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La libreria del Villaggio : Thriller all’italiana II – la vendetta, o il perdono…?

Il nuovo appuntamento con “la libreria“ avrà ancora una volta il sapore intrigante e inquietante del Thriller.

Non ci spostiamo dall’Italia, perché spesso i migliori tesori li troviamo in casa, un po’ come le FIAT piene di difetti, ma che non ti lasciano mai a piedi, e poi perché dopo aver tessuto le lodi a Faletti siamo in tema ed è tempo di parlare di  un altro autore italico, un esperto di criminologia che si laurea in giurisprudenza con una tesi su Luigi Chiatti ( il mostro di Foligno ) ed in seguito si specializza in scienze del comportamento. Ad un certo punto decide di dar sfogo alla sua penna sfruttando le sue referenze sfornando in rapida successione tre romanzi uno più avvincente dell’altro.

Mi permetto di puntualizzare che in fatto di thriller Carrisi, l’autore di questo appuntamento, non appare proprio come l’ultimo arrivato, anche se praticamente lo è. Dall’intreccio della narrazione alla precisione quasi scientifica di ogni più piccolo e apparentemente insignificante dettaglio, mette al servizio del lettore tutta la sua esperienza in ambito criminologico. Donato Carrisi riesce in brevissimo tempo ad accaparrarsi i primi posti nella mia personale classifica di preferenza, ma in modo molto più oggettivo gli vengono riconosciuti diversi premi, anche da altri Paesi, tra cui il “premio bancarella” vinto dopo la stesura del suo primo romanzo con il quale fa esordio nelle librerie.

Già all’età di 19 anni Carrisi svolge attività di scrittore per diverse commedie teatrali. Nel 1999 viene lanciato nel mondo della fiction collaborando con la rai nella produzione di pellicole come  “ Nassiryia “ , “Squadra antimafia” e “Palermo oggi”.

In ambito romanzesco lo scrittore di Martina Franca  pubblica il suo primo lavoro nel 2009 : “ Il suggeritore”, nel 2011 esce con “ Il tribunale delle anime“ e in questo 2012 ha prodotto il noir “ La donna dei fiori di carta “ : un racconto molto più breve dei primi due, ma con la capacità di farsi leggere e rileggere in pochi giorni.

 

 

 

 

 

 

 

 

Mi soffermerò a parlare del primo romanzo da lui scritto, il primo che mi è capitato di leggere e che ha catturato da subito il mio interesse spingendomi a seguire le sue successive produzioni. Il vincitore del 57°  premio bancarella : “Il suggeritore”.

In questo primo romanzo si ha da subito l’impatto con lo stile di narrazione dell’autore che è fatto di trame ingarbugliate nelle quali spesso vengono inserite digressioni, ‘trame nella trama’, che possono far apparire il romanzo di difficile comprensione e creare senso di smarrimento. Anche i vari personaggi che volta per volta entreranno nella trama daranno varietà e vivacità al racconto. Sta qui la grande capacità di Carrisi di districare i vari eventi riconducendo il tutto su di un unico binario narrativo. Le sue trame non sono mai banali, bensì hanno nel loro interno fattori talvolta contrastanti : morte,  violenza, ironia, brillanti spunti di criminologia, senso dello spirito, perversioni e quant’altro.

Carrisi caratterizza il romanzo “Il suggeritore” con molteplici sfaccettature e spunti di diversa natura, accentrando al contempo la trama in modo sempre più incisivo sull’analisi della linea che distingue il bene dal male, mettendola a nudo sotto una sorta di lente di ingrandimento che ne evidenzia la sottigliezza e la facilità con cui si può oltrepassarla, portando così alla luce il dilemma del rimanere nel giusto o “sporcarsi” passando al torto per necessità.

Più precisamente il tema che trapela tra le pagine de “Il suggeritore” riguarda la scelta che a volte può essere estremamente logorante tra la via del perdono e il ricorso alla sacrosanta vendetta.

Al cospetto di un ipotetico assassino di un vostro caro riuscireste a tendere la vostra mano perdonando e rimanendo nel giusto, con l’immensa capacità di lasciarvi tutto alle spalle? Oppure optereste per l’ “occhio per occhio, dente per dente” macchiandovi anche voi di sangue, andando alla ricerca dello sfogo catartico e completo, abbassandovi al pari livello del carnefice, in un animalesco, primordiale, drammatico ed indelebile attimo?

Il suggeritore prende così vita scuotendo le coscienze dei vari personaggi, mettendole alla prova, tentandole, ma senza forzare mai la mano, ciò che si limita a fare è scoprire le carte in tavola ed illustrare le varie opportunità. Toccherà ai vari personaggi fare i conti con l’io interiore.

Fino a che punto siamo disposti a sopportare? Cosa possiamo diventare se messi sotto pressione da gravi aventi? Siamo tutti capaci di perdonare? Perdonare qualsiasi cosa?

Con quest’opera Carrisi sembrerebbe avvicinarsi allo stile americano del thriller, soprattutto per il finale che a mio parere è un po’ frettoloso e forzato, ma è proprio il tema centrale del romanzo a far sì che quest’opera si discosti quanto basta per non scadere nella solita ‘americanata’. Il romanzo infatti ha una sua morale: mette il lettore nella condizione di immedesimarsi nel dilemma della scelta tra bene e male. Dove finisce l’uno e comincia l’altro? Far del male a qualcuno nell’intento di far del bene ad altri è un’azione giusta? Il male e il bene sono davvero cosi diversi tra loro? Forse sono la stessa cosa , ciò che li distingue è solo il punto di vista col quale li si considera.

Leggere questo libro non aiuterà a trovare le risposte, ma trovare degli interrogativi del genere in un thriller non è niente male davvero.

                              

 

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