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Sulle orme del gambero

“Nel torrente della storia bisogna andare indietro sulle orme del gambero per scovare sotto le pietre le cause delle sconfitte. Solo così si prendono le decisioni che ribaltano le pietre, che lasciano nella sabbia il lato inciso dalle delusioni e che portano alla luce invece il lato delle ambizioni, perché possano farsi accarezzare dal flusso del cambiamento.”

Walter Tocci, Prefazione Sulle Orme del Gambero.

“Sulle orme del gambero”, Ragioni e passioni della sinistra, è un saggio di Walter Tocci edito da Lonzelli Editore. L’autore nel libro pone lo sguardo sulle vicende politiche italiane degli ultimi quarant’anni senza risparmiare dure critiche a quel gruppo dirigente affossato definitivamente il 19 Aprile 2013, data dell’elezione del Presidente della Repubblica. Proprio da lì, da quel appuntamento mancato, da quella sconfitta cocente e non ancora digerita, Tocci si volta indietro, da qui nasce il riferimento al gambero, e va ad analizzare con metodo e saggezza i personaggi e le politiche che hanno portato il Paese e la sinistra alla crisi attuale.

Il libro può assumere diverse chiavi di lettura, sicuramente è il bilancio di una generazione che ha avuto, prima, il privilegio di “conoscere la grande politica” e di “succhiarne la linfa vitale”, poi l’occasione di poter dimostrare di avere le capacità di governare meglio delle vecchie classi dirigenti, ma ha fallito: non è stata in grado, sostiene l’autore, “di indirizzare il Paese in un tornante nuovo della sua storia e non ha impedito ad un personaggio inaudito di portarlo fuori strada”. Molto interessanti sono la fiducia e le aspettative che Tocci pone nella generazione degli attuali ventenni: ragazzi nati in un mondo senza riferimenti ideologici e globalizzato che hanno fin da subito fatto i conti con l’aspetto oscuro del fenomeno: assenza di lavoro, precarietà, crisi morale e ambientale. Lo scrittore mette in risalto le differenze tra i ragazzi del 2014 e i giovani degli anni 80, allettati e ammaliati dal profumo dell’ ultra-liberismo del trentennio dell’inganno.  Tutti dovevano diventare ricchi e felici, invece, si è distrutto il welfare e sono aumentate a dismisura le disuguaglianze. E’ chiaro ed evidente che fino a quando non nascerà un’alternativa politico-economica realmente in opposizione al pensiero unico, l’Inganno continuerà la sua azione distruttrice. In Italia questo periodo ha fatto rima con il tempo della decadenza: fenomeno che ha trovato la massima espressione nella crisi paesaggistica e nei mancati investimenti nella ricerca e nell’università.

Walter TocciIlluminante, meritevole di approfondimento e profetico, viste le  attuali vicende politiche, si può definire la riflessione sui partiti franchising: in nessun partito politico qualcuno, neanche, tra i più giovani si è posto il problema dell’organizzazione: programmi, alleanze, comunicazione sono state affidate al capo supremo di turno. Al leader televisivo vengono aggiunti notabili e signorotti locali che governando il territorio, spostano consensi: del voto di opinione “televisiva” si occupano i primi, del voto di scambio i secondi. “Legifero ergo sum” è la massima espressione del leader televisivo che cerca di sbaragliare gli avversari e farsi ammirare dai telespettatori della politica. Facendo così viene amplificata l’assenza di pensieri lunghi capaci di ribaltare realmente la situazione e si crea solamente un eccesso di norme che va ad alimentare la burocrazia.

Molti politici si dilettano nello scrivere libri e saggi: la maggior parte delle volte i risultati non sono soddisfacenti, “Sulle orme del Gambero”, al contrario, è un libro che fa riflettere e ci costringe ad interrogarci sul futuro stesso della vita democratica del paese:  fino a quando non saranno scovate ed eliminate le cause di un fallimento, non potrà esserci vero cambiamento. Un libro che parla del passato, pone spunti di riflessione sul presente e basi per costruire qualcosa di positivo nel futuro.  Il viaggio nel tempo del libro è un percorso che si muove dalla Civetta alla Sentinella.  Quello della civetta di Hegel, che si alza in volo alla fine della giornata, è il tempo lineare della storia, nel quale il pensiero è compreso solo al passato mentre l’azione è futuro è ancora da realizzare. Quello  della sentinella, invece, è il tempo della notte che dura anche quando viene mattino, in questo azione e pensiero vorrebbero contrastare una determinata situazione storica. Tra questo “viaggio” vi  è una certezza, quella del militante che ha vissuto “come gli Dei” nell’età giovanile e che per questo può urlare in faccia al conformismo un epico: non mi avrai!

 

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Umberto Zimarri
..Io, giullare da niente, ma indignato, anch'io qui canto con parola sfinita, con un ruggito che diventa belato, ma a te dedico queste parole da poco che sottendono solo un vizio antico sperando però che tu non le prenda come un gioco, tu, ipocrita uditore, mio simile... mio amico...