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E il naufragar m’è dolce in questo mare

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Inseguendo una libellula in un prato

I ragazzi del D’Arp dopo la sofferta vittoria sull’Isola Liri espugnano il campo del Morolo e, in serie positiva da 3 gare, si dicono pronti per affrontare il Tofe. La superfavorita del torneo ha un roster di categoria superiore, ma nell’ambiente sangiovannese si respira aria di ottimismo. Ricci, uno dei giocatori più discussi dalla tifoseria, è segnalato in netta ripresa. Il nostro numero 8 – in estate ad un passo dal vestire la casacca del Tofe – è motivatissimo e si è iscritto al singolare gruppo “la dura  legge del quasi ex”. Le vicende di calcetto-mercato e il cambio di casacca sfumato per le assurde richieste del dirigente D’Arpino (prestito con diritto di riscatto fissato a una gabbia per uccelletti con fondo in parquet e finiture in oro) hanno esaltato l’ex capitano. Da atleta irreprensibile qual è ha preparato la gara alla perfezione, tant’è che alle ore 21:25 della vigilia già dormiva beato nel suo letto.  Lo stesso non si può dire per qualche compagno di squadra che si lasciava rapire fino a notte fonda dalla movida. Il tutto con evidentissime ripercussioni sull’esito finale del match.

Le Pagelle di Team Soccer PSGI – Tofe C5 2-9

“Eddai, voglio gioca’ pur’ io… !!! Facciamo portieri volanti, eh?”

Andrea D’Arpino 4.5

Nel doppio ruolo di portiere/allenatore mette in scena delle situazioni a dir poco tragicomiche.  D’Arpino (nella versione mister) si auto-incita e dopo una parata si dà un pacca sulla spalla come a dire “sei stato proprio bravo portie’ !“. Sostanzialmente sembra di vedere un bambino quando gioca con l’amichetto immaginario interpretando il doppio personaggio. Situazioni al limite della schizofrenia, con un portiere sempre più Norman Bates. Ma tralasciando il disturbo bipolare sportivo, ciò che davvero preoccupa sono quelle mani sdrucciolevoli. Il portiere ha dei numeri importanti, spesso si rende protagonista di grandi respinte e di balzi felini, ma non chiedetegli di bloccare un pallone! Il nostro Dida bianco ha le mani al sapone di Marsiglia che gli impediscono qualsiasi genere di presa. Il suo marchio di fabbrica è ormai celebre in tutta la provincia: stop di mano al centro dell’area, palla al piede, pronto per avventurarsi  in una cavalcata al ritmo di Gangnam Style verso il centrocampo. Lì 9 volte su 10 rimedia una figura poco onorevole.

Vincenzo Tedeschi 5.5

“Il ragazzo si farà anche se ha le spalle strette” direbbe quel cantautore romano che da almeno un ventennio canta male e scrive peggio. Vincenzo, alunno diligente, svolge il suo compitino senza strafare, però non sembra trovarsi propriamente a suo agio nelle trame di gioco sangiovannesi. Il D’Arp lo impiega in apertura di match e giura di aver disegnato gli schemi d’attacco su misura per il giovane talento. Tuttavia appare evidente che i disegni tattici sono un’eredità dell’Ulivieri di metà anni ’90: lancio lungo alla torre per la spizzata di testa. Il punto è che Vincenzino non sembra avere le stesse caratteristiche fisiche di Kennet Andersson.

Matteo Petrucci SV

Segni particolari: fratello nonchè cugino d’arte. Un po’ come fare cinquina e tombola con lo stesso numero. Il fratello Carlo lo descrive come “inelegante, sgraziato e scoordinato; molto semplicemente non adatto al futsal”. “Lui sta a Digao come io sto a Kakà“. Il cugino Poggetto invece lo bolla come “poco fighetto” e ” non sufficientemente attento alla cura delle sopracciglia“. In effetti in ragazzo è poco scenico, bada al sodo, non trascorrere il tempo ad allisciarsi i capelli e non sembra nemmeno interessato ai duelli rusticani. Decisamente diverso dagli illustri parenti, segnale incoraggiante per il futuro. Il minutaggio esiguo non permette però di esprimere un voto sulla prestazione.

