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La verità e la ragion di stato.

Diciamolo chiaramente e definitivamente, in Italia la verità sulle stragi non si deve sapere, perchè fa comodo a tutti  i politici, ai servizi segreti deviati non far sapere come siano andate veramente le cose. Si sancisca ufficialmente che in Italia alla giustizia si preferisce la ragion di stato. Le vite innocenti di tutti i fedeli funzionari dello Stato valgono di meno dell’equilibrio governativo italiano.In questo periodo si vive,proprio come nel 1992-93, un periodo di forte instabilità politica. Il popolo è sempre più sfiduciato dalle istituzioni e dai partiti. Ora a questo quadro molto delicato si aggiunge che a Palermo un gruppo di giudici vuol fare finalmente chiarezza sull’eventuale trattativa tra Stato e Mafia. Una trattiva che vede praticamente imputata tutta la classe dirigente italiana: destra, sinistra, ex Presidenti della Repubblica,alti vertici dei Carabinieri e dei servizi segreti.Vuoi vedere che finalmente si riesce a dare giustizia al giudice  Borsellino e agli angeli della sua scorta:Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddi Cosina e Claudio Traina? In un altro paese, parafrasando lo splendido film documentario di Marco Turco, a questo punto tutti dalle istituzioni al popolo, dai  magistrati ai dirigenti dovrebbero fare quadrato attorno a questa inchiesta cercando di evitare assolutamente l’isolamento dei giudici,perchè si sa che quando un giudice diventa isolato è un obiettivo facile per Cosa Nostra,  chiedendo a gran voce Verità.

E invece… Invece succede che siamo in Italia e salta fuori che Nicola Mancino, Ministro degli Interni dal 1992 al 1994, Presidente del Senato dal 1996 al 2001 e niente popodimeno che componente del Csm tra il 2006 e il 2010, nei mesi scorsi  ha  premuto sul Quirinale per ottenere un’avocazione dell’inchiesta sulla trattativa ai magistrati palermitani Antonio Ingroia, Antonino Di Matteo, Lia Sava e Francesco Del Bene. Poi, non essendo percorribile quella via aveva chiesto che fossero unificate le indagini perché, secondo lui, i magistrati di Palermo, Caltanissetta e Firenze non si coordinano “e arrivano a conclusioni contraddittorie fra di loro”.Razionalmente uno pensa sicuramente non ci sarà stata risposta dall’altra parte, i funzionari di Napolitano avranno sicuramente agito secondo la legge e anche in maniera stizzita e decisa avranno difeso i giudici che cercano la verità? Ecco alcune intercettazioni:

Immagino che subito Napolitano si sia affrettato a chiarire e abbia spiegato dettagliatamente l’intervento del Quirinale?  E che tutti i partiti politici abbiano chiesto spiegazioni in merito a questa questione, che riguarda direttamente il Presidente della Repubblica.   Ecco le parole di Napolitano «una campagna di insinuazione e sospetto sul Presidente della Repubblica e i suoi collaboratori costruita sul nulla» e  le intercettazioni sono una questione  da risolvere “con ampio consenso”. Ecco,invece, le parole dei leader politici che subito si sono schierati a difesa di Napolitano

  1. “Attaccare il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, significa attaccare lo Stato italiano. In questi anni ho avuto l’onore di collaborare e confrontarmi con il presidente della Repubblica: sia nei nostri incontri istituzionali che in quelli riservati ho trovato in lui un grandissimo senso dello Stato, una grandissima trasparenza, correttezza e saggezza. Questi valori sono un patrimonio del Paese: attaccare il presidente Napolitano significa danneggiare il nostro Paese”. Lo ha dichiarato il presidente del Senato, Renato Schifani.
  2. “Qualcuno si sente minacciato nei privilegi di casta o pensa di avere il monopolio di alcuni poteri dello Stato” il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casiniche ha dichiarato: “il vergognoso attacco al Presidente Napolitano è grave”. E attacca: “Poiché a pensar male si fa peccato, ma ogni tanto ci si prende, non vorrei che questo fosse determinato non dalla politica o da partiti politici, ma da qualcuno che si sente minacciato nei privilegi di casta. Tanto per esser chiari non penso siano i partiti politici, ma schegge della magistratura che forse hanno certi obiettivi intimidatori”. Il leader dell’Udc insiste, poi, sul fatto di voler sapere chi, “divulgando le intercettazioni sul Quirinale in un perverso circuito giudiziario-informatico, ha determinato un attacco al Colle chiaramente pretestuoso e infondato”.
  3. Sono ‘indecorose e indegne le intercettazioni che sfiorano il Quirinale’ per il segretario Pdl Alfano che subita trova l’aiuto di  Cicchitto che definisce indecente e pericolosa operazione di intossicazione e anche di depistaggio. Gli attacchi del tutto immotivati al presidente Napolitano sono funzionali a due operazioni che non intendiamo affatto coprire”.
  4. Pd, Pier Luigi Bersani: “Sarà meglio evitare manovre attorno a lui perché poi non ci ritroviamo piu’ niente’.

Nella storia Repubblicana del nostro Paese molti Presidenti della Repubblica sono stati attaccati giustamente o ingisutamente, Napolitano,in questo momento però, è per i partiti  di maggioranza e per i mass media  inattaccabile in quanto creatore del governo Monti, quindi è un tabu solo nominarlo  per i leader dei partiti. A tutti loro fa comodo cosi. Sicuramente non spetta a nessuno di noi, nè a Di Pietro, nè a Travaglio, giudicare e sentenziare chi è colpevole e chi meno,  ma quello che non possiamo tollerare è l’atteggiamento che fa passare i giudici come eversivi e pericolosi, mentre nessuno si scandalizza per il comportamento del Quirinale.  Cosa c’è dietro l’atteggiamento del Colle? Ognuno può rispondere come vuole e come meglio crede a questa domanda, siamo nel campo delle ipotesi, io penso che stia cercando di evitare un ulteriore e definitivo danneggiamento della classe politica e degli attuali partiti, cercando disperatamente di mantenere nell’armadio dei segreti alcuni comportamenti sulla trattiva. Agendo in questo modo però lo Stato Italiano sarà sempre e perennemente sotto il ricatto di chi sa in Cosa Nostra, ma soprattutto si continueranno a calpestare Falcone,Borsellino e tutti i martiri di questo paese.

 

Dichiarazioni dei politici prese da www.repubblica.it

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Umberto Zimarri
..Io, giullare da niente, ma indignato, anch'io qui canto con parola sfinita, con un ruggito che diventa belato, ma a te dedico queste parole da poco che sottendono solo un vizio antico sperando però che tu non le prenda come un gioco, tu, ipocrita uditore, mio simile... mio amico...

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