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Notte prima degli esami – La recinzione del film

In un liceo di Roma si susseguono le tragicomiche vicende di uno sparuto gruppo di amici: Luca, Claudia, Alice, Riccardo, Massimiliano e Simona.
I ragazzi vanno a scuola, frequentano le lezioni, passeggiano per i corridoi, pranzano insieme, chiacchierano fra di loro, cazzeggiano.
Il film si sussegue in avvenimenti, a volte spassosi (la morte della nonna di Claudia in primis) e a volte tristi, nei giorni che precedono gli imminenti esami di maturità in cui troveranno ad aspettarli un severissimo professore di lettere, magistralmente interpretato da Peter Gabriel (da anziano).
La grande forza dell’opera sta nella descrizione del vuoto cerebrale che circonda i personaggi: un mare aperto di angoscia e di noia che travolge e contagia di assoluta frustrazione il malcapitato spettatore di in un film in cui, per i primi due terzi, succede poco o niente.
La macchina da presa segue i vari personaggi, quasi come  a voler pedinare la loro demenza e ne assume di volta in volta i rispettivi punti di vista.
La banalità del contesto narrativo e la totale assenza di enfasi drammatica nella recitazione dei figuranti di turno, contribuiscono ad infondere agli eventi “straordinari” delle loro giornate un’intensità e un realismo a dir poco agghiaccianti.
Ciò, per lo meno, fino alla notte prima degli esami quando i ragazzi, stanchi di studiare, si rendono conto che l’eccessivo uso di una parte poco utilizzata del loro giovine corpo, il cervello, ha prodotto una purtroppo irreversibile malformazione dei loro testicoli. I giovani, scoprono di essere affetti da una mostruosa forma di elefantiasi scrotale che li costringerà, ben presto, ad un esplosione di violenza liberatoria.
Esasperati anche dal continuo echeggiare, per tutta la durata del film, della celebre e patetica canzone de quer noto cantore de sta Roma bbella,  entrano nell’istituto il giorno degli esami armati di fucile ed aprono il fuoco contro tutto e tutti, uccidendo a colpi di mitra dodici ragazzi e Peter Gabriel reo, quest’ultimo, di non essere stato in grado di bissare i suoi successi degli anni 80 quali Shock The Monkey, Sledgehammer e Biko, per poi togliersi la vita.
Ne esce un quadro di desolante vuoto esistenziale, un tunnel che non ha luce alle estremità, un pozzo senza fondo e senza fondi, parafrasi della attuale situazione dell’istruzione pubblica italiana.   Non c’è più neppure spazio per la tragedia, non c’è più religione, sono pure terminate le giustificazioni e il nuovo professore di lettere non accetta volontari.
Per completezza di informazione aggiungo che quell’anno, per il compito di latino, la Commissione del Ministero scelse “Gli elefanti” di Plinio il Vecchio, il cui testo qui di seguito riporto:

“Ad reliqua transeamus animalia et primum terrestria. Maximum est elephans proximumque humanis sensibus, quippe intellectus illi (est) sermonis patrii et imperiorum oboedientia, officiorum quae dicere memoria, amoris et gloriae voluptas, immo vero (ea), quae etiam in homine rara (sunt), probitas, prudentia, aequitas, religio quoque siderum soliisque ac lunae veneratio. Auctores sunt in Mauretaniae saltibus ad quendam amnem, cui nomen est Amilo, nitiscente luna nova, greges eorum descendere ibique se purificantes solemniter aqua circumspergi atque, ita salutato sidere, in silvas reverti, vitulorum fatigatos prae se ferentes”.

Avete 30 minuti per tradurre. Buon lavoro.

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3 Commenti

  1. The pack of locks

    In quanto a film profondi e ben interpretati non si puo non citare “Alex l’ariete”….forse li si è raggiunto il picco storico dell’assurdità del nostro cinema…

  2. Il Satanico

    Questo e’ niente…diciamo che il fondo del barile e’ stato rotto, distrutto, ma che dico…POLVERIZZATO! e si e’ scesi al di sotto, oltre le pelli sudate del dio degli inferi, nel piu’ sconosciuto buco nero della demenzialita’ premeditata… beccati questo http://youtu.be/wbLSDr5SL14

  3. Mirco Zurlo

    Beccatevi la scena più bella della storia del cinema!!!
    http://www.youtube.com/watch?v=iQLMcRQRZ3g&feature=related

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