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L’Expo di Dubai che offusca Milano 2015

Il 2015 è alle porte e Milano si prepara al grande evento: l’Expo.

Anni e anni di lavori, numerose controversie sugli appalti e sui finanziamenti da destinare imprese interessate in altrettanti progetti ancora in corso d’opera. Il confronto con Dubai, sede dell’Expo previsto per il 2020 pare inevitabile, e sebbene il nastro non sia stato ancora tagliato il bilancio provvisorio sembra avere già un vincitore.
Milano infatti, con i suoi 14 miliardi di euro di investimenti è un cantiere ancora aperto. Gli sforzi profusi per le grandi opere, come l’intera edificazione dei nuovi complessi in zona Garibaldi hanno già dato i loro frutti, ma dei tanti progetti millantati nel corso degli anni, una parte di questi fatica a prender vita.
Delle due linee metropolitane previste soltanto una è stata inaugurata, e solamente per un piccolo tratto, ovvero la linea “lilla” M5, che attualmente collega Bignami con la stazione Garibaldi. La M4 sembra ancora oggi solamente un miraggio, mentre la riapertura delle vie d’acqua milanesi è allo stato attuale delle cose ancora ben lontana dal traguardo prefissato. Un confronto impari con Dubai, se si pensa innanzitutto alla mole di denro investito – si parla di circa 45 miliardi di euro – e soprattutto per il fatto che la città degli Emirati si trova di gran lunga più avanti di Milano nella preparazione all’evento.
Certo, il mercato immobiliare di Dubai è in auge già da qualche tempo, e non solo grazie all’Expo ma soprattutto per merito del turismo, unitamente ai progetti futuristici già presenti in città, come la torre rotante o il Mall of the World. Una metropoli in espansione che secondo le stime, solamente nell’anno prossimo, dovrebbe potenziarsi con quasi cinquantamila nuove unità abitative. Un terreno fertile per gli investitori, se si pensa che il prezzo al metro quadro si aggira attorno ai due-tremila euro, con picchi di sei nelle zone più ricercate.
Investire all’estero sta diventando un’ottima occasione per chi possiede dei capitali, ma anche per i piccoli risparmiatori o per chi, ad esempio, ha intenzione di aprirsi un mutuo. Quest’ultima soluzione – una strada battuta già negli anni ’80, quando i tassi di interesse erano relativamente bassi rispetto a quelli attuali – fa leva sulla differenza dei tassi di interesse disponibili. Giusto per fare un esempio, nella “zona Euro” il tasso di riferimento è l’Euribor, fissato attorno all’1.5%, mentre in paesi differenti si fa capo al Libor, che si attesta sullo 0.50%.
Accedere ad un mutuo estero in valuta straniera è oggigiorno meno complicato rispetto al passato, anche grazie alle possibilità offerte dalla rete, grazie alla quale è possibile aprire un mutuo online come questo comodamente da casa.
Ad ogni modo i tassi di cambio potrebbero sempre influire negativamente in questo tipo di operazioni, per questo motivo accade spesso che l’investitore apra un conto nel paese straniero in cui ha sede l’azienda per cui lavora, in modo da ricevere il proprio stipendio nella valuta estera ed evitare eventuali rincari imposti dal tasso di cambio. Ovviamente questa soluzione è sconsigliata alle normali famiglie che operano in Italia o con aziende locali, in quanto le variazioni sui tassi di cambio potrebbero incidere in misura consistente, incrementando la spesa invece di ridurla.

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