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Ah, bell’Italia…

Sin da piccolo uno dei miei film preferiti, che mi toccò profondamente per lo sconvolgente finale, il-pianeta-delle-scimmie-1 fu il pianeta delle scimmie.  Il protagonista Taylor, di fronte ad una diroccata Statua della Libertà, lanciò le sue deluse invettive: “Sono a casa, sono a casa, l’astronave è ricaduta sulla terra sconvolta dalle esplosizioni atomiche. Voi uomini l’avete distrutta. Maledetti! Maledetti per l’eternità, tutti!”  Sembrerebbe troppo drastico paragonare questa scena all’Italia del 2011, ma così non è.

E’ inutile starvi qui a raccontare tutta la storia d’Italia, dai romani fino ai giorni nostri con tutta la bellezza e la magnificenza creata da delle straordinarie menti, ma anche dalla controparte delle lotte tra classi sociali o dei periodi più bui.  Anche qui potrei citarvi una scena cinematografica che racchiude in sintesi la grande storia dell’Italia, il grande Orson Welles ne “Il terzo Uomo”: In Italia, sotto i Borgia, per trent’anni hanno avuto guerre, terrore, assassinii, massacri: e hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera, hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia, e cos’hanno prodotto? Gli orologi a cucù.”  Copiati, ammirati da tutti i paesi stranieri, ma dove abbiamo perso il passo, da dove scaturisce tutto questo decadimento?

Ormai non esiste più la  “Cultura”, usata nella sua accezione antropologica, strettamente connessa alla condivisione di un’identità culturale.  Le spiegazioni sarebbero molteplici e delle più svariate. Fino dove potrà arrivare ancora l’uomo come smisurato catalizzatore di questo mondo e in special modo l’uomo italiano?  Sì, avete letto bene, l’uomo italiano.  Non si tratta del solito luogo comune, che ci vede anche nei paesi esteri “etichettati”, come mafia, mandolino e pizza.  E’ un semplice dato di fatto.

Ogni anno nel periodo autunnale ci troviamo puntualmente di fronte alle innumerevoli catastrofi ambientali, interi paesini e piccoli mondi vengono spazzati via in una manciata di secondi, e subito dopo inizia il solito trambusto nel cercare di incolpare qualcuno per tale sciagura. E la colpa non è che la nostra!! Perché deve esserci questa controproducente “Cultura” di correre ai ripari quando ormai il danno è fatto (qui mi ritorna in mente sempre mia madre che mi dice, in cul sì e in ciocca no), ed è proprio vero. Direi che siam fatti così! Ci sarà mai quest’uomo nuovo, che possa avere come prerogativa principale ed incontrastata la prevenzione?

La cronaca italiana, purtroppo, è stracolma di episodi del genere. Prendendone uno dei tanti, Pompei. Con molta frequenza si sentono notizie poco confortanti riguardo al sito storico e artistico, cedimenti strutturali e crolli non possono essere evitati? Salviamo il nostro patrimonio! Proprio noi che siamo stati capaci di tutto, abbiamo avuto grandissimi maestri, L’impero Romano, l’Umanesimo, il Rinascimento, e ora lasciamo sgretolare tutto così? Quando ci sarà questa presa di coscienza generale, quando cambieremo rotta?

Io una mia idea, anche se ai più potrà sembrare alquanto scriteriata, me la son fatta. E’ il 1861 e l’Italia diventa Nazione. Purtroppo un’unione solo politica e geografica, non di certo culturale. E qui mi riallaccio a quelle parole che ci portano al punto d’arrivo, al senso del mio concitato sermone, parole ahimè ancora molto attuali di Massimo D’Azeglio:  Abbiamo fatto l’Italia ora dobbiamo fare gli italiani”, purtroppo per me quell’auspicio è rimasto senza risposta, morto!

E proprio nel 2011 ci sono i festeggiamenti dei 150 anni dell’unità, ah che beffa, ah che ironia, festeggiamo la nostra non nascita! Che occasione persa…  Non essendoci l’uomo italiano di conseguenza non ci sarà mai il politico “italiano”, c’è bisogno di questa presa di coscienza generale. L’Italia siamo noi, riprendiamocela.