Mattia Tedeschi 4

L’angosciante involuzione di questo giocatore è paragonabile soltanto a quella di Adriano. Destini simili quelli dell’ex interista e di Tedeschi: entrambi arrivano giovanissimi in Italia, si ambientano piuttosto bene (seppur con qualche problema linguistico) e conquistano in breve tempo critica e tifosi. All’Inter parlano di pallone d’oro, alla Sangiovannese di “capitan futuro”, poi improvviso arriva il black-out. Vuoi la nostalgia di casa, vuoi quella dispendiosa vita notturna fatta di festini, baccanali, e orge ma  le cose cambiano. I tiri diventano retropassaggi al portiere avversario, il giocatore non corre più ma passeggia e portare in giro per il campo quelle occhiaie diventa una fatica insostenibile per il fisico dell’ (ex) atleta. Questo è il Tedeschi di oggi: un calciatore indolente che vive su fragilissimi equilibri psicofisici. Per rendere meglio l’idea sarà sufficiente ricordare la scena immediatamente successiva al gol di Ricci: Tedeschi pazzo di gioia vorrebbe ballare l’Alligalli con il compagno, ma  quest’ultimo lo evita per dirigersi sotto la curva.  Tedeschi fraintende, legge nel gesto un insulto razzista e dal quel momento la sua presenza in campo sarà pari a quella di un ectoplasma. Non che prima… eh.

Aureliano Petrucci 4

La Sangiovannese, società all’avanguardia nelle tecnologie, con lui sta già sperimentando la moviola in campo. La mutazione da bomber a paracarro, come per Tedeschi, è stata tanto repentina quanto drammatica.  Quali le ragioni del brusco cambiamento? Probabilmente la partenza estiva di Manuel Stracqualursi. Il nostro caro Ciuffy rimpiange i tempi andati quando sulla panchina sangiovannese con il fidato amico  andava in scena Casa Vianello 2.0: Stracqualursi immerso nella lettura della Gazzetta e Petrucci che scalciava sotto il plaid al ritmo di “che noia, che barba, che noia”.

Luca Petrucci 5

La sfida contro il Tofe evoca piacevoli ricordi per il nostro velino, autore lo scorso anno di un gol capolavoro che fece il giro di tutte le tv nazionali e internazionali rimbalzando da Teleuniverso alla CNN. Una rete indelebile soprattutto nella memoria dei tifosi e non soltanto perchè la media realizzativa di Poggy è di poco inferiore a quella di un Moscardelli qualunque! Il 55 è dunque motivato al punto giusto e, come se non bastasse, parte nel quintetto base (e lì tu pensi “Ecco qua… lo sapevo, i Maya!). Quando però entra sul terreno di gioco i nasi elettronici istallati nei pressi della SAF vanno in tilt segnalando una quantità spropositata di Acqua di Giò/Giorgio Armani nell’aria. Poggetto si è cosparso il corpo con una damigiana di profumo puntando tutto sullo stordimento olfattivo dell’avversario. E lo stratagemma sembra funzionare : la linea difensiva si apre come il Mar Rosso e questo nostro Mosè Interrante è uno dei pochi che riesce a concludere verso la porta avversaria. Attenzione: è stato scritto “verso la porta” e non “in porta” . La differenza appare sostanziale, quei piedi ruvidi restano infatti un’incognita (nel senso che ricordano la forma di una “X”) e al secondo errore Poggy perde fiducia. Si deprime così tanto da chiudere la partita nel peggiore dei modi: fallo assassino da dietro su un avversario lanciato verso la rete. Sarebbe rosso diretto con relativa squalifica fino a Natale, ma l’arbitro finge di non vedere. Poi, a gara ormai conclusa, il direttore di gara si avvicinerà la nostra star …  “T’ho riconosciuto, eh!!! Non mi ricordo come ti chiami però, senti coso, non è che mi faresti un autografo per mia moglie? quella m’ha tappezzato casa con i tuoi poster…

