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I pusher delle api

Oltre al nettare, molte piante offrono agli insetti sostanze attive, come la caffeina, con il preciso scopo di tenerli legati.

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I biologi hanno scoperto che le piante possono trasformarsi in «spacciatori di droga» per le api.

Gli scienziati sono sempre stati convinti che le piante fabbricassero gli alcaloidi (complesse sostanze chimiche in grado di produrre effetti negli organismi animali) solo ai propri fini di difesa: come veleno per tenere alla larga i parassiti. Almeno in un caso, però, pare che queste sostanze attive vengano impiegate anche come mezzo per «tenere al laccio» gli insetti.
Secondo il gruppo dl neurobiologi dell’ Università di Newcastle (Inghilterra) diretti da Geraldine Wright, le api sono pressoché dipendenti dalla caffeina, e si ricordano meglio di quelle piante che la mettono a disposizione, andandola a ricercare piu spesso di altre.
Per questa ragione alcune piante sembrano migliorare le probabilità che i loro fiori vengano impollinati. La sostanza attiva, oltre che naturalmente dalle piante di caffé, viene prodotta anche dalle piante di agrumi, seppure in minime quantità.
La caffeina è dosata in modo molto preciso: né più né meno di quella che occorre per mantenere desta nelle api la memoria delle piante da cui la possono ottenere senza che questa sostanza, ad azione nervosa, possa arrecare loro un danno.

Articolo in: Geo – Agosto 2013 – N° 92.

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