Ecco io mi vedo come il protagonista del Pianeta delle scimmie di fronte ad un muro pericolante di Pompei , urlando a gran voce tutta la mia amarezza, cosa stiamo facendo?? Maledetti!! Maledetti noi…


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Mauro Stracqualursi
"Bisogna sempre essere ebbri. Tutto è in questo:è l'unica questione. Per non sentire l'orribile peso del tempo.. che vi rompe le spalle e vi curva verso la terra... Dovete inebriarvi senza tregua.[...] Ma di che? Di vino,di poesia o di virtù,a Vostro talento. Ma inebriatevi. E se talvolta sui gradini di un palazzo, sull'erba verde d'una proda, nella solitudine tetra della Vostra camera, Vi destate, diminuita già o svanita l'ebbrezza, domandate al vento, all'onda, alla stella, all'uccello, all'orologio, a tutto ciò che sfugge, a tutto ciò che parla, domandate che ora è: ed il vento, l'onda, la stella, l'uccello, l'orologio, Vi risponderanno: E' l'ora di inebriarsi! Per non essere schiavi martoriati del Tempo, inebriatevi,inebriatevi senza posa! Di vino,di poesia o di virtù... a Vostro talento.." "Inebriatevi" - C. Baudelaire.

8 Commenti

  1. White Riot

    Amara riflessione Lester.
    Che dire? Mi sento proprio come Charlton Heston (ma senza armi) nella scena finale di quel film…

  2. loscemodelvillaggio
    loscemodelvillaggio

    Lo scoramento di Lester è condiviso in pieno da parte mia.Però disapprovo la chiusura del suo articolo.Non posso maledirmi se facendomi un esame di coscienza non riscontro in me nessun senso di colpa.Socialmente parlando non posso imputarmi niente.Lavoro pago le tasse e faccio il gruzzoletto per pagare anche il bollo della macchina e il canone tv.Come tanti altri.Cosa potremmo fare di più nelle nostre possibilità?Rimane solo un forte sentimento di impotenza e pessimismo.Concluderei con un ‘maledetti,maledetti loro’.

    • Mauro Stracqualursi

      Sì, la vedo come una sorta di maledizione, proprio per il sentimento che tu ben dici di impotenza. Perché in fin dei conti siamo come un misero granello di sabbia in un’intera spiaggia. C’è la consapevolezza che il mare ben presto ci sommergerà, ma non possiamo fare nulla per fermarlo 🙁

      • loscemodelvillaggio
        loscemodelvillaggio

        Quindi il tuo ‘maledetti noi’ va inteso non come autorimprovero ma bensì come per dire ‘cazzo che situazione di merda in cui siamo finiti nostro malgrado’,giusto?
        Comunque un pizzico di ottimismo su!Magari la luna cala e la marea si abbassa repentinamente…chi lo sa…

        • Mauro Stracqualursi

          E’ chiaro che uno speri sempre in un mondo migliore. 🙂 Il mio “noi” era inteso come popolo, e quindi “io” che anche se non lo approvo purtroppo nel bene e nel male ne faccio parte.

  3. Mirco Zurlo

    Bell’articolo! Pessimista quanto realista.
    “L’Italia siamo noi, riprendiamocela”. Questa frase, che condivido, mi riporta alle parole di un mio prof che qualche anno fa scriveva: “Di tutte le spiegazioni della situazione italiana, la più sbrigativa, la più ripetuta e la più sbagliata è quella che mette tutte le responsabilità sulle spalle della storia: cerca di spiegare le cose senza chiamare nessuno a rispondere per nome e cognome.
    E’ vero che la storia condiziona il funzionamento delle istituzioni ma è anche vero che le istituzioni possono permettere o impedire al passato di essere ancora vivo nel presente. Il peso della storia è una variabile dipendente dai contesti istituzionali.
    Un paese può riuscire a liberarsi della sua eredità storica in un breve periodo di tempo”.

  4. Lester Burnham, i film da lei citati nell’articolo sono tra i miei preferiti. Suvvia però, non disperiamo, miglioreremo (si spera).

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