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“La D di Domodossola” (cit. Matteo Renzi)

Assenze che pesano

Nella lunga e torrida estate con 50 grandi all’ombra il tifoso sangiovannese si è tormentato con domande esistenziali degne di un Marzullo in stato di grazia. Ci ripescano in C2? Il futsal è un sogno o i sogni aiutano il futsal? Sarà serie D? Magari ripartiamo direttamente dalla C1, non tanto per meriti sportivi ma estetici…che dici Poggè?

Una volta archiviati Caronte, Minosse, Lucifero, Circe e simili, quando il tifoso è ormai deciso a chiamare l’899 del mago Gennaro O’Vesuvio per sapere qualcosa sul proprio destino sportivo, ecco arrivare tutte le risposte.  Si riparte dalla serie  D provinciale, la Sangiovannese C5 è una società inattiva, al suo posto il P5GI o forse il PSGI. In entrambi i casi un nome che spicca per bruttezza, più che un nome un codice fiscale. Ciò che però conta è la sostanza e in questo caso PSGI sta alla Sangiovannese come la Florentia Viola stava alla Fiorentina. E’ Jean Valjean che si fa chiamare Monsieur Madeleine, è Bruce Wayne nelle vesti di Franco Fiorito. Insomma, ci siamo capiti. La stessa cosa.

spettatrici non paganti contestano la non-convocazione di Poggetto

Detto ciò, veniamo alle pagelle della prima partita casalinga della stagione. L’avversaria di turno era la Bellator Frosinone, squadra giovane, ma molto ambiziosa. Impegno quindi per nulla facile, soprattutto alla luce delle importanti assenze. In primis quella di Luca “Poggy” Petrucci, ahimè, non convocato da mister D’Arpino per motivi disciplinari. Sappiamo che non è mai facile conciliare ambizioni televisive e attività agonistica, forse però sarebbe il caso di essere più indulgenti in casi simili. In fondo credo che nessuno avrebbe rinunciato a quella pubblicità del Silkepil ascellare della Braun! Ottimo cachet e tanta visibilità.

Team Soccer PSGI – Bellator Frosinone 3-3

Andrea D’Arpino 7

La crisi economica coinvolge anche il futsal e in un periodo di spending review la Sangiovannese decide di dare il benservito a Christian Lombardi. Era diventata ormai insostenibile la spesa per le confezioni formato famiglia di Halls Mentoliptus che quel portiere urlatore reclamava dopo ogni gara. Date le premesse, D’Arpino assume il ruolo di estremo difensore ad interim, ma visto che c’è prende per sè anche la fascia di capitano e i compiti di: accompagnatore, massaggiatore, autista, racccattapalle, magazziniere, giardiniere, coach motivazionale e sacrestano della adiacente  chiesa di San Cataldo Vescovo. Figaro qua, Figaro là, Figaro giù, Figaro su.

Federico Renzi 6.5

Il cugino fiorentino non perde occasione per parlare di svecchiamento e rottamazioni, ma il veterano della Sangiovannese di andare in pensione sembra proprio non volerne sapere. Pedullà ad ogni finestra di calcetto-mercato lo segnala partente al 95%, ma poi te lo ritrovi sempre presente. Il che non è affatto un male considerando che anche questa volta è tra i migliori protagonisti della sfida. Sull’assist che manda in gol Tedeschi la platea, inebetita in un eterno “Ooooooooooooh”, applaude così tanto da spellarsi le mani. Highlander.

Vincenzo Tedeschi 6

Prima della gara ti informano che questo giovane giocatore proviene direttamente dal vivaio del Team Soccer (calcio a 11) e che ha nell’istruttore Umberto Zimarri un suo grandissimo estimatore. Allora ti immagini di vedere all’opera un cagnaccio con l’alluce valgo che nei battibecchi con l’arbitro assume le vesti del Savonarola per disquisire su temi scottanti quali la questione morale nel futsal. Invece no. Tedeschi dimostra di aver una buona tecnica, è a suo agio sul terreno di gioco e nonostante la stazza dimostra anche una buona personalità.

Matteo Di Manna 5.5

Diciamolo pure: queste non sono le sue partite! Non certo perchè l’avversario più che alla palla mira ai polpacci e nemmeno perchè il campo da gioco non esalta i funamboli del futsal. Molto semplicemente non sono le sue partite perchè il clima ancora troppo mite non gli permette di presentarsi con quel piumino verde, figlio di una partnership con la “Stabilo Boss-Evidenziatori”, che causa effetti allucinogeni sugli avversari con relativo rallentamento motorio. Aspettando tempi migliori, in questo periodo della stagione si fa notare soprattutto per le lunghe chiacchierate con l’arbitro.

