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Sulle tracce del Soggetto Ignoto

Ciò che viene sancito come verità non sempre corrisponde alla realtà. La storia del Mostro di Firenze ne è l’esempio più lampante.

É questo il concetto principe che viene trattato nel primo lavoro letterario di Mirco Zurlo: “Nella mente dell’S.I. di Firenze“, pubblicato nei primissimi mesi del 2019.

Si parla nello specifico di una lunga serie di delitti, verità giudiziarie e realtà sfuggenti, riguardanti il fatto di cronaca nera più complesso, controverso e inquietante della storia d’Italia: la storia del “mostro di Firenze” ovvero del Soggetto Ignoto, come a ragion veduta viene appellato dall’autore.

La storia di colui che lasciò dietro il suo passaggio la scia di sangue di ben otto coppiette appartate (almeno sedici cadaveri) a cavallo tra gli anni ’60 e ’90. Senza dimenticare strane dipartite e misteriose scomparse di diversi personaggi presumibilmente legati all’attività delittuosa del “mostro”.

Una vicenda giudiziaria infinita, piena di presunte certezze tramutatesi poi in grossolani errori con lo scorrere del tempo e l’evolversi delle attività giudiziarie.

Durante le varie ricostruzioni di questa lunga storia di sangue diversi soggetti furono dichiarati colpevoli di essere gli assassini delle coppiette trucidate. Personaggi che l’autore riesce a farci conoscere singolarmente e in maniera piuttosto esaustiva. Essi sono i vari Vinci, Pacciani, Vanni, Lotti, i compagni di merenda e altri ancora; restano sconosciute invece le figure dei possibili e presunti mandanti degli otto duplici omicidi.

Ad aiutarci a fare chiarezza su questa faccenda apparentemente incomprensibile c’è Zurlo, che con impagabile precisione, cura del dettaglio e semplicità, ci mette a disposizione tutti i mezzi necessari per intraprendere un percorso di ricostruzione investigativa, per poter comprendere e analizzare in modo oculato tutta la vicenda, senza correre il rischio di inciampare nelle insidie delle varie piste investigative, tra cui quella esoterica, che nel percorso giudiziario alla ricerca del “mostro” hanno causato diversi errori di giudizio.

Quest’opera, divisa in cinque parti, inizia con lo studio delle basi della scienza investigativa e la storia dei primi casi di omicidi seriali, da cui il lettore inesperto ne esce con un dottorato in criminologia.

Si passa poi all’analisi minuziosa, per quanto sia possibile, degli otto duplici omicidi messi in atto presumibilmente dal “mostro”, o dai mostri, a partire dal 1967 fino alla metà degli anni ’80.

Attraverso tali analisi sulle scene dei crimini, in cui Zurlo ci guida mostrandoci il modus operandi del killer, si comincia a delineare la forma mentis e il profilo del presunto o dei presunti colpevoli. Conoscerne la psiche è fondamentale per potersi avvicinare il più possibile alla sua vera identità, e porsi in condizione di individuare quella realtà dei fatti che per troppo tempo è sfuggita alla magistratura. E che probabilmente le sfugge tutt’oggi.

Pietro Pacciani, nell’immaginario comune è lui il mostro di Firenze.

Questa e una storia che non lascia certezze, è naturale quindi che quest’opera si concluda senza catarsi, ha il pregio però di trasmettere al lettore la capacità di poter giudicare e osservare il tutto con consapevolezza e occhio critico, oltre a un vago senso di inquietudine.

Con eccezionale qualità di scrittura, Mirco Zurlo si disimpegna tra nozioni scientifiche, teorie criminologiche e narrazione dei fatti di cronaca con precisione e puntualità, riuscendo ad essere scorrevole e ottimamente schematico. Da applausi la capacità di non far diventare un mattone indigesto questo testo molto articolato, specie per chi non mastica la materia.

Senza imporsi, nel finale, indica la sua teoria riguardante il profilo relativo all’identitá dell’S.I. che per ovvi motivi non rivelerò.
Da profano in materia avrei qualche perplessità riguardo qualche diktat della criminologia. D’altronde un testo come questo dà molteplici spunti di discussione.
Poco da discutere invece sulla validità di questo lavoro che consiglio vivamente; analisi a trecentottanta gradi di una vicenda mai risolta e che come si vedrà ha avuto recenti sviluppi alquanto inquietanti.

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