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L’importante è esagerare

“E l’importante è esagerare
l’importante è esagerare
sia nel bene che nel male
senza mai farsi capire
E l’importante è esagerare
far mai finta di sudare
e se hai in mano solo mosche
prova a darci anche del tu.”

L’importante è esagerare  è un vecchia canzone di Enzo Jannacci, ma  lo trovo il modo migliore per descrivere la politica del premier Renzi e  più in generale di un certo tipo di fare politica molto in voga nel nostro Paese.  L’importante è sorprendere il telecittadino davanti allo spettacolo, il tempo è Adesso! e al diavolo quei soloni insopportabili dei costituzionalisti.  Tagliamo le province (anche se poi restano tali), eliminiamo il Senato ma in realtà d’ ora in poi, non si sa bene di cosa si occuperà, ma è certo che i cittadini non voteranno in maniera diretta il loro rappresentante.

O si fa così o me ne vado è una citazione figlia del peggior berlusconismo culturale. Chi contesta è ben altrista o peggio ancora “conservatore” ( per Berlusconi era Comunista), ma nessuno sottolinea che in questo modo  un partito che prende il 37% può capovolgere  la carta costituzionale.  é mai possibile concepire la riforma del Senato solamente dal punto di vista economico e non funzionale?  E’ giusto che un parlamento di nominati e non pienamente legittimato possa attuare una riforma epocale come questa?

l43-satira-121202224835_bigIndubbiamente è doverosa e ampiamente condivisibile una riforma del bicameralismo perfetto, due camere che fanno le stesse cose ampliano e allungano i tempi della legislazione, ma è davvero questo il modo migliore per effettuare questa riforma?  Come ha scritto Civati sul suo blog, “Un conto è voler riformare il bicameralismo, un conto è minacciare ultimatum, discutibili sotto ogni profilo”.

Sempre interessanti, inoltre, sono le domande poste sui contenuti della riforma da Alessandro Gilioli, sul suo blog:

Vi pare una buona idea che un Senato non eletto dai cittadini ma scelto autonomamente dai partiti sia decisivo nell’elezione del presidente della Repubblica?

Vi pare una buona idea che un organo completamente calato dall’alto possa approvare o bloccare leggi costituzionali?

Vi pare una buona idea che in questo nuovo Senato ci siano 21 membri scelti d’imperio dal presidente della Repubblica? Oh, 21 persone su 148 sono un gruppo che vale il 15 per cento e che qui viene scelto totalmente da una sola persona.

Vi pare una buona idea che un sindaco, anche se trombato nel suo comune al secondo giro, continui poi a far parte di questo Senato oltre la durata del suo incarico di sindaco, cioè quando non rappresenta proprio più nessuno?

Vi pare una buona idea che un sindaco che invece è ancora in carica nel suo Comune faccia il sindaco part time perché deve stare due o tre giorni a settimana a Roma a fare il senatore?

Ecco, ci credo che parlano pochissimo dei contenuti: sembrano scritti dal dottor Stranamore e da uno sciamano araucano durante una nottata allucinogena.”

Come sempre quando i mass media si coalizzano e iniziano a lodare l’uomo della provvidenza di turno, capita che i contenuti scompaiano, succede che i cittadini vengano informati in maniera del tutto parziale sugli effetti della riforma (in questo caso specifico il sillogismo è Abolizione del Senato-riforme più veloci- risparmio di Denaro- meno soldi ai politici).  L’obiettivo ultimo è “cambiare” e bisogna farlo in fretta: non si deve perdere tempo a discutere di “come” e “per andare dove” (cit.Cavalli) , mentre la storia ci insegna che non conta solamente fare, il modo e ancor di più i pensieri lunghi fanno parte dell’essenza stessa della politica.

P.s Chi scrive non è un critico a priori del  Presidente del Consiglio e/o del Pd, ma la domanda lecita a questo punto è un’altra: se queste riforme le avesse proposte un governo di centro-destra quale sarebbe stata la risposta dei deputati e dei giornali dell’area? Un minimo di decenza e di onestà intellettuale non guasterebbe. Ricordo, inoltre,  che il sonno della ragione genera mostri, sempre.

 

 

 

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Umberto Zimarri
..Io, giullare da niente, ma indignato, anch'io qui canto con parola sfinita, con un ruggito che diventa belato, ma a te dedico queste parole da poco che sottendono solo un vizio antico sperando però che tu non le prenda come un gioco, tu, ipocrita uditore, mio simile... mio amico...

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