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Il campione si racconta a L’Indifferenziato – Matteo Aicardi

Secondo numero de “Il campione si racconta a L’Indifferenziato” e si passa da un campione del Mondo, Filippo Magnini, ad un altro campione del mondo: Matteo Aicardi. Si resta in piscina, dunque, ma si cambia disciplina: dal nuoto alla pallanuoto.  Matteo Aicardi nasce a Finale Ligure il 19 Aprile 1986 ed è proprio nella sua Liguria che cresce e si afferma nella pallanuoto italiana. Attualmente il centroboa milita nella Pro Recco.

Il palmares nonostante la sua giovane età è da urlo: Campione del Mondo con il settebello a Shangai nel 2011, argento olimpico a Londra 2012, argento europeo a Zagabria 2010 e bronzo europeo a Budapest 2014. Con il club invece è stato trionfatore a livello internazionale, nella Coppa Len nel 2010-2o11 e nel 2011-2012 con il Savona, e a livello nazionale con la vittoria del campionato e della Supercoppa nel 2012-2013 e 2013-14 con la Pro Recco.

Umiltà, amore verso la pallanuoto, lungimiranza e semplicità in queste poche parole si può riassumere il senso più profondo di quest’intervista.

Buona lettura.

Matteo AicardiBenvenuto a Matteo Aicardi, iniziamo subito con la prima domanda. Quali sono i primi tre aggettivi che le vengono in mente per descrivere il suo sport?

Meraviglioso, gratificante ed estenuante.

In una passata intervista ha dichiarato “Nel nostro sport per arrivare in alto devi essere forte ma anche molto umile. Ci trasmettono questo, la pallanuoto trasmette umiltà, non puoi essere uno spocchioso, non vai da nessuna parteCaro Matteo, la società che stiamo costruendo e il mondo del 2015 sono umili? Cosa potrebbero imparare i più giovani dai valori di questo sport così onesto e romantico?

Credo ci sia tanto da imparare perché lo sport ti prepara alla vita, ultimamente l’umiltà la si vede sempre di meno, soprattutto da quando in molti sport sono cominciati a girare tanti forse troppi soldi. Il successo molte volte è sfuggevole. Bisogna sempre rimanere umili e ambire a dare il massimo per se stessi, non sentirsi arrivati ma porsi sempre nuovi orizzonti.

Restando in argomento, il settebello è da sempre una delle nazionali più vincenti, perché secondo lei questo sport non è così diffuso e seguito nel nostro Paese?

Credo sia perché negli anni, nonostante i numerosi successi, non si è riusciti a trasformare la pallanuoto in uno sport con appeal televisivo. Colpa di scarsi investimenti a livello mediatico, pochi mezzi televisivi utilizzati nelle piscine, ma soprattutto i vertici non capiscono che per diventare grandi ci si deve affidare a dei professionisti. L’evento, quindi, deve essere realizzato da professionisti del settore e così via. In caso contrario rimarremo sempre dei professionisti in uno sport di dilettanti. Alla gente venire in piscina e vedere il campo da 33 invece che 25 non interessa. Ma qualcuno invece ingenuamente pensa ancora che vadano cambiate le regole.

Come spiegherebbe ad un bambino i ruoli presenti nella pallanuoto e in particolare quello del centro-boa nel quale lei è impiegato?

Portiere: dove penso non ci sia bisogno di spiegare. Il Centroboa che sarei io è l estremo attaccante che funge da fulcro e attira a se uno o più giocatori avversari per liberare il tiro dei compagni o un passaggio a se stesso per provocare un espulsione temporanea del difensore che darà una superiorità e quindi un presunto vantaggio. Il difensore del centro è quello che marca me (il centroboa) e poi tutti gli esterni che si dispongono a semicerchio intorno al fulcro del gioco, il centroboa. 

Durante le partite di pallanuoto a volte ci sono contatti fisici sono molto rudi. C’è uno scontro in particolare modo che ricorda? Qual è stato l’avversario più ostico e quale quello più scorretto?

Devo dire di sì, per esempio dopo una finale di coppa LEN mi hanno morso al collo e ho dovuto prendere gli antibiotici perché i denti erano entrati parecchio. Purtroppo non ho mai più incontrato chi me lo ha fatto ;).

Cosa si aspetta Matteo Aicardi dalla stagione agonistica in corso?

Recuperare lo stato di forma che avevo prima dell’infortunio, sono a un buon punto ma non ancora al 100%. Mi piacerebbe arrivare in fondo su tutti i fronti vivendo le partite da protagonista

Senza pensarci su: se le mostro queste immagini cosa le viene in mente? Qual è il primo ricordo che vuole condividere con i nostri lettori?  https://www.youtube.com/watch?v=qNcugpyPwpg

Sicuramente è stato il giorno più bello della mia vita sportiva, il coronamento di un sogno dopo anni di sacrifici e lavoro durissimo. Eravamo outsider e abbiamo vinto i mondiali: da lì in poi la mia vita è cambiata. Ho sentito per la prima volta quella sensazione di consapevolezza che ti rende un campione e solo ora ho capito che la cosa più difficile è proprio tenere la soglia sempre più vicina a quel livello. Se vuoi rimanere un campione devi subito scordarti di esserlo stato.

Conosciamo meglio, Il campione fuori dalla vasca. L’ultimo film che ha visto, l’ultimo cd che ha comprato, l’ultimo libro che ha letto.

Ultimo film: il meraviglioso Grand Budapest hotel. Come cd, l’ultimo comprato è degli 883, ma circa 20 anni fa. Recentemente un libro che mi ha davvero lasciato senza parole per la sua bellezza è stato Shantaram.

Matteo Aicardi ha la possibilità di andare su un’isola deserta. Ci dica i tre oggetti che porterebbe con lei?

Una canna da pesca, un lettore mp3 a energia solare e una maschera da sub.

Cosa farà Matteo Aicardi quando smetterà di essere un centro-boa?

Sono quelle domande che mi faccio tutte le mattine. E’ come quando perdi qualcosa e la ritrovi solo dopo aver smesso di cercarla. Devo dire, però, che mi piacerebbe davvero insegnare tutto quello che ho imparato e imparerò dal mio sport.

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Umberto Zimarri
..Io, giullare da niente, ma indignato, anch'io qui canto con parola sfinita, con un ruggito che diventa belato, ma a te dedico queste parole da poco che sottendono solo un vizio antico sperando però che tu non le prenda come un gioco, tu, ipocrita uditore, mio simile... mio amico...

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