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Campotosto – La diga sulla faglia sismica

Il lago di Campotosto non è un lago qualsiasi. E’ il bacino artificiale più importante dell’Abruzzo, per estensione è il secondo d’Europa (dopo il lago Omodeo in Sardegna). E’ situato in provincia dell’Aquila, nella riserva naturale dei Monti della Laga ad un’altitudine di 1313 metri. L’invaso ha una superficie di circa 14 km quadrati e una capienza di più di 300 milioni di metri cubi di acqua. Raggiunge una profondità massima di 30-35 metri.

Ebbene, questa imponente massa di acqua è contenuta da una diga costruita su una faglia sismica attiva! Sembra assurdo, eppure è proprio così.

Il lago nasce negli anni 30-40 sotto il regime di Mussolini (uno dei tanti suoi “capolavori”) con la costruzione di 3 sbarramenti artificiali: la diga di Poggio Cancelli a nord-ovest, realizzata a gravità in terra battuta; la diga di Sella Pedicate a sud, a gravità in terra battuta con ferro e cemento; la diga di Rio Fucino posta ad est, a gravità in calcestruzzo e ferro.  Quest’ultima, alta 44 metri è lambita dalla faglia sismica dei Monti della Laga (o faglia di Campotosto) ritenuta  attiva e capace dai sismologi. Si tratta di una faglia lunga una trentina di km, profonda circa 15 e capace potenzialmente di generare terremoti di forte intensità, fino a 7 gradi Richter (per rendere l’idea, quello aquilano del 6 aprile 2009 fu di 6,3 gradi Richter). E’ tutt’ora poco studiata nei suoi dettagli ma in base alle cartografie esistenti, passa proprio nei pressi della diga di Rio Fucino. Di certo, dopo il sisma aquilano, la faglia di Campotosto si è mossa più volte con numerose piccole scosse che hanno destato notevole preoccupazione tra gli abitanti della zona e non solo.

 

Cosa potrebbe accadere alla diga in caso di un forte sisma con epicentro a pochi metri da essa?

E’ una domanda che si sono posti in molti negli ultimi 2 anni. La Protezione Civile, dopo il 6 aprile, ha incaricato l’Eucentre, il Centro Europeo di Formazione e Ricerca in Ingegneria Sismica, di fare degli studi approfonditi che permettessero di poter dare una risposta “scientifica” a quell’interrogativo.

Gli studiosi dell’Eucentre, pur mettendo in evidenza la complessità del problema, non hanno però potuto escludere il peggiore degli scenari: il cedimento della diga. Nel caso di un forte terremoto con epicentro sulla faglia di Campotosto, la diga di Rio Fucino non dovrebbe più sopportare solo uno scuotimento, ma dovrebbe reggere anche allo spostamento del terreno sottostante e al peso dell’enorme massa di acqua contenuta nel bacino. Per questo sarebbero necessari ed utili dei lavori di rinforzo della struttura di sbarramento.

diga Rio Fucino - vista valle

Di diverso parere sono invece gli esperti dell’Enel (ente gestore della diga). L’affidabilità sarebbe stata comprovata dal sisma del 2009, in cui le dighe di Campotosto hanno avuto un eccellente comportamento  statico ed ingegneristico. Inoltre, alcune ricerche di geologi incaricati dal Ministero delle Infrastrutture, avrebbero stabilito che la faglia si trova in realtà a 300 metri dal corpo della diga. Una distanza ritenuta di sicurezza dall’Enel che per questo non ritiene necessario alcun lavoro di rinforzo a Rio Fucino.

Non tutti i geologi però concordano con queste analisi e soprattutto con quel messaggio di sicurezza e tranquillità che l’ente gestore cerca di infondere ai cittadini della Val Vomano, i quali avrebbero ripercussioni devastanti in caso di cedimento della struttura.

 

Fonti:
www.comune.campotosto.it
www.progettodighe.it
www.6aprile.it
www.repubblica.it
www.adrphoto.com
www.wikipedia.org
www.eucentre.it

 

 

 

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"Quando non si conosce la verità di una cosa, è bene che vi sia un errore comune che fissi la mente degli uomini. La malattia principale dell'uomo è la malattia inquieta delle cose che non può conoscere; e per lui è minor male essere nell'errore che in quella curiosità inutile".

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