Home / In Evidenza / Il pagellone semiserio delle Elezioni Regionali

Il pagellone semiserio delle Elezioni Regionali

Il riassunto satirico delle elezioni regionali del 20-21 settembre del 2020.

ZINGARETTI

La strategia mi sembra chiara: parlare il meno possibile, promettere il meno possibile, prendere posizione il meno possibile, generare scarse aspettative per poi sorprendere tutti alle spalle e dire “anche sta volta vi ho fregato”.  Se il Pd di Zingaretti fosse una nazionale, sarebbe l’Italia di Dino Zoff che tra qualche buona giocata, un’eccellente organizzazione difensiva e qualche colpo di fortuna, riesce pure ad arrivare alla finale di un Europeo.  Ecco, poi quando di fronte ti trovi Zidane che non è la Ceccardi, rischi di perdere ma quello si vedrà perché come diceva qualcuno (che a me non sta particolarmente simpatico) meglio tirare a campare che tirare le cuoia. Resiste e vince. Costante ed organizzato. LA FORMA DELL’ACQUA. VOTO 7

CUPERLO

Senza l’analisi della sconfitta non scende in campo. Analisi del pareggio suona male. sv

ZAIA

Dopo aver visto il risultato, si pensava alla rifondazione dell’impero austroungarico. D’ora in poi non si dirà più risultato bulgaro, ma risultato Veneto.

Perché vinco? Io governo, non vado a fare i comizi. Cosa avrà voluto dire, Mattè? ZAIALAND. Voto 9

M5S

Il classico risultato a due facce: si vince bene il Referendum, si perdono malissimo ma proprio malissimo le elezioni regionali. Quella che era stata la prima forza politica del paese si sta sciogliendo sui territori con la stessa velocità dei ghiacciai dell’artico. Non sappiamo se in fondo in fondo c’entra qualcosa “la forma dell’acqua” del punto 1. Lo scontro fratricida interno tra Di Battista e Il Resto del Stelle se continua così finirà in una gara di wrestling. Sta di fatto che Toninelli e Di Maio hanno analizzato in maniera eccellente questo risultato: un bel selfie per sfottere Billy Costacurta. La domanda non è come, è perché?

FIGLI DELLE STELLE CHE FURONO, VOTO ( 7 Referendum + 3 Regionali) = 10/2 = 5

RENZI

Quando ci sono i referendum è un giorno triste per Matteo Renzi. Quando ci sono i referendum e la sua lista in Veneto prende più o meno i voti dei No Vax, è un giorno tristissimo per Matteo Renzi. La prossima riforma che proporrà Renzi, sarà l’eliminazione dello strumento referendario, sentite a me.

Comunque, verrebbe da chiedersi… Chi l’avrebbe mai detto che candidare come Governatore un Abruzzese in Puglia sarebbe stata una Caporetto?

IL FABIO ARU della Politica Italiana. VOTO 4

EMILIANO

Quando lo intervistano ha la faccia di uno che ha appena schivato di un pelo un frontale con un tir a causa di un automobilista che si è messo a zigzagare. La vettura in questione era guidata da tal Scalfarotto ed i passeggeri erano Renzi, Calenda e Più Europa. Ha costruito delle liste che ricordano una maionese impazzita, ha cambiato idee su tante cose in questi anni, ma alla fine meritava davvero di perdere contro FITTO? SOPRAVVISUTO E SOPRAVVIVENTE. VOTO 6

DE LUCA

Per la terza volta ha bullizzato Caldoro che ormai trema al solo pensiero di vederlo. Esultano i partiti che l’hanno sostenuto ( o viceversa) e le pagine satiriche di Facebook che avranno altri 5 anni di conferenze stampe da pubblicare. Indiscrezioni giornalistiche raccontano di averlo sentito cantare un vecchio motivetto di Gigliola Cinquetti: “E qui comando io e questa e casa mia”

Il Sergente Hartman di Full Metal Jacket, VOTO 7

SALVINI

Non si capisce se sia più preoccupato per la sconfitta in Toscana o per i voti presi da Zaia, inizia la conferenza stampa facendosi gli auguri di “San Matteo” e poi inizia a dire numeri ad casaccium come quando ad un esame ti fanno una domanda, non sai rispondere e la provi a buttare su un altro argomento. Come successo in Emilia Romagna, non riesce il colpo grosso. Parafrasando, storicamente, ha perso le sue due battaglie di Stalingrado: si è fermato a pochi km da Bologna e Firenze. Al sud qualcuno ricorda che prima quel partito si chiamava “Lega Nord” e scendono le sue percentuali. Vinceremo 7-0, entra di diritto nelle ultime parole famose della politica italiana.

Ho bisogno di un mojito: VOTO 5

MELONI

Donna Giorgia esulta per la vittoria nelle Marche, prevedibile vista situazione nella regione, ma non riesce a prendersi la Puglia e Fiume. Ops No Fiume, sta volta non c’entra nulla, ma sai vien facile il pensiero… Continua la sua ascesa nel centrodestra e a questo punto sarà fondamentale la partita sulle elezioni comunali della Capitale nel Prossimo anno ed anche qui vien facile il pensiero…

SORELLA DELLE MARCHE: VOTO 6+

Menzione speciale. Tutti quelli che hanno deciso di sostenere il Sì al referendum a pochi giorni dal voto. Ci torna in mente una frase dell’avvocato Peppino Prisco, storico dirigente e tifoso interista. 10 minuti prima di morire cambio squadra, così muore uno degli altri..

Commenti

commenti

Notizie su Umberto Zimarri

Umberto Zimarri
..Io, giullare da niente, ma indignato, anch'io qui canto con parola sfinita, con un ruggito che diventa belato, ma a te dedico queste parole da poco che sottendono solo un vizio antico sperando però che tu non le prenda come un gioco, tu, ipocrita uditore, mio simile... mio amico...

Rispondi

Il tuo indirizzo eMail non sarà Pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati. *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Sali