinematografica e televisiva del fenomeno mafioso, sia l’opinione di quelli che la rifiutano in blocco. Mediamafia, dunque, non vuole essere l’ennesimo libro sulla mafia, ma vuole analizzare la sua rappresentazione nella macchina mediatica, guardando al contempo le relazioni tra l’individuo e la società. Qual è il metodo utilizzato da questo “viaggio” nei mass media? L’autore grazie alle sue elevate competenze e conoscenze, ricerca dichiarazioni di politici, analizza i testi delle canzoni, non si limita a elencare le pellicole o i programmi tv, ma spinge la sua analisi fino al senso utimo delle opere e delle trasmissioni considerate.  Lo stile è sempre fluido e scorrevole, ma non per questo superficiale. Meritano una nota speciale, le splendide interviste a Letizia Battaglia e a Roberto Scarpinato.

Cartolina ScarpinatoAndrea Meccia è un comunicatore e insegnante di italiano per stranieri. Attualmente si occupa essenzialmente di formazione e di Media Education e proprio questo dettaglio emerge chiaramente nelle pagine del suo libro, in quanto uno dei naturali sviluppi di quest’opera è proprio quello di divenire fonte per un percorso educativo dedicato ad insegnati e ragazzi. Tra le esperienze lavorative dell’autore è bene sottolineare la collaborazione con Repubblica.It (sezione Inchieste). E’ stato tra l’atro uno degli autori di Strozzateci Tutti (Aliberti, 2010) e Novantadue. L’anno che cambio’ l’Italia (Castelvecchi, 2012).

Unire l’arte e la cultura per scopi sociali e civili è stato da sempre uno dei modus operandi che ha contraddistinto l’azione de L’Indifferenziato, proprio per questo si è deciso di svolgere la presentazione in modo non “tradizionale”: tenteremo ” l’esperimento” di unire cinema, saggistica ed impegno civile, mostrando direttamente alcuni estratti dei film trattati dal testo.

“Ho provato a descrivere un Paese incapace di elaborare lutti collettivi, che con fatica tenta di indicare i colpevoli morali e materiali di tanto dolore. Alla fine sono amaramente convinto che un Paese che non racconta degnamente a se stesso i propri drammi e le proprie storture, è un Paese vulnerabile, facile preda di politiche populiste e autoritarie” Andrea Meccia

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Notizie su Umberto Zimarri

Umberto Zimarri
..Io, giullare da niente, ma indignato, anch'io qui canto con parola sfinita, con un ruggito che diventa belato, ma a te dedico queste parole da poco che sottendono solo un vizio antico sperando però che tu non le prenda come un gioco, tu, ipocrita uditore, mio simile... mio amico...

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