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Vipera Aspis tra leggenda e realtà (parte 2)

LE VIPERE VOLANTI. Tra le storie più bizzarre e diffuse vi è quella del LANCIO DI VIPERE da elicotteri o piccoli aerei. Più volte mi è capitato di ascoltare racconti di persone convinte: per motivi di ripopolamento la Guardia Forestale, le Associazioni Ambientaliste, il WWF o personaggi misteriosi, svolgerebbero periodicamente delle immissioni di vipere in questa o quella zona. I rettili verrebbero messi in appositi sacchetti o contenitori con apertura automatica al contatto con il suolo. Il lancio avverrebbe dall’elicottero. I racconti più audaci parlano anche del ritrovamento di contenitori rimasti chiusi e contenenti centinaia di vipere morte. Una variante, di questa che a tutti gli effetti è diventata ormai una leggenda metropolitana conosciuta in quasi tutta Italia, da la responsabilità dei lanci alle case farmaceutiche. Il loro scopo sarebbe quello di prelevare il veleno a fini medicinali. E’ inconcepibile da un punto di vista scientifico un ripopolamento effettuato in tale modo. I serpenti non sono animali di gomma e l’impatto con il suolo risulterebbe fatale per molti. Anche da un punto di vista realizzativo si tratterebbe di un metodo piuttosto insensato per costi e modalità, inoltre non è mai emersa alcuna prova obiettiva di nessun lancio di rettili. Trattasi di una diceria FALSA, la classica bufala.

L’ASPIDE E’ IL MASCHIO DELLA VIPERA? Secondo la tradizione popolare locale, l’aspide (in dialetto sangiovannese Asprosurd ) sarebbe il maschio della vipera, in alcune storie l’ultimo figlio maschio, il più velenoso e temuto da tutti, persino dalla madre che rischierebbe la morte in seguito ad un suo ipotetico morso, più corto ma molto più tozzo della femmina. Caratteristico e particolarmente agghiacciante, il cosiddetto “fischio dell’aspide”, così forte da essere udito a metri di distanza. Il fischio avrebbe la funzione di difesa del territorio da intrusi sgraditi al serpente. Attraverso di esso l’aspide avverte il nemico di allontanarsi dalla zona, in caso contrario sarà attaccato. Altra caratteristica che si evince anche dal nome locale sangiovannese, aspro-surd, sarebbe l’assenza completa di udito (surd sta per sordo). Per questo motivo l’aspide non scappa mai e affronta sempre chi passa dalle sue zone.

In realtà, l’aspide è l’altro nome con cui viene chiamata la vipera comune (Vipera Aspis). Esiste quindi l’aspide maschio e l’aspide femmina (con le femmine che raggiungono mediamente dimensioni maggiori dei maschi, 5-10 cm in più). Il fischio è un’arma usata non solo dalle vipere ma da molti serpenti quando si sentono minacciati. Più che di un fischio si dovrebbe parlare di soffio. Il serpente immagazzina aria e gonfia al massimo i polmoni, per poi espirare rumorosamente sollevando da terra il capo e la prima parte del corpo. Si tratta sicuramente di una strategia difensiva che non è indicativa di un attacco imminente del rettile, anzi ha lo scopo opposto: evitare di mordere. La vipera ricorre al suo veleno quasi esclusivamente per cibarsi, per questo cerca di ridurre al minimo il suo utilizzo per altri motivi. Quando caccia, non soffia mai, anzi da ottimo predatore passivo cerca di far avvicinare il più possibile la sua preda, rimanendo immobile e appiccicata al terreno. Il veleno per una vipera è estremamente prezioso: da esso dipende in gran parte la sua sopravvivenza, per questo evita di sprecarlo attaccando l’uomo.

L’aspide, come gli altri rettili, ha un udito poco sviluppato ma è estremamente sensibile alle vibrazioni del terreno. Uno dei segreti se si vuole evitare di incontrarlo è quello di farsi sentire battendo costantemente con un bastone l’erba, le rocce, le pietre, la terra. Le vibrazioni allarmeranno il rettile che si trova nelle vicinanze, il quale cercherà una via per la fuga o una tana in cui nascondersi.

 

LA LEGGENDA DEL GUARDAPASSI. In alcuni paesini nel sud del Lazio ma soprattutto in Molise e Basilicata, tutti conoscono e quasi tutti credono alla storia del “guardapassi” o “settepassi”: una specie pericolosissima di vipera che ti osserva camminare (da qui il nome di guarda passi) per poi aggredirti all’improvviso. Il suo veleno è così letale da lasciar compiere, dopo il morso, non più di sette passi alla vittima sprovvista di siero. Il detto afferma che dove ti morde, lì ti lascia morto. Secondo una variante della leggenda, il guardapassi sarebbe cieco ma in compenso avrebbe un udito finissimo.

