Home / Cultura / Cinema / Film della settimana / La pelle che abito, il film della settimana

La pelle che abito, il film della settimana

Dopo “Carnage” di Roman Polanski, questa settimana tocca ad un’altra pellicola di un maestro del cinema europeo, Pedro Almodovar con “La pelle che abito”. Le altre uscite del weekend: il fantascientifico  “L’alba del pianeta delle scimmie” di Rupert Wyatt, il drammatico “Io sono Li” di Andrea Segre, e le commedie, “Mozzarella stories” di Edoardo De Angelis, “Niente da dichiarare” di Dany Boon e “Ma come fa a far tutto?” di Douglas McGrath.

“La pelle che abito” è stato presentato in concorso alla 64a edizione del Festival di Cannes ed è basato sul romanzo “Tarantola” di Thierry Jonquet, ed esce due anni dopo “Gli abbracci spezzati”.

Il protagonista del film è Antonio Banderas, uno degli attori preferiti da Almodovar, avendo già recitato per lui in “Labirinto di Passioni”, “Matador”, “La legge del desiderio”, “Donne sull’orlo di una crisi di nervi”, e “Légami!”, qui nel ruolo di un chirurgo plastico, Robert Ledgard.

Il film racconta di questo chirurgo, che dopo aver perso la moglie, carbonizzata in un incidente d’auto, avvia degli esperimenti per creare un tessuto sintetico simile alla pelle umana ma più resistente, che avrebbe potuto salvare la donna. Questo progetto verrà portato avanti per ben 12 anni. Nella lussuosa villa di Robert Ledgard, una giovane donna aspetta le sue cure, chiusa in una stanza e controllata costantemente da una videocamera. Come cavia userà colui che ha cercato di violentare e stuprare sua figlia. Nel cast oltre Banderas, sono presenti Elena Anaya, Marisa Paredes, Blanca Suarez e Fernando Cayo.

Anche in questo lavoro, un formidabile Almodovar riesce nel suo intento, creare una storia molto complicata che man mano va a ricomporsi come in un puzzle dove in una sorta di leit motiv compaiono i soliti motivi, scambi di sesso, segreti mai confessati. Il mito di Frankenstein viene buttato ne  “La pelle che abito” non come motivo centrale, ma funzionale a tutto il discorso e alla solita dialettica del regista spagnolo. Tutto è funzionale nel suo cinema.

“Ci sono persone ossessionate da altre persone … persone che nascono sfortunate. E quelle che lavorano per l’evoluzione dell’umanità. …persone che abusano del loro potere …persone che sono nate per lottare …persone che vivono in un mondo violento e ci sono persone nate per SOPRAVVIVERE.”

Buona visione ed ecco a voi il trailer:

Vota questo Articolo!

Commenti

commenti

Pubblicità

Notizie su Mauro Stracqualursi

Mauro Stracqualursi
"Bisogna sempre essere ebbri. Tutto è in questo:è l'unica questione. Per non sentire l'orribile peso del tempo.. che vi rompe le spalle e vi curva verso la terra... Dovete inebriarvi senza tregua.[...] Ma di che? Di vino,di poesia o di virtù,a Vostro talento. Ma inebriatevi. E se talvolta sui gradini di un palazzo, sull'erba verde d'una proda, nella solitudine tetra della Vostra camera, Vi destate, diminuita già o svanita l'ebbrezza, domandate al vento, all'onda, alla stella, all'uccello, all'orologio, a tutto ciò che sfugge, a tutto ciò che parla, domandate che ora è: ed il vento, l'onda, la stella, l'uccello, l'orologio, Vi risponderanno: E' l'ora di inebriarsi! Per non essere schiavi martoriati del Tempo, inebriatevi,inebriatevi senza posa! Di vino,di poesia o di virtù... a Vostro talento.." "Inebriatevi" - C. Baudelaire.

un Commento

  1. Alice in Wonderland

    Pedro Almodovar al cento per cento in questo film, tutt’altro che transgenico!!!

Rispondi

Il tuo indirizzo eMail non sarà Pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati. *

*