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2 Agosto 1980-La strage di Bologna(parte 1)

La strage– Sabato 2 Agosto 1980. La mattinata è calda e afosa, la stazione è affollata di turisti in partenza o di ritorno dalle vacanze. Nella sala di aspetto della seconda classe, più precisamente su un tavolino a 50 cm da terra sotto il muro portante dell’ala ovest, c’è una valigia abbandonata che contiene 23 kg di esplosivo, 18 kg di Nitroglicerina e 5 kg di una miscela contenente T4 un esplosivo militare. Alle 10:25 avviene l’esplosione e si scatena l’inferno. Crollano le strutture sovrastanti le sale d’aspetto della prima e della seconda classe, collassano a terra circa 30 m di pensilina e l’onda d’urto investe anche il treno Ancona-Chiasso in sosta nel primo binario. Il bilancio è quello del più grande attentato dal dopoguerra ad oggi, 83 morti e 200 feriti. L’immagine brutale di questa strage è rappresentata dalla storia di Maria Fresu, presente insieme alla figlia Angela di tre anni e alcune amiche nella stazione. Il suo corpo è stato sciolto e liquefatto dalla bomba, gli unici resti  furono ritrovati sotto le ruote di un treno il 29 dicembre. Quello che più colpisce di questa assurda strage è l’inaudita crudeltà nel posizionare una bomba il 2 Agosto a Bologna, mentre, praticamente, tutta l’Italia sta passando di lì per andare in vacanza.Chi ha voluto quest’attentato l’ha studiato per fare più morti e feriti possibili tra la personi comuni.

La reazione di Bologna–  La città emiliana reagì con prontezza e orgoglio e si trasformò in una gigantesca macchina di assistenza per le vittime e per i familiari. Simbolo della commossa partecipazione della città fu l’Autobus n 37, che divenne un carro funebre.

I medici tornarono dalle ferie e gli ospedali aprirono i reparti normalmente chiusi nel periodo estivo. Nei giorni successivi montò la rabbia verso le istituzioni che furono duramente contestate nelle manifestazioni in piazza Maggiore. Gli unici applausi furono riservati al presidente Sandro Pertini, giunto con un elicottero a Bologna alle 17.30 del giorno della strage, che in lacrime affermò di fronte ai giornalisti: «non ho parole, siamo di fronte all’impresa più criminale che sia avvenuta in Italia».

Il 17 agosto l’Espresso uscì con un dossier sulla strage. In questo il pittore Guttuso realizzò un quadro a cui diede lo stesso titolo che Francisco Goya aveva scelto per uno dei suoi 16 Capricci: “Il sonno della ragione genera mostri”.

Dal 1 giugno 1981 si costituisce la “ASSOCIAZIONE TRA I FAMILIARI DELLE VITTIME DELLA STRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA DEL 2 AGOSTO 1980″ con lo scopo statuario di OTTENERE CON TUTTE LE INIZIATIVE POSSIBILI LA GIUSTIZIA DOVUTA”.

fonti: http://www.stragi.it/index.php; programma televisivo Blu notte.

Fine prima parte


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Notizie su Umberto Zimarri

Umberto Zimarri
..Io, giullare da niente, ma indignato, anch'io qui canto con parola sfinita, con un ruggito che diventa belato, ma a te dedico queste parole da poco che sottendono solo un vizio antico sperando però che tu non le prenda come un gioco, tu, ipocrita uditore, mio simile... mio amico...

2 Commenti

  1. Umberto Zimarri

    Bel video White Riot, comunque questa è solo la prima parte di Giusva Fioravanti, Francesca Mambro e molti altri ci occuperemo nelle parti successive.

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