Si tratta di una credenza popolare priva di alcun fondamento scientifico.

 

LA VIPERA PARTORISCE SUGLI ALBERI? L’idea comune, molto diffusa non solo nelle nostre zone, è che la vipera partorisca sugli alberi, lasciando cadere i figli a terra, per paura di essere avvelenata dai loro morsi. I figli avrebbero un veleno ancora più potente di quello della madre.

L’unica cosa reale di questa diceria è che i piccoli di vipera nascono già muniti di veleno. Il parto avviene a terra e non sugli alberi, in quanto questo rettile (a differenza dei Colubri) fa molta fatica a salire sugli alberi a causa della conformità della propria coda (corta e tozza non permette l’ arrampicata). Al massimo possiamo incontrarla su qualche piccolo arbusto o cespuglio, a qualche decina di centimetri da terra. Una vipera incinta poi, avrebbe ancora più difficoltà. Non è vero che ha paura di essere morsa dai propri figli, anzi è uno dei pochi serpenti che rimane insieme ai propri “cuccioli” per alcuni giorno dopo il parto.

 

IL PAN DELLE VIPERE. Il Gigaro chiaro è una pianta che cresce spontaneamente nei nostri boschi e nei luoghi ombreggiati. Il frutto è costituito da una bacca rossa. Secondo la tradizione, i serpenti e in particolare la vipera, sarebbero ghiotti di queste bacche. Da qui deriva il nome “pan delle vipere o pan delle serpi” nelle cui vicinanze si troverebbe sempre qualche vipera. Ma né le vipere, né gli altri serpenti mangiano bacche o altri vegetali. La dieta alimentare è costituita soprattutto da topi, uccelli e lucertole. Essi svolgono un ruolo ecologico importantissimo poiché contribuiscono al mantenimento demografico di specie infestanti come i roditori. Una vipera adulta, può mangiare anche 200 topi l’anno.

 

Altre storie fantasiose sulla vipera, assolutamente false, diffuse nelle nostre zone sono:

– avvelena l’acqua che beve;

– succhia il latte delle mucche (nessun serpente beve il latte);

– partorisce squarciandosi il ventre su di un sasso;

– raggiunge dimensioni notevoli, anche 2 o 3 metri (in realtà raggiunge al massimo 1 metro);

– rincorre le persone che la disturbano (la sua andatura è piuttosto lenta, non rincorre nemmeno le prede, figuriamoci le persone).

 

Le numerose leggende nate intorno a questo rettile (che cercano di dipingerlo come un animale diabolico, nemico dell’uomo, aggressivo e dal veleno estremamente letale), sono state tutte sfatate dalla scienza. Gli esperti sono concordi nel considerare la vipera, un serpente timido (un minimo rumore la fa allontanare e fuggire), che non attacca mai l’uomo se non per difesa (se calpestata, catturata o messa alle strette).  “Se avvistate una vipera, restate calmi e non fate nulla: ci penserà lei ad allontanarsi”. Non è un animale cattivo, vive semplicemente secondo la sua Natura e come tale va rispettato! Non uccidetelo quindi solo perché velenoso o solo perché serpente! Svolge un ruolo fondamentale nell’ecosistema ed ha già molti nemici per natura (riccio, cinghiale, biacco, rapaci,ecc.). Inoltre la Vipera e altri serpenti rientrano tra le specie protette dalla L.R. 5 Aprile 1988, n. 18 che ne vieta la cattura, la detenzione e l’uccisione.

 

Prima parte:http://www.lindifferenziato.com/2012/07/25/vipera-aspis-tra-leggenda-e-realta-parte-1/

Invito chiunque fosse a conoscenza di altre storie, dicerie e leggende che riguardano questo rettile, di scrivere nello spazio dei commenti. Ringrazio anticipatamente tutti coloro che interverranno.

Vipera Aspis tra leggenda e realtà (parte 2)
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Notizie su Mirco Zurlo

Mirco Zurlo
"Quando non si conosce la verità di una cosa, è bene che vi sia un errore comune che fissi la mente degli uomini. La malattia principale dell'uomo è la malattia inquieta delle cose che non può conoscere; e per lui è minor male essere nell'errore che in quella curiosità inutile".

18 Commenti

  1. Matteo

    complimenti mirco bellissimo articolo…..uno dei miei animali preferiti…

  2. Mirco Zurlo

    Grazie Matteo, mi fa piacere che ti sia piaciuto. 🙂

  3. Bellissimo articolo, io sono cresciuta ascoltando queste leggende.Mi ricordo l’avversione dei miei nonni per certe piante che chiamavano “fiur d serp” ed io che cercavo di convincerli che i serpenti non sono vegetariani ma non ci sono mai riuscita.

