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Career Opportunity

Qualche tempo fa, in una imprecisata zona del mondo, ho effettuato un assessment. Un colloquio, una selezione di gruppo, in cui i team manager di questa company hanno avuto modo di fare un check sui miei skills, riportando successivamente in un paper il risultato del loro briefing.
Quanto ci piace l’esterofilia in tema di job!
La cosa più emozionante di quel pomeriggio speso a fare test, rispondere a quesiti, simulare casi pratici, mostrare attenzione e altre attività teatrali del genere, tipo pantomime e metodo Stanislavskij, si è verificata quando io ed un manipolo di reduci della mattina, abbiamo dovuto presentarci alla commissione giudicante ed agli altri aspiranti.
Nella introduzione avremmo dovuto poi rispondere a due fondamentali domande:
Quale animale avresti voluto essere?
A quale personaggio storico ti ispiri?
A quest’ultima domanda, la più gran parte dei concorrenti ha risposto in maniera politicamente corretta. C’è chi ha preferito il modello istituzionale e super partes: Il Presidente della Repubblica. Chi l’aspetto sportivo vincente ma mondano: Federica Pellegrini. Chi ha impostato tutta la sua tattica sulla comicità intelligente e impegnata: Roberto Benigni.
Io, altamente influenzato all’epoca dalla lettura del libro di Pat Gilbert “Death or Glory” (edizioni Arcana), ho risposto: Joe Strummer. Credo di aver destato un po’ di … imbarazzo nella commissione esaminatrice dalla quale, dopo circa 20 secondi di silenzio tombale, si è levata una vocina stridula che mi ha chiesto: “E perché?” Evidentemente chiedere “chi è?” avrebbe avuto più senso. Io, serafico anche perché non me ne fregava un emerito cazzo della selezione, rispondo qualcosa tipo: “Perché John Graham Mellor, meglio conosciuto come Joe Strummer (lo strimpellatore) era figlio di un diplomatico inglese e avrebbe potuto calcare le impronte del padre, facendo carriera diplomatica, invece ha seguito la sua passione ed è diventato il leader dei Clash… the only band that matters…”.
E l’animale? Non potevo certo seguire i lupi, perché solitari come carattere, o le aquile che puntano le prede e colpiscono … wow … che determinazione! Io opto per il più accomodante degli animali, il miglior amico dell’uomo, l’animale che si dona completamente in tutta la sua essenza, in tutto il suo essere maiale. Si ribadisco: il maiale. E perché? Perché, in considerazione dell’attuale situazione nazionale, siamo tutti un po’ suini, ci doniamo completamente al nostro “padrone” di turno: apriamo la partita IVA, lavoriamo per 12 ore al giorno, facciamo stage che, puntualmente, dopo sei mesi non si trasformano in un contratto, sguazziamo nel letame. Del giovane, magari laureato, non si butta via niente, ogni sua parte è buona e utilizzabile. Carne da macello.
Nonostante i miei riferimenti non fossero poi così ortodossi, il colloquio ebbe esito positivo, ma non ho accettato lo stage di sei mesi con partita IVA e buone possibilità di inserimento nella struttura, prima con contratto a progetto, poi con contratto a tempo determinato e poi, alla fine, con contratto a tempo indeterminato, che mi avevano proposto. Non è stata una scelta che ho preso da solo. A consigliarmi è stato il mio consulente del lavoro, Joe Strummer, colui che già nel 1977 cantava:
“Career opportunities are the ones that never knock! Every job they offer you is to keep out the dock! Career opportunity, the ones that never knock!”

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8 Commenti

  1. Matteo

    sei il numero 1!!!!!

  2. Umberto Zimarri

    Semplicemente Spettacolare!!!

  3. loscemodelvillaggio
    loscemodelvillaggio

    Già il fatto che ad un colloquio di lavoro chiedono in quale animale uno si identifica la dice lunga su quello che poi sarà il rapporto lavorativo.L’assunto diventa l’animale,da sempre sfruttato dal’uomo,e il datore di lavoro è il padrone ,che si aspetta dal nuovo ‘mulo’ assunto che egli si metta a trainare il calesse,e poi tante fusa come se fosse anche un pò un gattino ruffiano.
    E l’Italia va in ‘vacca’.

  4. Ma che bravo!!!!…beh per rifiutare sicuramente attualmente hai un posto migliore,che ti gradifica,con orari migliori,rapporto dipendente/datore amichevole e soprattutto che ti rende felice….vero?

  5. Magari hai perso per sempre l’opportunità per una svolta decisiva di una carriera in Korea being insincere..
    It’s a competitive world
    Everything counts in large amounts

  6. Claudia Cardinale (da giovane)

    in pochi meritano la tua sensibilità. Ti voglio bene.

  7. sei un grande….

  8. Alice in Wonderland

    Vorrei tanto entrare nella mente di un addetto alle risorse umane per capire cosa riescano ad estrapolare sulla personalità di un candidato da due domande idiote del genere!!!

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