Simone Spigarelli 7

134 reti nelle ultime 3 stagioni tra serie  D e C2, sostanzialmente una macchina da gol. Un giocatore con il pedigree del top player chiamato a non far rimpiangere la partenza di Carlo O’Animal Petrucci. L’esordio davanti al pubblico amico è positivo: prova discreta impreziosita da una doppietta. Certo, talvolta indugia troppo al momento di concludere (mezzo punto in meno) però, a differenza del Balotelli nostrano, questo Romario della Città di Argil sembra dotato anche di un certo self-control e non trascorre i 60 minuti rifilando calci e pizzicotti agli avversari. Mostra grande sicurezza nei propri mezzi tant’è che durante un allenamento, dopo un aborto di “scavetto” a firma Luca Poggy Petrucci, pare abbia detto qualcosa tipo “Sì, vabbè, Pogge’, ti sei levato lo sfizio, però mo scansati che ci sta chi deve segna’

Aureliano Petrucci 4 +

Più che a una partita di futsal sembra sia stato invitato sul set del remake di Phenomena nel ruolo della protagonista affetta da sonnambulismo. Davanti alla porta avversaria si pietrifica tanto che dalla tribuna qualcuno pensa a una possibile imitazione del soldato di piazza Umberto I. Dalla curva si leva un grido “Ciuffy!!! Facci vede’ come fai il monumento di Salvo D’Acquisto!” ma niente da fare. Il bomber si sveglia soltanto a 3 minuti dalla fine quando, a porta sguarnita, prova il colpo del giorno con un tiro dalla sua metà campo. La sfera lambisce il palo e rotola sul fondo. Non era davvero giornata.

Gianmarco Cichelli SV

Passano i giocatori, cambiano i mister, ma il vice allenatore è sempre e soltanto lui. Dal Gasp a D’Arp, Cico – il Mauro Tassotti della Sangiovannese – resta inamovibile in sella alla panchina. Ormai responsabilizzato dalla carica sembra aver perso quella spiccata attitudine per la rissa che l’aveva contraddistinto nel passato recente. E’ spettatore disinteressato del parapiglia che si scatena nel 2° tempo e trascorre l’intera gara attanagliato da un unico grande dubbio “ma per l’amatriciana ci vuole la pancetta o il guanciale? dicono il guanciale, ma secondo me…

Giorgio Tori 5.5

Sul finire del secondo tempo ha sui piedi la ghiottissima occasione per chiudere definitivamente la partita, ma da posizione favorevole scaglia una sassata che supera nell’ordine: la traversa, la rete di recinzione, il bivio di San Cataldo, la troposfera, la stratosfera, la mesosfera e pure la termosfera. Come a dire “carissimo Felix Baumgartner, non sei nessuno!!!“. Decisamente meglio in fase di contenimento e di contrasto dove mostra le qualità migliori: aggressività, grinta e spirito di sacrificio.

Mattia Tedeschi 5 +

Tutti con la critica facile, sempre pronti a puntare il dito. “E questi che si protestano? Ma perchè vitto e alloggio non li bastano? E’ uno scandalo!!!”  Ecco io, per il bene della Sangiovannese, sarei per aumentargli la diaria. Se non altro perchè vedere uno dei migliori elementi del roster esprimersi al 30% è un vero peccato.

Raffaele 5.5

L’oggetto misterioso della campagna acquisti estiva. Talmente misterioso che i compagni di squadra non ne conoscono il cognome e dunque in questa rubrica (almeno per il momento) sarà semplicemente “Raffaelle”. Dicono sia arrivato per raccogliere l’eredita di Franco Folcarelli, insomma roba da far tremare i polsi, ma nel vederlo giocare rivela dinamismo e intraprendenza. E’ già qualcosa, tra i tifosi difatti c’era non poca preoccupazione! Tuttavia appare un po’ avulso dalla manovra, probabilmente avrà bisogno di familiarizzare con gli schemi tattici del D’Arp e soprattutto con la squadra. (vedi premessa).

Potenzialmente il nuovo Davide Zuccherotto

Luca Corsetti SV

Il destino di ogni vice-D’Arpino purtroppo è segnato in partenza: molto freddo, tanta noia e piaghe da decubito in panchina. Per maggiori info chiedere a Zuccherotto. Se consideriamo il fatto che D’Arpino ricopre anche la carica di mister, ecco che le possibilità di scendere il campo sono ridotte al lumicino. Sarà il nervosimo per i 60 minuti trascorsi in panchina, sarà  forse quel leggero languorino delle 17:00, ma a fine partita si mangia la pettorina.

Daniel Ricci 3 (MSC)

Visibilmente provato da 7 viaggi interprovinciali Isoletta-Roma (A/R) in una sola settimana, l’ex capitano si accomoda mestamente in tribuna. Sarà forse colpa del jet lag, ma quando l’arbitro dà il fischio d’inizio Ricci si sveglia, si porta le mani in tasca e un attimo dopo urla terrorizzato “Capostazio’ aspetta ‘n attimo che mi so scordato di timbra’ il bigliettoooooo!!!“. Come scrisse quel celebre poeta “Il BIRG è soltanto un apostrofo rosa tra le parole Roma e Termini”

I Gol e gli Highlights del match

“La D di Domodossola” (cit. Matteo Renzi)
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Il saltimbanco

un Commento

  1. loscemodelvillaggio
    loscemodelvillaggio

    Bello e divertente come al solito!
    L’unico difettuccio è il mal di testa dopo aver visto l’ampia sintesi a causa dei repentini capovolgimenti di fronte con relativi sfarfallii della macchina da presa.Ci vorrebbe una telecamera dall’alto,ma in fatto di pagelle niente da invidiare a quei raccomandati di studio sport.

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