La banca

Quando si pronuncia la parola “banca” ognuno di noi avrà delle associazioni “differenti”, magari ai più piccoli verrà in mente Zio Paperone, a qualcun altro invece la scadenza della rata del mutuo, a qualcun altro ancora penserà al bancomat… Associazioni che poi a pensarci bene non sono molto differenti, tutte hanno in comune i “soldi”, o se vogliamo usare un temine più signorile, i capitali (grandi o piccoli che siano, tutto è relativo diceva Einstein, dipende da come li guardiamo).

Volendo dare una definizione di banca
potremmo dire che è un istituto (o una società) di intermediazione finanziaria. Per comprendere bene analizziamo singolarmente le parole (società, intermediazione e finanziaria), però cominciamo dall’ultima per capire meglio l’ambito di riferimento.

La parola “finanziaria” ci fa capire che ci troviamo all’interno di un sistema finanziario, cioè un insieme organizzato di:

  • mercati (creditizio e mobiliare);
  • intermediari (banche, SIM Società di Intermediazione Mobiliare, SGR Società di Gestione del Risparmio, ecc…);
  • strumenti finanziari (contratti che hanno per oggetto prestazioni finanziarie);
  • autorità di vigilanza (Banca d’Italia, CONSOB, ecc…).

Individuati gli elementi occorre capire lo scopo della loro interazione, ovvero il trasferimento delle risorse finanziarie dagli elementi in surplus agli elementi in deficit. In altre parole si crea un circuito in cui le risorse finanziarie partono dai soggetti che hanno disponibilità in avanzo e vanno verso i soggetti che invece ne hanno bisogno, alla fine le risorse tornano indietro (si spera). Queste risorse finanziare “viaggiano” nei mercati sotto forma di strumenti finanziari.

Il secondo termine della definizione di banca che occorre analizzare è “intermediazione”. La banca è infatti un intermediario, cioè un elemento che si pone al centro e che quindi spezza il circuito sopracitato. Le banche raccolgono i soldi dai soggetti che ne hanno in avanzo e li destinano ai soggetti che ne hanno bisogno, fanno da tramite insomma.

L’ultimo termine è “società”. Le banche, esattamente come le altre imprese sono delle società private. I profitti che ottengono le banche derivano dalla differenza dei tassi di interesse che applicano ai diversi soggetti (i tassi debitori sono più elevati di quelli creditori) e in più dalle commissioni che applicano alle operazioni.

Le banche non svolgono solamente un’operazione di raccolta fondi e successiva allocazione, ma sono autorizzate dal testo unico della finanza TUF ad offrire un servizio che si chiama “collocamento”. Collocamento di cosa? Di titoli… Le banche possono collocare, cioè far sottoscrivere agli investitori che ne abbiano intenzione le obbligazioni, le azioni, i titoli di stato… Ancora una volta le banche si mettono al centro tra chi chiede e chi offre risorse, ciò sottolinea ancora il ruolo di intermediario.

Banca d’Italia e BCE

Nel sistema esposto sopra la Banca d’Italia ricopre un ruolo di supervisione, essa deve assicurare la stabilità monetaria e finanziaria del paese. Dall’entrata in vigore della moneta unica il ruolo della Banca d’Italia è stato ridimensionato poiché le decisioni di ordine “strategico” spettano ad un’istituzione di livello internazionale, La BCE, acronimo di Banca Centrale Europea. La BCE sostituisce di fatto le vecchie banche centrali lasciando loro il mero compito di vigilanza e di produzione fisica della moneta.

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