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Gallinaro: scismi dell’anima e vie illusorie per la trascendenza

gallinaroGallinaro, piccolo paese della Val di Comino con poco più di 1000 anime, è da anni meta di pellegrinaggi, luogo simbolico in cui sacro e profano si intrecciano fino a confondersi. Qui, forse più che altrove, il lato materiale della spiritualità e quello spirituale della materialità hanno trovato espressione e compimento.
A Gallinaro c’è un giorno preciso in cui qualcosa di questo accade ma c’è anche un tempo che dura da anni in cui l’altra parte continua a rappresentare un fenomeno presente e inquietante.
Il 13 Agosto migliaia di persone visitano le stradine del centro storico, in una famosa festa dedicata al dio Bacco. La “Sagra del Cabernet e dei vini locali”, ogni anno, richiama giovani e adulti dei paesi limitrofi e non solo. E’ un giorno di festa ed allegria.
Ma il paese è meta continua anche di un altro tipo di pellegrinaggio dagli aspetti e contorni poco chiari.
Nella primavera del 1947, la piccola Giuseppina Norcia, sostenne di aver visto Gesù Bambino scendere dal cielo. bambinello-giuseppina-680x365_cL’apparizione si sarebbe verificata a due giorni dalla Prima Comunione della ragazza. Da quel momento, Giuseppina divenne per tutti  la Veggente di Gallinaro. Nel 1975 nel luogo esatto dell’ipotetica visione venne costruita una piccola cappella che iniziò ad essere meta, ogni anno sempre più frequentata, dei fedeli dei territori limitrofi e non solo.
Ma qui inizia un’altra storia, o forse, la stessa storia si complica, affiancando nuove (o antichissime) vie al naturale bisogno di trascendenza.
Negli anni, per volontà di Samuele, genero di Giuseppina, autoproclamatosi “erede spirituale della Veggente”, si è sviluppato un gruppo, “Bambino Gesù di Gallinaro”, che ha dato vita alla Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme.

LA SCOMUNICA E LE INDAGINI
Alcune settimane fa, Papa Francesco ha scomunicato i fedeli della Nuova Gerusalemme poiché la posizione dottrinale di tale gruppo è “dichiaratamente contraria alla fede cattolica in quanto obbliga a non frequentare i sacramenti, a disapprovare gli insegnamenti e la stessa autorità del Papa, a non avere relazioni con i sacerdoti e le rispettive comunità parrocchiali, a trasgredire la disciplina ecclesiastica”.

Quasi contemporaneamente la Procura di Cassino ha iscritto nel registro degli indagati 5 persone ipotizzando il reato di riciclaggio relativo ai flussi di denaro che avrebbero interessato il movimento religioso.
Nei prossimi mesi se ne saprà di più sull’aspetto giudiziario e si accerteranno eventuali responsabilità.
Ad oggi, partendo da quanto è accaduto e sta accadendo a Gallinaro, è possibile fare una riflessione di carattere più generale.

IL MANIPOLATORE
Il termine “setta”, dal latino “sector”, originariamente indicava l’insieme dei seguaci di un maestro di vita o di una certa scuola di pensiero. Successivamente prevalse l’etimologia che lo riconduceva al verbo “secare” (tagliare, staccare), e quindi iniziò ad essere utilizzato con una valenza sostanzialmente negativa per indicare le congreghe distaccatesi da una chiesa madre.
Oggi è considerata setta, un gruppo di individui che si riuniscono intorno ad una ideologia, una fede e/o un leader. Essa diventa pericolosa quando utilizza tecniche di manipolazione e di coercizione per assicurarsi l’affiliazione degli adepti.
La manipolazione mentale è violenza psicologica! Un soggetto (il manipolatore) cerca di instillare una falsa credenza o falsi ricordi in un’altra persona (la vittima), per trarne vantaggi personali. Al riguardo si parla anche di “Effetto Gaslight”, espressione ripresa da un film del 1944 di George Cukor – Gaslight – interpretato tra gli altri da Ingrid Bergman e Charles Boyer. La pellicola narra le vicende di un marito intento a rendere la moglie titubante delle proprie capacità mentali.
Il manipolatore usa la menzogna per distorcere la realtà. Spesso parte da una situazione o un fatto reale, la riempie di particolari falsi in modo da stravolgerne completamente il senso: la vittima ne risulterà inizialmente disorientata e alla fine tenderà a credere alle menzogne ascoltate.
La manipolazione mentale può arrivare a forme di controllo totalizzanti che nelle sette possono significare: controllo del comportamento (in famiglia, sul lavoro, hobby e passioni, sul modo di vestire, sul cibo, sulle abitudini), controllo del pensiero (indottrinamento), controllo delle emozioni (giocando sul senso di colpa e paura della vittima), controllo dell’informazione.
Falsificazione dei fatti, distorsione e occultamento delle informazioni sono modalità d’azione tipiche del manipolatore che ha sempre uno scopo principale: ottenere qualche vantaggio personale.

TESTIMONIANZE
Tornando alla vicenda di Gallinaro, sul web sono apparse delle testimonianze piuttosto chiare che se confermate spazzerebbero via più di qualche dubbio intorno a questa storia.