Simone Spigarelli 5

Notizia dell’ultim’ora: Raffaelle Fago abbandona il Team Soccer PSGI, proprio ora che avevamo scoperto il suo cognome ci lascia per dedicarsi a tempo pieno al tennis. La decisione pare sia maturata dopo il set perso per 6-1 in quel di Colleferro, ad ogni modo Spigarelli rimane l’unico “straniero” di questa squadra (Tedeschi è stato naturalizzato da tempo!). Sarà forse per il ritiro dalle scene del connazionale, ma il Miccoli dei bei paese contro il Tofe non mostra il meglio di sè. Realizza il primo gol sangiovannese, ma obiettivamente da un bomber con quel curriculum ci aspettiamo molto di più. Come sempre si mostra intraprendente, l’impegno non manca, troppo spesso però appare nervoso e finisce per sbagliare anche le cose più semplici.

10.0 – 10.0 – 10.0 – 10.0 – 10.0

Gianmarco Cichelli 6

Dà il meglio di sè quando nell’intervallo si esibisce in un esercizio a corpo libero di ginnastica artistica con doppia rovesciata indietro e salto in avanti, coefficiente di difficoltà altissimo. Roba da far morire d’invidia perfino Nadia Comaneci. In quanto al futsal giocato, dei calciatori come lui si dice che al loro ingresso cambiano la gara “da così a così”. In effetti è vero perchè Cico nell’arco di 5 minuti cambia a ripetizione volto alla partita e in questa miriade di trasformazioni fisiognomiche tutto cambia affinché nulla cambi. Detto ciò, non sarebbe male se alcuni compagni di squadra avessero la sua stessa grinta!

Daniel Ricci 6

Quando qualche stagione fa Ricci si affacciò per la prima volta sul mondo del futsal, il mister di allora (un certo Di Rienzo) confidantosi con la dirigenza chiese: “Ma dove l’avete preso, oh? Guardate che questo oltre ai piedi storti c’ha il fisico da Dolce Stil Novo e i muscoli da poeta. Se guardate bene c’ha pure un po’ di gobba. Più che un calciatore a me sembra Giacomo Leopardi. Poi, per carità, fate voi, eh…“. Ore ed ore di allenamento matto e disperatissimo (cit.) fecero ricredere il mister e Ricci divenne prima elemento imprescindibile, poi capitano. Da lì in poi l’inesorabile declino, roba che nemmeno Barry Lyndon nella seconda parte del film, ma questa è un’altra storia. Ciò che conta è la lungimiranza del mister nel paragone con il poeta di Recanati. Perchè questo Ricci, oltre a fornire assist, oltre a segnare, “leopardeggia” e ce ne da prova quando, dopo un magnifico gol su calcio di punizione, si dirige verso la curva mostrando una maglia con dedica. Ora, il contenuto del componimento in endecasillabi sciolti è assolutamente top secret (perchè scritto con l’inchiostro simpatico) tuttavia i meglio informati suggeriscono si tratti del discorso integrale che l’amico Umberto Zimarri ha tenuto qualche giorno fa alla Provincia di Frosinone. Discorso ovviamente rimodellato per esigenze metriche e stilistiche con qualche enjambement messo qua e là. Ma siamo comunque nel campo delle supposizioni, due soltanto sono invece le certezze: 1- la risposta del pubblico che dinanzi a un simile sforzo creativo (“ma è solo un rotolo!!!” cit.) reagisce con un perentorio “oooooh, e scansati un po’ mica sei trasparente !!! dai, facci vede’ la partita, esssù stiamo pure a perde…!”  2- la partnership siglata con la “Baci Perugina” che utilizzerà frammenti originali dell’ormai famigerata t-shirt per sostituire i più classici cartigli contenenti le frasi  tipo di Coelho (che secondo me è almeno due spanne sotto il Leopardi della Sangiovannese!) . Il tutto, ovviamente, in limited edition.

Luca Corsetti SV

La curva vuole bailar la Bamba e alla luce delle prestazioni di D’Arpino in versione “paperissima sprint”  un cambio di guardia a difesa della porta sarebbe più che auspicabile. Il buon Corsetti relegato in panchina al ruolo di cronometrista sembra del tutto sprecato.

I gol e gli highlights della partita

E il naufragar m’è dolce in questo mare
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un Commento

  1. ahahahha fantastici questi commenti, fanno vergognare anche quelli sky sport 😉

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