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Perfect Circle

“Perfect Circle”. Un cerchio perfetto. Il titolo migliore per la notizia dello scioglimento dei R.E.M. potrebbe essere preso in prestito proprio da una loro canzone, bellissima. Perché con la notizia in questione il gruppo di Athens (Georgia) ha voluto trasmettere al mondo della musica e ai milioni (miliardi?) di appassionati in tutto il mondo questa sensazione: qualcosa si è chiuso, è arrivato a compimento. Nulla s’è rotto, si badi bene: il meccanismo che dal 1980 ha funzionato a meraviglia (con le dovute flessioni, ci mancherebbe) non ha più ragion d’essere. “What’s next?”, “Cosa c’è dopo?”, si sono domandati i tre superstiti della formazione originaria (Bill Berry, il batterista, ha lasciato il gruppo per motivi di salute nel 1997): quando hanno scoperto di non avere risposte, Michael Stipe, Peter Buck e Mike Mills hanno deciso di cercarle altrove e non più in quel “rapido movimento dell’occhio” (l’acronimo R.E.M. può tradursi così dalla fase del “rapid eye movement” che caratterizza la fase più intensa del sonno).
Tanto rapido non è stato, in realtà: chi li conosce bene e ne ha seguito la carriera, sa che i R.E.M. si sono costantemente evoluti e con essi il loro sound, che li ha resi senza dubbio uno dei gruppi più importanti della musica rock. Andiamoci a (ri)sentire “Carnival of Sorts”, uno dei loro primi pezzi, e poi cerchiamo di capire cosa c’entra “Uberlin”, il primo singolo di “Collapse into now”, l’ultima fatica discografica dei tre. Oppure prendiamo i grandi dischi degli anni ’80: “Murmur”, “Document”, “Lifes Rich Pageant” e poi confrontiamoli con “Monster” (’94) oppure con il recente e forse non particolarmente convincente “Around the Sun” (2004). Una lezione di fedeltà a un ideale di musica che dovrebbe far riflettere chiunque, a prescindere dall’effettiva qualità dei vari album che naturalmente dopo decenni di musica insieme possono piacere o meno. E questa lezione è un’eredità che i R.E.M. hanno sempre impartito a tutto il mondo delle sette note: hanno (anzi, Gesù: avevano) un’etica che li ha resi inattaccabili.
Gli alternativi-ad-ogni-costo diranno: “Eh vabbè, ma con Losing My Religion si sono sputtanati”. Bene: provate a mettervi in una saletta con altri vostri 3 amici e altrettante chitarre e provate ad arrangiare questo pezzo in modo decente. Oppure provate a decifrarne l’enigmatico testo. Dobbiamo dirci la verità: dischi come “Out of Time” e soprattutto (almeno per me ) “Automatic for the People” dovrebbero stare per forza in ogni casa. Perché saranno levigati quanto vi pare e questo potrà far storcere il naso a chi si sente sempre “indie” e non sopporta un disco registrato bene e suonato meglio, ma sono quei dischi che arrivano dritti al cuore di ogni generazione e invogliano migliaia, forse milioni di giovani ad imbracciare una chitarra (per poi magari cominciare a fare gli alternativi snob tuonando proprio contro quei dischi). Non ci possiamo far niente: i R.E.M. sono un retaggio che la musica rock si porterà dietro per sempre. Il canto seducente ed enigmatico di Stipe, la chitarra arpeggiata e ipnotica di Buck, il basso pulsante di Mills e (è d’obbligo metterci anche lui) la batteria quadrata di Berry possiamo ritrovarli in mezzo mondo rock, basta ascoltare bene.
Forse il modo migliore per salutarli e per capire la loro decisione è leggere tra le righe di una loro straordinaria canzone, “Nightswimming”, che di “Automatic…” era la penultima traccia e che a differenza di quasi tutti i brani dei R.E.M. riusciva a raccontare una storia in modo immaginifico ma molto chiaro:
“Nuotare di notte
Merita una notte calma
Non sono sicuro che tutte queste persone capiscano.
Non è come anni fa:
La paura di essere scoperti,
Dell’incoscienza e dell’acqua.
Loro non possono vedermi nudo.
Queste cose se ne vanno via
Rimpiazzate dalla vita di tutti giorni…”

I ragazzi che nuotavano di notte, trasportati dalla sottile scossa delle trasgressione, sono arrivati in un posto in cui il passare del tempo ha nascosto al mondo la loro purezza, il loro essere nudi.
Le acque sono troppo agitate, e il bagno di mezzanotte merita una nottata calma.

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