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La libreria del Villaggio : Il punto e a capo.

 

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Premessa : Il libro di cui sto per parlare per diversi versi sembra essere una specie di “manuale del fondamentalismo grillino”. Ma siccome questo romanzo va ben oltre la politica ed è molto più profondo, pur essendo di una semplicità disarmante, ho preferito non intitolare questo pezzo in quel modo. Anche perché ciò che i grillini sono capaci di fare deve essere ancora dimostrato.

 

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Se un giorno finisse il petrolio, il carbone, tutte quelle risorse che usiamo per sviluppare e far progredire questa società, distruggendo al contempo il pianeta, cosa accadrebbe?

Come si comporterebbero le banche, i creditori, le caste, i potenti di questo mondo se non avessero più nessuna mannaia da impugnare dalla parte del manico? Se non ci fosse più nulla da spremere ai danni delle classi medio-basse?

Se ci trovassimo al cospetto di una crisi globale che andasse a decimare le materie prime, saremmo capaci di renderci conto che siamo sempre più circondati dal superfluo e sempre meno provvisti del necessario?

Se si interrompesse la catena alimentare saremmo capaci di rimboccarci le maniche e usare la mani?

 

Tutti questi “se”, meno remoti di quel che si spererebbe, sono racchiusi e analizzati nella favola apocalittica “La fine del mondo storto” di Mauro Corona.

Nato a Baselga di Piné nel 1950 Mauro è scrittore alpinista e scultore, molto legato alla natura come stanno a dimostrare anche tutte le altre sue opere tra cui : “Le voci del bosco”, “Gocce di resina”, “Come sasso nella corrente”, ”Finché il cuculo canta”.

 

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Mauro Corona

Il romanzo sembra avere un impronta molto fantasiosa ma non si discosta da quella che potrebbe essere la vera evoluzione della nostra società malata di consumismo.

L’inizio del libro è caratterizzato dall’improvvisa fine di quelle risorse che fanno camminare la macchina industriale. E’ subito panico allo stato puro, smarrimento e sentore di morte. La stagione fredda incombe e già si sentono i morsi della fame.

Chi è rimasto in campagna a coltivare e produrre beni di prima necessità? Praticamente nessuno, il “progresso” ha portato tutte le braccia a vestirsi di giacca e cravatta e a vivere lontano dalla terra da seminare. Ad inseguire carriere e modelli artificiali.

 

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Con queste premesse il romanzo da inizio a quella che può sembrare una fiaba, per lo stile e gli eventi verosimili. Ma una fiaba del genere, converrete, non può contenere un lieto fine scontato. Anzi, forse per un lieto fine in questo caso non c’è posto. Molto, se non tutto, dipenderà dall’uomo, dalle sue reazioni, dalle sue capacità, se riuscirà a ricordare e ad accettare il fatto che non è altro che un essere creato per vivere in simbiosi con la natura, ne è parte integrante, è da lì che è partito e non potrà mai distaccarsi da essa, bensì ne resterà per sempre dipendente. Ogni sua azione comporta una reazione naturale.

 

Mauro Corona oltre a lanciare un allarme che deve far riflettere, ci offre un interessantissimo spunto prevedendo il comportamento degli uomini provenienti da diverse classi sociali. Cerca di immaginare cosa faranno e quali compromessi gli uni proporranno agli altri.

In una situazione sempre più drammatica in cui si arriva a bruciare crocefissi e statue sacre pur di combattere il freddo, ci sarà comunque chi non accetterà di dover rinunciare alle sue ricchezze e di dover vivere in miseria.Costui suo malgrado sarà costretto a barattare la sua un’inutile moneta per  quel pezzo di pane secco e duro come un sampietrino, che in altri tempi avrebbe buttato via.

 

Temi forti e molto interessanti, ma di facile lettura e a buon prezzo.

A tratti è un po’ ripetitivo, evidentemente Corona ci tiene a far passare il concetto che dipendiamo dalle più piccole e semplici cose, ed è a quelle che dovremmo dedicarci in  modo assiduo.

 

Mi raccomando di non confondere MAURO Corona con l’altro e ben più noto omonimo.

Il fatto che non sia Mauro quello famoso dimostra in modo evidente quanto la nostra società sia già andata irrimediabilmente allo scatafascio.

 

La libreria del Villaggio : Il punto e a capo.
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2 Commenti

  1. “Se un giorno finisse il petrolio, il carbone, tutte quelle risorse che usiamo per sviluppare e far progredire questa società, distruggendo al contempo il pianeta, cosa accadrebbe?”

    Bella domanda!!!

  2. loscemodelvillaggio
    loscemodelvillaggio

    Nel libro è abbozzato ciò che potrebbe accadere.Per questo è interessante leggerlo 😉

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