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Lei non sa chi sono io

Parlare di politica in Italia oggi, in modo obiettivo e razionale, concentrandosi sui fatti realmente accaduti e non sulle interpretazioni che gli organi di informazione ci danno, è una vera e propria impresa, d’altronde come sostiene George Orwell  “in tempi di menzogna universale, dire la verità è un atto rivoluzionario.”

Questo è il mio primo articolo sul blog e il mio obiettivo sarà sempre e solo uno: dire la verità, anche se scomoda, anche se fa male, anche se non è politicamente corretta.

La situazione del malato Italia, non è buona. Morta la prima repubblica, affogata nelle tangenti, nasce, dal sangue delle stragi, questa classe dirigente che ha bloccato e paralizzato la nostra nazione.

Che futuro può avere un paese dove i politici continuano a parlare del nulla in parlamento non intervenendo seriamente sui problemi del paese come il debito pubblico che a maggio ha toccato il nuovo record di 1.897,472 miliardi di euro ?

Che futuro possono sognare i ragazzi se  il tasso di disoccupazione giovanile dai dati Istat di gennaio 2011 è al 29,4% e nessun politico cerca di mettere freno a questa piaga?  Che futuro si può avere in un paese dove l’evasione fiscale continua ad aumentare, cosi come il  numero di famiglie che vivono sotto la soglia di povertà? Come possiamo aver fiducia in chi  promette puntualmente ad ogni elezioni di diminuire drasticamente i costi della  pubblica amministrazione, invece  la voglia di poltrone ha spinto ad inventare comunità montane sul livello del mare,i rimborsi elettorali sono 180 volte più alti delle spese sostenute in campagna elettorale?

Ma cosa devono significare per noi questi dati, che non vogliono essere simboli di qualunquismo  e demagogia? Cosa possiamo fare noi cittadini?

Innanzitutto il nostro primo dovere è quello di informarci e di non vedere la politica come una cosa distante, una cosa che non ci riguarda.

I politici scappano dal popolo, si chiudono nella loro “casta” e noi dobbiamo correre per riprenderci quello che ci appartiene.

L’informazione libera del web, fa paura ai potenti, perche non è controllabile e ha già dimostrato nei referendum che può fare molto male. Il quorum senza facebook, Twitter e gli altri social network non sarebbe mai stato raggiunto. Quella non è stata la vittoria di un partito o di un politico è stata la vittoria del popolo sui partiti, è stata la vittoria di Internet sulle tv del potere, che non hanno dato alcuno spazio al referendum. Quella giornata deve essere solo l’inizio se vogliamo veramente essere una democrazia.

Il termine democrazia deriva dal greco δῆμος (démos): popolo e κράτος (cràtos): potere, e letteralmente  significa governo del popolo. Ma in che cosa consiste oggi il nostro potere? Qual è oggi il nostro potere? Quel gran genio di Giorgio Gaber in un suo famoso monologo teatrale riassumeva questo concetto in maniera perfetta:

“ ma in che senso potere al popolo? Come si fa? Questo sul vocabolario non c ‘è scritto. Però si sa che dal 1945, dopo il famoso ventennio, il popolo italiano ha acquistato finalmente il diritto al voto. È nata così la “Democrazia rappresentativa” che dopo alcune geniali modifiche fa sì che tu deleghi un partito che sceglie una coalizione che sceglie un candidato che tu non sai chi è, e che tu deleghi a rappresentarti per cinque anni, e che se lo incontri ti dice giustamente: “Lei non sa chi sono io!”. Questo è il potere del popolo.”

Voglio lasciarvi con un piccolo regalo, Paolo Rossi che recita il famoso discorso di Pericle agli Ateniesi, che è il  manifesto della vera Democrazia

 


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Umberto Zimarri
..Io, giullare da niente, ma indignato, anch'io qui canto con parola sfinita, con un ruggito che diventa belato, ma a te dedico queste parole da poco che sottendono solo un vizio antico sperando però che tu non le prenda come un gioco, tu, ipocrita uditore, mio simile... mio amico...

un Commento

  1. loscemodelvillaggio
    loscemodelvillaggio

    Questo discorso è splendido.Inappuntabile.
    Peccato che aspira a quella che non può essere definita se non utopia.In un paese come l’italia poi,fatta da masse di pecore,anche nel senso che finiscono spesso a 90° pur di sopravvivere da finti signori.
    La certezza unica del popolo italiano è quella di non aver potere,e di illudersi periodicamente di poter cambiare le cose votando l’opposto della volta precedente.

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