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L’Assurda Bellezza delle Cose – Parte Prima

La bellezza che permea lo spazio che ci circonda esiste soltanto nel momento in cui noi iniziamo a percepirla. Senza la giusta attenzione, senza la sensibilità della nostra coscienza, essa  resta un mero palcoscenico all’interno del quale si susseguono le stagioni della nostra esistenza.

Un panorama, un tramonto, un cielo stellato, sono propriò lì davanti ai nostri occhi, eppure noi non riusciamo a vederli, non riusciamo a sentirli.

La maggior parte delle volte lo stile di vita frenetico impedisce di cogliere gli aspetti particolari che riempiono il teatro della realtà. Corriamo talmente tanto che diviene impossibile fermarsi un secondo e meravigliarsi di fronte ad uno spettacolo della natura o ad una scena semplice ma intensa.

Panta rei … e noi non riusciamo quasi mai a carpire i fotogrammi banali ma al contempo carichi di significato che si susseguono.

Spesso il peccato in questione è figlio anche di quell’indifferenza tipica dei nostri tempi, che ci rende peggiori ed insensibili. E’ come se fossimo tutti assuefatti e non riuscissimo ad apprezzare le semplici cose che pervadono la nostra quotidianità. Immagini ed odori sono stati banalizzati e stereotipati, ignari del fatto che essi arricchiscono lo spettro del nostro animo.

Dunque osservare e non solo guardare ciò che ci circonda. E parlo di un’osservazione pura, quella ad esempio tipica dei bambini, intesa come la capacità  non di lanciare una rapida occhiata fine a se stessa, ma di fare proprio ciò che si scruta, senza lasciarlo sfuggire. Senza questa sensibilità, senza questo livello percettivo delle cose, non risuciremo mai a sviluppare una coscienza volta all’amore ed alla tutela delle stesse.

In tale scenario, l’arte della fotografia si erge a baluardo della pura osservazione, permettendo di incastonare nel tempo le sensazioni racchiuse dentro uno scorcio di spazio.

La redazione dell’Indifferenziato ha cercato di adottare tale approccio e la galleria di immagini di seguito proposta è il prodotto di questo piccolo esperimento, rivolto essenzialmente al contesto che San Giovanni ci offre, senza andar troppo lontano, semplicemente “guardandosi intorno

 

Foto realizzate da Martina Mollo, Mauro Stracqualursi, Matteo D’Anella, Marta Piccirilli.

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PiccolaIena

2 Commenti

  1. loscemodelvillaggio
    loscemodelvillaggio

    Nell’ambiante che ci circonda è giusto notare anche l’opera dell’uomo.Sto parlando di quelle cose che l’uomo fa per vivere bene e in armonia col ‘suo’ paesaggio.Prendendo spunto dalle foto;un ballone di fieno solitario in un campo,l’allineamento perfetto di alberi che costeggiano un fiume,un sentiero che si insinua in un bosco,lo scorcio dall’alto di una cittadina fatta di case una attaccata all’altra.
    Mi chiedo come sarebbe il nostro territorio senza quelle case…Forse sarebbe meno affascinante senza la presenza dell’uomo.
    Senza nemmeno un boccale di birra gelata su un tavolino all’aperto,in un rovente pomeriggio d’agosto.

  2. White Riot

    fotografie meravigliose. A me poi le balle di fieno m fann mpazzì…

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