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Giù le mani dalla Costituzione!

L’attenzione degli italiani verso certi argomenti( cultura, politica, legalità) è generalmente poca durante tutto l’anno, figuararsi in questo periodo. L’anno scorso in punta di piedi, velocemente e senza fare rumore il Parlamento decise bene di approvare una legge importante come quella dell’ inserimento nella Carta del pareggio di bilancio in questo periodo. Così,al ritorno dalle vacanze, tutti si  ritrovarono questa bella  sorpresina. Siccome il meccanismo ha funzionato perchè non replicare? Le menti diaboliche al potere hanno pensato bene di provarci addirittura con la Costituzione. Come se fosse una legge qualsiasi e di poca importanza.Come se si potesse cambiare la Carta Fondamentale del nostro Stato in dieci minuti. Le lobby e le cricche dimenticano una cosa fondamentale: La Costituzione appartiene prima di tutto ai Cittadini. Il nostro dettato costituzionale merita rispetto, come meritano rispetto ed onore tutte le persone che hanno perso la vita per crearla e difenderla.

Ho l’impressione che siamo al bivio fondamentale e questa volta non possiamo assolutamente sbagliare: o ci rendiamo conto i nostri diritti  e l’architettura stessa dello Stato sono in pericolo, oppure la Costituzione scritta dai nostri Padri sarà rivoluzionata in tempi brevi dai Berlusconi (copie e/o originale) da D’Alema (copie e/o originali). Il disegno del venarabile, Licio Gelli, sta finalmente per compiersi?

Il copione del  film d’altronde è sempre lo stesso, ormai dovremmo esserci abituati, ci dicono divertitevi, pensate a godervi la vita, delegate noi per le cose che riguardano la cosa pubblica. Non vi sforzate, non vi arrabbiate, la vita è cosi densa di impegni: votateci e poi fregatevene. Andate in vacanza, bevete Campari il resto non vi interessa, è superfluo.Reiterando questo passaggio all’infinito siamo giunti fino a questo bivio e le premesse non sono certamente floride.

In seguito l’appello di Micromega.

 

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L’APPELLO DI MICROMEGA

E’ in atto una pericolosa manomissione della Costituzione:

Il disegno di legge costituzionale 813 prevede nuove modalità di modifica costituzionale, in deroga all’art.138 della Costituzione, imponendo i modi, le forme e i tempi del dibattito parlamentare e ponendo di fatto il parlamento sotto ricatto e la Costituzione sotto scacco.

All’art. 2 si parla di modifica della forma di Stato e di Governo: per affermare il mito del presidenzialismo e concentrare ulteriormente il potere, invece di diffonderlo.

Si affidano compiti non chiari a Commissioni/Comitati senza che la pubblica opinione venga messa in condizioni di conoscere e discutere le proposte. Si blandisce l’opinione pubblica con la proposta di una consultazione telematica: è un’altra forzatura! La Costituzione non si cambia con la logica del sondaggio di gradimento.

Ciò che emerge con chiarezza sono la fretta e l’improvvisazione, ma le modifiche costituzionali non possono essere piegate alle necessità politiche contingenti di uno spurio Governo di larghe intese

Non viene affrontato il tema cruciale di una nuova legge elettorale, l’unica riforma davvero urgente e necessaria, che sia rispettosa della dignità dei cittadini elettori, privati da troppi anni della possibilità di veder rappresentate le proprie posizioni e soprattutto di intervenire nella scelta dei propri rappresentanti.

Chiediamo a tutte/i le/i parlamentari di opporsi pubblicamente a scelte che snaturano l’assetto previsto dalla nostra Carta sulla quale hanno giurato fedeltà, rigettando una legge grimaldello che fa saltare le garanzie e le regole che la Costituzione stessa ha eretto a sua difesa, e che finché sono in vigore vanno applicate.

Ricordiamo a tutte le istituzioni il loro ruolo di poteri costituiti e la necessità che il loro operato si svolga nelle forme e nei limiti della Costituzione e al Presidente della Repubblica il suo ruolo super partes di garante di questa Costituzione.

 

Giù le mani dalla Costituzione!
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Umberto Zimarri
..Io, giullare da niente, ma indignato, anch'io qui canto con parola sfinita, con un ruggito che diventa belato, ma a te dedico queste parole da poco che sottendono solo un vizio antico sperando però che tu non le prenda come un gioco, tu, ipocrita uditore, mio simile... mio amico...

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