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Sogni utopistici nell’Italia del 2012.

Nel 2011 ci siamo svegliati, più o meno, dalla lunga favola iniziata nel 1994 in cui tutti diventavamo belli,ricchi e famosi, in cui  regnava l’ottimismo,il cielo era sempre azzurro: non c’erano mai nuvole e  splendeva sempre il sole. Ora si è passati ai sacrifici, alle lacrime e al sangue, ovviamente sempre dei soliti noti. In nome della crisi e dell’emergenza siamo costretti ad ingoiare medicine o meglio supposte molto dolorose. Nell’odissea  del 2o12 che ci prepriamo ad affrontare, la mia mente ha partorito semplici pensieri, che in realtà so già che saranno sogni utopistici.

Al mese di Gennaio chiedo perplesso perchè vengono ancora una volta aumentate Benzina, Energia, Autostrade mentre l’Ammiraglio Di Paola, il supertecnico Ministro della Difesa, ha fortemente voluto l’acquisto dei costosissimi F 35 da 15 e più miliardi di euro, i quali devono sostare sulla portaerei Cavour, costata un miliardo e mezzo, che fa spendere allo Stato Italiano quotidianamente centomila euro di soldi pubblici se sta ferma  a Civitavecchia e duecentomila se è in navigazione. Non contento di giocare con questi soldatini, Di Paola  si è  regalato anche dieci fregate Fremn per il costo di sei miliardi di euro.

Al mese di Febbraio chiedo che la splendida idea di due fabbriche del nord-est Italiano, la “Modelleria Quadrifoglio” e le “Fonderie Zen“, che per evitare il fallimento sono passate nelle mani di una Cooperativa di lavoratori, diventi una realtà concreta per le piccole e medie imprese in difficoltà.

Al mese di Marzo richiedo un compito fondamentale, quello di ridare importanza al Lavoro che deve essere  visto come il mezzo per rendere L’Italia una Repubblica Democratica ,perché fino a che non c’è la  possibilità per ogni uomo di lavorare e di studiare e di trarre con sicurezza dal proprio lavoro i mezzi per vivere da uomo, non solo la nostra Repubblica non si potrà chiamare fondata sul lavoro, ma non si potrà chiamare neanche democratica perché una democrazia in cui non ci sia questa uguaglianza di fatto, in cui ci sia soltanto un’uguaglianza di diritto, è una democrazia puramente formale, non è una democrazia in cui tutti i cittadini veramente siano messi in grado di concorrere alla vita della società, di portare il loro miglior contributo, in cui tutte le forze spirituali di tutti i cittadini siano messe a contribuire a questo cammino, a questo progresso continuo di tutta la società.»

Al mese di Aprile chiedo che torni la Politica fatta di ideali e progetti, svolti nella massima trasparenza possibile.Esigo di non vedere più politicanti che illudono il popolo, ma al contrario sogno di vedere persone che  lavorino quotidinamente per rappresentare gli elettori. Sogno una politica fatta con passione e costanza, in cui semplicemente ci sono  persone che insieme,fosse pure per un grammo, tentano di migliorare le vicende umane.

Al mese di Maggio chiedo semplicemente che, finalmente, abbia in inizio anche in Italia  una lotta serrata e senza quartiere alla Corruzione e all’Evasione fiscale, che, ormai,  in questo periodo di Crisi sono diventate un peso insostenibile per il Paese. Spero,inoltre,  in un’ epocale riforma elettorale che cancellando il porcellum  faccia tornare i cittadini  a scegliere gli eletti al Parlamento e metta  fine allo scempio di vedere seduti condannati e prescritti in Parlamento.

Al mese di Giugno, maturità dell’Anno, chiedo che termini lo strapotere delle banche e delle multinazionali legato a questo assurdo ipercapitalismo senza regole e frontiere che sta portando il Mondo a una crisi di dimensioni colossali. Un capitalismo che ci ha fatto credere che l’unica ricchezza possibile ed importante fosse il  Dio Denaro ma che proprio nelle sue radici economiche trova la spiegazione della propria crisi:” fin dagli anni ’70,  questo neo-liberismo economico si basa sul tentativo di applicare una degenerazione patologica della teoria del Laissez-faire, attraverso il sistematico abbandono da parte degli Stati di qualsiasi regolamentazione o controllo delle attività delle imprese che realizzano profitti.Questo tentativo di consegnare la società umana a un mercato (presumibilmente) autocontrollato e capace di massimizzare le ricchezze- e perfino il welfare- popolato da attori (presumibilmente) dediti alla cura ragionevole dei propri interessi, è UNA DEGENERAZIONE DELLE TEORIE LIBERISTE. C’è ormai un integralismo del mercato più vicino alla teologia che alla realtà economica”. (cit. di Eric Hobsbawm dal libro Come cambiare il Mondo).

 

 

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Umberto Zimarri
..Io, giullare da niente, ma indignato, anch'io qui canto con parola sfinita, con un ruggito che diventa belato, ma a te dedico queste parole da poco che sottendono solo un vizio antico sperando però che tu non le prenda come un gioco, tu, ipocrita uditore, mio simile... mio amico...

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