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Biondi capelli e rosa di guancia

A quanto pare venerdì prenderà il via la XXX edizione di “Giochi senza Frontiere”, format televisivo a cadenza quadriennale condotto dal mitico Ettore Andenna. Dunque, attention-trois-deux-un, eccovi servita una grande abbuffata di sport. Discipline per tutti i gusti, alcune indigeste, altre semisconosciute al grande pubblico e talvolta persino agli stessi atleti. Viene facile ricordare, ad esempio, lo sforzo eroico di quel “nuotatore” (molte virgolette) della Guinea Equatoriale che a Sydney rischiò di annegare per aver confuso la specialità dei 100 stile libero con l’esercizio sin troppo realistico del “morto a galla” .

Manca ormai poco alla sigla dell’Eurovisione e i baldi italiani sono pronti ad accantonare per un paio di settimane la preoccupante crisi ricompattandosi, arditi e fieri, sotto il tricolore in un unico imperativo categorico: spezzare le reni alle infami democrazie plutocratiche. E qui un gigantesco me ne frego per il flaccido spirito olimpico ci sta tutto!  Anche perché immagino che nei prossimi giorni le performance urlatorie di Caressa – cronista dell’Istituto Luce/Cielo – saranno giustamente quanto di più distante ci possa essere dal vigliacco Barone “Franco Causio” De Coubertin. Quello di “perché Sanremo è Sanremo” e “Comunque vada sarà un successo” .

Arancia Tamarra

Sale quindi l’attesa per lo show post-capitalista a cominciare dalla sfilata inaugurale con le attenzioni tutte rivolte al nostro portabandiera. La Pellegrini, solita frequentare sfilate di altro tipo, ha gentilmente declinato l’invito e per Clemente Russo, detto Tatanka scatenato, non è stato sufficiente il rapporto di amicizia che può vantare con quel celebre scrittore con la scorta. L’atleta di Marcianise, che la boxe ha prima strappato alla camorra e poi consegnato allo showbiz della peggiore tv (ma non era forse meglio lasciarlo su qualche spiaggia a sparare raffiche con il mitra?), troverà spazio soltanto nel gruppone della delegazione azzurra. Con lui la Pellegrini.

Sarà invece la fiorettista Valentina Vezzali a portare il tricolore nella sfilata della cerimonia d’apertura dei giochi. Simpatica come un improvviso attacco di colite mentre si è bloccati in ascensore e urticante quasi quanto un pezzo degli 883 coverizzato da Maria Antonietta, la Valentina nazionale sta al fioretto come Pelè e Maradona stanno al calcio. Nasce a Jesi nel 1974, più precisamente il 14 febbraio e già nei primi istanti di vita si mostra piuttosto fortunata; il padre che avrebbe voluto un figlio maschio aveva pronto per lei il nome Oscar, con tutto ciò che ne sarebbe conseguito relativamente alla confusione di genere della piccola. Tuttavia, lasciandosi intenerire dalla festa degli innamorati, papà Vezzali opta per un meno ambiguo e  meno destabilizzante “Valentina”. Ma non per questo evita, come narra la leggenda, di mettere nella culla un fioretto, Lady dal fiocco blu.

La giovanissima Vezzali, la futura Maria Stella Gelmini della scherma, già all’età di 15 anni comincia a mietere i primi successi. La sua ascesa è inarrestabile ed entra a far parte del gruppo sportivo Fiamme Oro della Polizia di Stato. Da questurina inanella un triplete di medaglie d’oro individuali: Syndey, Atene e Pechino 4 anni fa. Guadagna così un’ospitata epocale al Porta a Porta di Vespa. Nella sera-incontro del 2008 tra i medagliati di Pechino e l’allora premier Silvio Berlusconi, conquista la scena con un “Presidente, da lei mi farei veramente toccare”; Vespa schiatta di gelosia tra doppi sensi che avrebbero fatto arrossire persino quel Renzo Montagnani mattatore di pellicole cult come “La soldatessa alle grandi manovre” e “Il ginecologo della mutua”.

In seguito la schermitrice acquista sempre maggiore visibilità insieme ai colleghi Andrew Howe, Fiona May e Josefa Idem Ibidem  (non lasciatevi trarre in inganno dai nomi, sono sportivi “italiani”) in quella serie di spot pubblicitari che vanno sotto il nome di “compagni di merende”.  Qui si mostra nei suoi allenamenti  mentre tira di scherma con il figlio Pietro , “armata” di una spiga di grano in un paese non meglio identificato nel quale è stata abolita la mietitura e il grano è rigoglioso 12 mesi l’anno. Poco distante da lì, Vale e Pietro tengono nascosto in un buco nel terreno Filippo, il coprotagonista di un romanzo di Ammaniti.

In un crescendo di popolarità, la Vezzali partecipa anche alla quinta edizione di “Ballando con le Stelle”, lo show del sabato sera di Rai Uno. In quella pletora di sedicenti vip (occorre infatti avere quantomeno un Master in soap opera e reality per riconoscere qualche faccia) non sfigura, ma purtroppo non centra l’obiettivo del podio. Evento più unico che raro. E’ sfiga.

In realtà diciamo pure che rumba, salsa e cha-cha-cha non sono esattamente le cose che le riescono meglio.  Il suo mestiere è tirare di fioretto, ma soprattutto vincere. Non tanto per la gloria né per il denaro, forse nemmeno per il cielo. Solo e soltanto per il gusto di citare davanti alle telecamere le liriche di Ramazzotti. Mica Nek o Grignani, eh! Eros!  E’ stato difficile ma ce l’abbiamo fatta. Ma questi mi sa sono versi di un acerrimo rivale del Ramazzotti.

Una passione per la musica che comunque fa il paio con quella per i social network, tant’è che “a sua insaputa” (sì, mi rendo conto della peculiarità tutta italiana, da  Scajola e Formigoni passando per Renzo Bossi) si iscrive al gruppo Facebook di Prima Difesa. Un’associazione per la difesa dei diritti umani di militari e polizia tristemente nota per i commenti apparsi all’indomani della senten

e senza accorgercene si sono fatte già le cinque (cit.). Alla prossima.

 

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2 Commenti

  1. Mirco Zurlo

    Senza dubbio, forza Errigo e Di Francisca!!! Tra l’altro la Vezzali non sta simpatica nemmeno a loro due.

  2. Mauro Stracqualursi
    Mauro Stracqualursi

    Peccato per il bronzo!! hahuahuahuhuahua
    Grandissime Errigo e Di Francisca…ehehhe

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