Mia nonna  non è sempre stata una religiosa praticante ma è cresciuta in un’epoca in cui ha ricevuto un’educazione che l’ha portata a crescere rispettando ciò che il nostro credo ci ha sempre insegnato. Quando io avevo circa 4/5 anni ha cominciato a frequentare la cappellina di Gallinaro sempre più frequentemente. È aumentato anche il tempo che passava a pregare da sola e in chiesa.
[…] gradualmente, da quando è stato questo Samuele a prendere le redini, mia nonna è passata dal sentire due messe al giorno a non farsi più nemmeno il segno della croce quando passa davanti a un luogo sacro. Le è stato proibito di partecipare alle funzioni, rinunciando così ad assistere a noi nipoti che riceviamo il sacramento della prima comunione e della cresima, di festeggiare la celebrazione del matrimonio o di manifestare il lutto. Passa intere giornate a fissare il sole dicendo di vedere in esso la manifestazione del nostro (oserei dire del loro) Signore, lamentandosi anche di essere disturbata se le viene chiesto aiuto di qualsiasi genere. È arrivata a rinunciare a passare il tempo con la figlia ricoverata in ospedale per non perdere l’incontro domenicale con il resto del gruppo.
Ma la cosa che ci suscita rabbia quella che ci dimostra che mia nonna è quasi come se fosse affetta da una malattia, è che è così convinta del fatto che la fine è vicina. Da circa 7 anni si è costruita una specie di bunker in casa, dove accumula provviste a lunga scadenza. A detta sua, però, non per se stessa, perché lei ha il suo posto assicurato sull’arca che stanno costruendo insieme alla Casa Serena a Gallinaro. Tutto questo lo sta facendo per noi peccatori che non possiamo capire il mistero che preannuncia l’Apocalisse.
Intanto però lei non compra nemmeno più il pane, perché chissà che fine faranno i soldi che piano piano sta mettendo da parte…

http://www.ciociariaoggi.it/news/news/20948/gallinaro-bambino-gesu-testimonianza-choc-ragazza-23-anni-nonna-costruisce-un-bunker.html

https://settagallinaro.wordpress.com (qui è possibile farsi un’idea più precisa su tutta la vicenda. Consiglio di leggere i commenti sotto gli articoli, alcuni sono davvero significativi).

LE VITTIME
Perché ci si lascia irretire in fenomeni del genere?
Una prospettiva interessante giunge dallo studio della personalità della vittima e dalle sue connessioni in ambito relazionale e sociale.
Il soggetto manipolato è spesso caratterizzato da un fortissimo bisogno di approvazione. Tutti noi abbiamo il bisogno di sentirci unici e preziosi, il bisogno di appartenere a qualcosa di bello e speciale. In alcuni però, tali bisogni possono essere soddisfatti solo negli occhi degli altri, ancora meglio e prima se l’altro è considerato affascinante e carismatico. Le persone tendenti a diventare vittime dei manipolatori sono solitamente soggetti con spiccata sensibilità, empatici, vicini ai bisogni degli altri, attenti a dare un’immagine di sé sempre positiva, idealizzanti ma emotivamente fragili e insicuri, timorosi della solitudine e spaventati dall’abbandono. Caratteristiche che le rendono vulnerabili, ingenue, condizionabili fino nell’intimo. Da qui, il rischio di essere posseduti (nel senso più ampio del termine) da persone, organizzazioni, istituzioni, ideologie che in cambio forniscono un sentimento di appartenenza che rassicura e fa sentire protetta la vittima.
Ecco allora che l’incontro settimanale con il resto della setta diventa un momento irrinunciabile non tanto per un irrefrenabile bisogno di trascendenza, quanto piuttosto  per quello che esso rappresenta: lo sviluppo di una rete di intense relazioni personali, che danno una collocazione, un’attenzione e un senso al soggetto all’interno di rapporti significativi. Da questo punto di vista convertire, più che vendere idee, assume il senso di formare legami. E infatti le due leve emotive su cui i manipolatori tendono ad agire sono proprio la paura dell’abbandono e il senso di colpa che portano gli adepti all’accondiscendenza, alla sottomissione, al compimento di azioni altrimenti incomprensibili.
Dunque, più una personalità trova stabilità e sicurezza al proprio interno, tanto più è aperta ad un autentico bisogno di trascendenza; più un soggetto ha fragilità, carenze interiori e un equilibrio precario, tanto più la trascendenza sarà la via illusoria che conduce con facilità verso pericolose forme di appartenenza fusionale a persone, gruppi o organizzazioni deleterie e distruttive.cc5eace8-7bc4-43a0-ac7a-2415f4c581b1_large

Riferimenti bibliografici
“Vittime di crimini violenti”, a cura di A. M. Casale, P. De Pasquali, M. S. Lembo, Maggioli, 2014;
“I culti distruttivi e la manipolazione mentale”, Patrizia Santovecchi, Ed. Dehoniane Bologna, 2004;
“Avventure e sventure del narcisismo.  Volti, maschere e specchi nel dramma umano”, Roberto Filippini, Ed. Laterza, Bari 2006.

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Mirco Zurlo
"Quando non si conosce la verità di una cosa, è bene che vi sia un errore comune che fissi la mente degli uomini. La malattia principale dell'uomo è la malattia inquieta delle cose che non può conoscere; e per lui è minor male essere nell'errore che in quella curiosità inutile".

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