  4. loscemodelvillaggio
    loscemodelvillaggio

    Mi hanno fatto crescere col terrore di quella cazzo di pianta a bacche rosse.Che più erano rosse e più era pericolosa.

    • Questa pianta è diffusa allo stato selvatico anche in Italia; tutte le parti della pianta sono velenose, anche se il pericolo di ingestione da parte degli animali e dei bambini è minimo a causa del sapore disgustoso. ALcune parti della pianta, opportunamente trattate, vengono utilizzate in erboristeria e nella medicina omeopatica

      Ulteriori informazioni su: Gigaro, Pan di serpe – Arum italicum – Arum italicum – giardino – Bulbi – Gigaro, Pan di serpe – Arum italicum – Bulbi http://www.giardinaggio.it/bulbi/arum/arum.asp#ixzz3KNvgTaJI

      Come vedi un pericolo c’era!!!!

  5. Claudio Tedeschi

    Articolo interessante,ciao Mirco.

  6. questi articoli si dovrebbero pubblicare nelle scuole e far conoscere la verita’ sulle vipere
    e di non ucciderle sono animali molto utili all’ecosistema

  7. Mirco Zurlo

    Grazie a Maria, Luciano, Claudio e a tutti quelli che hanno apprezzato l’articolo. Purtroppo nei confronti dei rettili e della vipera in particolare ci sono molte false credenze che portano a ritenerli animali pericolosi e “diabolici”, da eliminare assolutamente (e anche la religione ha contribuito non poco a dipengerli in questo modo). In realtà sono animali fondamentali per l’ecosistema. L’uomo dovrebbe imparare a rispettarli e apprezzarli per l’importante ruolo che svolgono, invece di continuare a sterminarli e a considerarli per quello che non sono.

  8. Sono nato nel 1938 negli anni 44/45 in una zona nelle vicinanze alla citta di forlì dove erano state stati parcheggiati mezzi militari alleati,trovammo e uccidemmo una probabile vipera aspis, colorata di nero/giallo piccola circa 40 cm, come un pezzo di “miccia”, nel 1960 nelle risaie del fosso ghiaia, zona pineta di classe RA, ne incontrai una nel sentiero, mentre nel vicino fosso vi erano, in pochi metri 12/13 biscie d’acqua, ragruppate forse a difesa della minaccia, incombente, comunque curioso

  9. Purtroppo ho avuto la sfortuna di ritrovarmi una vipera in giardino che mi ha morso il cane…..(alla fine è sopravvissuto) però poteva trovarsi un bambino di due anni al posto del cane. Mi domando: sono d’accordo che le vipere hanno un ruolo importante nel sistema, come i colubri del resto, non si potrebbe privilegiare i primi a discapito delle vipere? Alla fine l’ecosistema è sempre equilibrato,

  10. circa 20 anni fa x prendere un porcino sotto una pineta ho rischiato di morire. sui rami dei piccoli pini, chino x non toccare i rami, vi erano circa un centinaio di vipere di circa 15cm.verdi.
    non è una bufala cardinale-cz.

    • Non mi risulta che tra le livree di Vipera aspis L. ci siano anche livree verdi. Per il resto ho visto dal grigio, bruno, rossiccio, arancione sino al nero (melanico). Oltre al fatto che è improbabile che si trovino sui rami. Quindi signor cardinale cz se è vero che ha visto serpenti di colore verde (centinaia?) molto probabilmente NON erano vipere. Naturalmente se si tratta di una osservazione fatta in Italia.

    • A me una volta ha morso una vipera di 3 metri dopo avermi accecato sputandomi fuoco negli occhi. Dopo tre giorni sono risorto fortunatamente.

  11. La vipera può partorire anche da morta? meglio bruciarla !!!!!

  12. Avete detto delle cose non vere in quanto vicino roma ho potuto vedere e toccare coi miei occhi il lancio di un sacchetto di viperotti e ho dovuto ridurli in poltiglia zona mentana ,poi non le vipere ma una specie di biscia e’ ghiotta di latte tanto e’ vero che in alt’italia ancora se la cucinano la chiamano mirauda e per attirarla utilizzano proprio il latte di mucca e l’aspide non e’ una diceria .

  13. Le vipere come altri serpenti sono poco aggressivi ma lo sono specialmente quando devono difendere i cuccioli o il loro nido… Sono d’accordo se li hai nel giardino di farlo portare via dalla forestale, per andare nei boschi usare sempre un bastone o una canna che vibra di più, ne ho visti tanti di serpenti nella mia vita ma non li ho mai uccisi, in campagna c’è n’erano tanti e diversi ma mai avuti morsi, tanta paura perché non li sapevo distinguere.

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