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Bidoni-Meteore Mondiali

Dopo una settimana di riposo, torna la rubrica dell’Indifferenziato Bidoni- il meglio del peggio del calcio. L’argomento della settimana riguarda le meteore mondiali: ovvero quei giocatori che si sono fatti conoscere  e amare dagli appassionati di calcio durante la Coppa del Mondo ma non sono mai riusciti, nemmeno nella partitella settimanale con gli amici,a ripetere le stesse prestazioni. Momento di forma psicofisico eccellente? Fenomeni astrali particolari? Nulla di tutto questo riesce a spiegare l’ascesa rapida verso la celebrità e la successiva, ancor più veloce, discesa nell’ignoto.

Iniziamo con l’eroe delle Notti Magiche di Italia 90, Totò Schillaci. ” é il suo momento magico“, basta questa frase urlata toto Schillaci- meteore mondialida Bruno Pizzul dopo il goal contro l’Argentina in semifinale per capire il momento di grazia vissuto dal “Totò-gol” nazionale nel mondiale italiano. Le sue esultanze sono passate alla storia: la sua faccia era il simbolo della semplicità e la sua espressione era un misto di gioia, incredulità,stupore, ma sopratutto ogni volta che segnava era come se gridasse al mondo intero: non so come ho fatto e soprattutto non chiedetemelo. Schillaci inizia il mondiale da riserva di Andrea Carevale, ma riesce a sfruttare a pieno lo scampolo di partita all’esordio contro l’Austria segnando di testa il goal che regala tre punti agli azzurri. Quell’ episodio segna la sua carriera facendo iniziare la sua incredibile epopea. 6 goal e miglior giocatore della manifestazione, questo il bottino dell’attaccante siciliano. Dopo la Coppa del Mondo verrà ricordato solamente perl’episodio dell 11 novembre 90: al termine di Bologna-Juventus, minaccia Fabio Poli al momento di uscire dal campo, dicendogli:” Ti Faccio Sparare”.  Finisce la sua carriera in Giappone nella squadra Jubilo Iwata.

Continuiamo la rassegna cambiando competizione mondiale arrivando a Usa 94. L’eroe per caso è Oleg Salenko. L’attaccante russo entra nella storia del Calcio il 28 giugno 1994, partita Russia-Camerun segnando 5 goal in un solo match , superando il record del polacco Ernest Wilimowski che ne aveva segnati 4 in Brasile-Polonia 6-5 del 1938.

Il Valencia, affascinato e colpito da queste grande potenzialità,  acquista l’attaccante russo. Come potete immaginare la sua esperienza fu drammatica. Ancora più scandalosa, è stata l’esperienza nei Rangers. Storia fantozziana quella del 2002: il bomber(?) si trasferì in Ucraina in attesa di un’offerta, che però non arrivò mai. Decise, così, mestamente di cambiare sport e dedicarsi al beach soccer.

Joe GaetjensFacendo un bel salto indietro nel tempo dobbiamo ricordare l’ incredibile storia di Joe Gaetjens. 29 Giugno 1950 a Belo Horizonte si gioca Usa-Inghilterra. Non doveva esserci partita in quanto l’Inghilterra arrivava in Brasile da favorita trascinata da formidabili giocatori come Mortensen. I bookmakers sono d’accordo, infatti la vittoria americana è quotata 5000:1, ma si sa al calcio non importano questi dati: arriva in area un cross ( era un tiro sbagliato), il nostro eroe è lì, e senza paura decide di tuffarsi in avanti, tecnicamente “a pesce”, e  in qualche modo riesce ad intercettare la palla di testa… ed è GOAL!!!. Joe atterra a faccia in giu mentre la palla sta finendo in rete. Non riuscirà nemmeno a gustarsi questo storico goal.  Gli Usa, squadra di dilettanti, battono l’Inghilterra dei supercampioni.Gaetjens non è nemmeno americano: è Haitiano, di padre tedesco ma studia a New York. La nazionale americana lo nota casualmente un giorno prima della partenza, in un amichevole, e lo ingaggia al volo. A quell’epoca, non c’erano problemi riguardo la cittadinanza, in quanto bastava certificare che il ragazzo prometteva di diventare americano. La leggenda vuole che alla vigilia  del match, i dilettanti americani avrebbero visitano dodici bar di Belo Horizonte e  il giorno dopo si siano presentati  ancora mezzi ubriachi e fumando sigari. La parte felice di questa storia,purtroppo, finisce qua, infatti al suo ritorno ad Haiti, Gaetjens viene arrestato ed ucciso dagli squadroni della morte della polizia segreta del presidente Duvalier, poichè la sua famiglia aveva combattuto politicamente il dittatore haitiano. Nel 1976 viene inserito in maniera postuma nella  United States National Soccer Hall of Fame.

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Umberto Zimarri
..Io, giullare da niente, ma indignato, anch'io qui canto con parola sfinita, con un ruggito che diventa belato, ma a te dedico queste parole da poco che sottendono solo un vizio antico sperando però che tu non le prenda come un gioco, tu, ipocrita uditore, mio simile... mio amico...

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