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My Odd Movies: Repulsione

Dal blog: https://myoddmovies.wordpress.com/

repulsione

Ma c’è da impazzire a stare sempre tra quattro mura!
Devi uscire, vedere gente, andare al cinema!

Un piccolo passo e sei nella follia. Non ci vuole molto, in fondo, a perdere l’equilibrio che ci consente di vivere vite normali. Basta un evento, un segno, un piccolo insignificante accadimento del quotidiano per sconvolgere la normalità, per scatenare la bestia che dorme nell’ultima stanza da bagno, dentro la vasca piena di sangue. Un coniglio in putrefazione, un ferro da stiro che non funziona, un insistente sconosciuto che ci chiede di uscire ed ecco fatto. La pazzia è servita. Una Deneuve perfetta, che dice sì e no dieci parole in tutto il film, ma che con gli occhi prima assenti e poi spiritati parla moltissimo e ci racconta di un abisso fatto di odio per gli uomini, di completa dissociazione dal mondo che la circonda, dal terrore causato dagli incubi che vedono creparsi i muri di casa, vedono mani e braccia che escono dalle pareti scandite dalla campanella del convento. Anche l’assenza di colore, come quella dei dialoghi nella sceneggiatura, concorre ad aprire la porta verso un abisso, su di un sottile limite sul quale camminiamo tutti, nessuno escluso. Un passo falso e la caduta nel buco nero è inevitabile. Condannereste voi chi cade in un nero tormento solo perché ha messo un piede in fallo ? Ci sono tre barattoli sul davanzale della cucina di Carol. Tre barattoli, l’unica cosa reale di questo mondo. Il resto verrà tutto inghiottito dentro un profondissimo abisso.

(Repulsione di Roman Polanski, 1965).

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