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Di rifiuti si muore

Articolo scritto da Davide Luzzi per il periodico dell’Associazione Culturale “La Lucerna”. Clicca qui per visualizzarlo

Nel Consiglio Comunale (-della città di Pontecorvo-) di Lunedì 23 Novembre, maggioranza e opposizioni, hanno votato all’unanimità contro la realizzazione del quinto invaso nella Discarica di Cerreto. Un atto di indirizzo politico importante in un momento in cui i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) hanno evidenziato a chiare lettere che, dagli studi effettuati, emergono fondati sospetti di pericolo per la salute. Il Sindaco, la Giunta e la maggioranza sin dal primo minuto si erano dette favorevoli a intraprendere qualunque azione in contrasto con quelle attività ritenute nocive per il territorio e tutti i suoi abitanti. I rapporti ARPA, ERAS e poi quello del NOE hanno dato riscontro di quanto carente sia stata la politica locale in questi anni in merito alla salvaguardia dell’ambiente.

Il Nucleo Operativo Ecologico ha inviato un comunicato ai Sindaci di Roccasecca, Colfelice e San Giovanni Incarico, ma anche alla Provincia di Frosinone e alla Regione Lazio. Nel documento, in cui si parla della Discarica di Cerreto e dell’Impianto TMB di Colfelice, si evidenzia che “l’area in questione è potenzialmente contaminata e presenta degli indici di rischio per la salute umana, oltre che per l’ambiente.”

rifiutiIl Sindaco Giovanni Giorgio, pur dichiarandosi lui stesso contrario alla costruzione del quinto invaso, si è mostrato tuttavia reticente, ritardando nell’informare la cittadinanza (non solo di Roccasecca ma del territorio interessato) sulla rilevanza degli accertamenti eseguiti dal NOE e sui possibili rischi per la salute pubblica.

A nostro avviso bisognerà seguire un percorso programmato e condiviso per stabilire i passi di un cambiamento radicale nel sistema di stoccaggio e di trattamento dei rifiuti.
Su questo tema, i Comitati Ambientalisti e delle Associazioni del territorio sono in prima linea da decenni e il Comune di Pontecorvo ha fornito riscontri positivi nell’esprimere una chiara volontà di affrontare la questione ambientale in maniera concreta e in ogni sede opportuna.

La creazione di un coordinamento è quanto mai necessaria, sia del terzo settore, sia dei Sindaci del territorio. Questa sembra la direzione intrapresa. Giusta. Condividere intenti e programmare azioni coerenti con l’obiettivo.
La mobilitazione e la battaglia emergenziale sono quanto mai necessarie ma si sono rivelate insufficienti. Occorre cominciare a discutere anche di Commissioni d’Inchiesta su Ambiente e Rifiuti e di Consulte Ambientali. Istituti che potrebbero far luce, attraverso gli uffici tecnici comunali, con l’impiego di risorse sufficienti, dello stato in cui versa il territorio e proporre soluzioni profonde.

Una Consulta Ambientale permanente, potrebbe garantire un costante dibattito in materia ambientale, mettendo attorno a un tavolo Comitati, Associazioni Ambientaliste, Amministrazioni Locali e specialisti del settore (ad esempio Ingegneri Ambientali).

I detrattori delle Commissioni e/o Consulte, dovrebbero ammettere che lo stato in cui versa il territorio non è dovuto a intralcio burocratico delle Commissioni (inesistenti da decenni a Pontecorvo) o alle Consulte Civiche (mai esistite). Piuttosto, l’attuale degrado potrebbe essere imputabile a una cultura politica vicina al “cetto-qualunquismo onnipotente” delle soluzioni immediate e… “facili, facili”.

Acquisizione di dati, studio, analisi, progettazione con risorse adeguate. Burocrazia? Perdita di tempo?  No, programmazione politica e azioni coerenti nel tempo.

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Umberto Zimarri
..Io, giullare da niente, ma indignato, anch'io qui canto con parola sfinita, con un ruggito che diventa belato, ma a te dedico queste parole da poco che sottendono solo un vizio antico sperando però che tu non le prenda come un gioco, tu, ipocrita uditore, mio simile... mio amico...

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