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Paolo Borsellino – Approfondimento (Prima parte)

“Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali.

Però parlatene.”

Paolo Borsellino

A pochi giorni da uno dei più tristi anniversari che l’Italia ricordi, faccio tesoro del consiglio di Paolo Borsellino e cerco di rendere omaggio nel piccolo delle mie possibilità a uno degli eroi della nostra nazione, chiedendomi se il sacrificio di quel magistrato e degli angeli della scorta,Agostino Catalano, Claudio Traina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Eddie Walter Cosina, sia servito a qualcosa per l’Italia. Fa paura rispondere a questa domanda, fa paura pensare che la morte di uomini come Falcone, Borsellino, Chinnici, Dalla Chiesa,Boris Giuliano sia inutile. Concordo pienamente e sottoscrivo l’opinione di Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, e del movimento delle agende rosse che in un’intervista al “Fatto quotidiano” dichiara: …“Non accetteremo che siano portate davanti a quell’olivo ipocrite corone di Stato per quella che è stata anche una strage di Stato. Quel luogo e quel giorno sono per noi sacri e non vogliamo che vengano turbati da contrasti e contestazioni di alcun genere. Manifesteremo silenziosamente il nostro dissenso soltanto sedendoci attorno all’olivo, attorno a Paolo, e levando in altro le nostre Agende Rosse, il simbolo della nostra lotta per la Verità e per la Giustizia. Noi rispettiamo le Istituzioni, ma chiediamo alle Istituzioni di rispettare quel giorno e quel luogo. E il rispetto non lo si manifesta deponendo una corona, come si fa per i morti: il rispetto lo si manifesta chiedendo, come noi pretendiamo, Verità e Giustizia per quella strage e quei morti. Chiedendo che vengano riaperte, come sembra stia per fare in base a nuovi elementi la Procura di Caltanissetta, le indagini per la sparizione di quell’Agenda Rossa che rappresenta la chiave di volta di quella strage, progettata in quel giorno e in quel posto proprio per potere sottrarre l’agenda. Troppi testimoni reticenti ci sono attorno a quell’agenda, troppi attori i cui ruoli sono ancora da definire e le controverse testimonianze da indagare a fondo”. Ma cos’è l’agenda rossa di Paolo Borsellino? In quest’agenda il magistrato appuntava ogni incontro, informazioni, riflessioni sui contenuti degli interrogatori ma soprattutto potrebbero mettere a fuoco le relazioni tra la Mafia e lo Stato. Agnese, la moglie di Paolo, aveva visto mettere quest’agenda dal marito nella sua borsa, ma dopo la morte del magistrato questa non è stata più trovata. È stata definita la scatola nera della seconda repubblica, e a diciannove anni dalla sua scomparsa potrebbe sicuramente provocare un terremoto politico devastante. La nascita dell’inchiesta sull’agenda rossa nasce casualmente dal ritrovamento in uno studio fotografico di una foto di un allora capitano dei Carabinieri, Giovanni Arcangioli.La foto ritrae il carabiniere che porta in mano la borsa del giudice mentre si allontana da via d’Amelio. Come tutte le stragi di questo paese anche su questa non si è fatta mai chiarezza o meglio non si è mai voluta far verità. Per chi conosce le dinamiche di Cosa Nostra quell’attentato, risulta essere molto strano proprio a causa della vicinanza con l’attentato a Falcone. Perche tutta questa fretta? Sergio Lari, procuratore di Caltanissetta, che ha riaperto le indagini del 1992, in una recente intervista a “Dixit”, dichiara: “Possiamo dire con certezza che Paolo Borsellino era a conoscenza della cosiddetta trattativa già dal 28 giugno 1992. Noi abbiamo motivo di ritenere che la strage di via d’Amelio se inserisca in questo percorso di trattativa tra Stato e Cosa Nostra”. E nello spiegare i perché della strage di via D’Amelio, secondo Lari: “O la trattativa non è andata avanti perché Borsellino si è messo di traverso, o questa trattativa non andava comunque avanti perché le richieste erano inaccettabili. Quindi Riina – prosegue il procuratore – ha pensato di dare un altro colpo alle istituzioni anticipando l’esecuzione di una strage che in quel momento non rientrava nelle dinamiche organizzative di Cosa Nostra”. Questa recente dichiarazione inoltre è confermata dalla sentenza d appello Borsellino bis, cap V “L’accelerazione imposta alla fase esecutiva della strage matura, infatti, dall’incontro delle esigenze di Cosa Nostra e di quei soggetti esterni all’organizzazione “in qualche modo interessati a condizionare i moventi e i ragionamenti dei malavitosi e/o in certe circostanze a svolgere una vera e propria opera d’induzione al delitto”.

fine prima parte

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Umberto Zimarri
..Io, giullare da niente, ma indignato, anch'io qui canto con parola sfinita, con un ruggito che diventa belato, ma a te dedico queste parole da poco che sottendono solo un vizio antico sperando però che tu non le prenda come un gioco, tu, ipocrita uditore, mio simile... mio amico...

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