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[…] e poi ti svegli tutta sudata.

Fa freddo a Milano,pensai.. e maledissi Rossella che mi aveva aiutato a scivolare verso quell’inutile follia. Meglio non pensarci. Sono arrivata fin qui, ormai vado fino in fondo . Più tardi la chiamo però, e le dico che è stata decisamente una pessima idea la sua, tanto per farla sentire un po’ in colpa! Mi guardo intorno, e tento di aguzzare la vista in cerca di un taxi. Oddio ! e la via? Mannaggia a mamma che ha buttato quel vecchio pacchetto di Marlboro Lights. LORENTEGGIO!

Galoppo verso quei cavalli bianchi a quattro ruote prima di perdere anche l’ultimo briciolo di sensibilità a causa del freddo, e via!

 

‘ Ecco, si accosti lì grazie, sono arrivata!’ . Pago il mio cocchiere e faccio un respiro profondo. Una scarica di adrenalina mi pervade il corpo. Trovo con facilità il citofono, tra le miriadi di cognomi presenti è come se il mio occhio sapesse dove guardare. Suono . apri,apri,apri… Apre! “ chi è? “ . “ Ciao tipo interessante! Sono io..Passavo di qui e pensavo avessi voglia di un bicchiere di Chianti”. Silenzio.. cazzo! Lo sapevo che non sarei dovuta venire.. maledizione! Porca miseria!”.. “ 5 piano, Sali!” . E io salgo, di corsa! Lo vedo, e i lineamenti del suo viso sono così come me li ricordo. Decisi, indiscussi. Sorrido . Poi sento arrivare una voce femminile, accompagnata da una gentile e delicata cadenza partenopea. Merda! È lei, è tornata. Merda,merda,merda, che stupida che sono. L’imbarazzo ci investe, non una parola. Anche lo sguardo è difficile da sostenere. Con un sorriso forzato gli regalo quella bottiglia di buon rosso che avevo pensato per Noi, me e lui certo. Nei miei piani non c’era spazio anche per una lei, figuriamoci! Gli auguro una buona serata, assaporando il letale gusto della sconfitta. Mi tuffo nella notte milanese, verso la stazione. Prego di trovare qualche treno prima di domani mattina. Lo spero..con tutta me stessa. Ho bisogno di Roma, ho bisogno di casa…. Era stato così lungo il tragitto in taxi all’andata? Cavoli, non me lo ricord.. zZzz.

Un rumore assordante, sto perdendo il treno!

Mi sveglio di scatto! Niente stazione, niente Milano. Il mio letto, quell’orribile sveglia che continua a suonare. In soggiorno, ancora i resti di una cena chiassosa e troppo esuberante.

Una bottiglia di Chianti è vuota, insieme ai bicchieri che l’hanno accolto qualche ora prima.

In vino veritas, dicono. Et in somnium edit!

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George Eliot

3 Commenti

  1. Il Satanico

    Bellissimo racconto… 😀 Brava!

  2. Mauro Stracqualursi

    Brava! Molto piacevole. 🙂

  3. George Eliot

    grazie! apprezzatissimi!

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