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La Sentenza della Corte di Cassazione sullo “stupro di gruppo”

E’ sempre molto difficile spiegare ai non addetti ai lavori una materia, quella del diritto, piena di tecnicismi. Del resto, chi non ricorda la superba scena de “I Promessi Sposi” in cui Renzo si reca da Azzecca-garbugli? Cercherò quindi di spiegare una sentenza della Cassazione che in questi giorni ha fatto molto discutere, quella sullo “stupro di gruppo”, sperando di fare un favore a chi non è del settore e scusandomi con chi, invece, è del settore, per le estreme semplificazioni e per il gergo poco tecnico.
Dunque: in giro per la rete, specie su quell’infinito contenitore di bufale che è Facebook, si trovano miriadi di link dedicati a questa sentenza (per la cronaca, la n. 4377/12): “Niente carcere per gli stupratori”, “Pene diverse dal carcere per gli stupratori”, “Chi stupra in branco non va in carcere”, fino ad arrivare al delirante “Sentenza: se stupri in branco ti tocca una vacanza premio!”, sono alcuni dei titoli più frequenti. Per non parlare di quelli che augurano ai Giudici della Cassazione di avere una figlia stuprata: in pratica, per difendere la dignità femminile, augurano ad una donna innocente di essere stuprata per colpe altrui. Un ragionamento molto arguto. Ma come stanno davvero le cose?
Cerchiamo di dare un ordine al discorso e partiamo da una legge, detta “decreto-Maroni” o “Carfagna-Maroni”, la legge 23 aprile 2009, n. 38. Questa legge ha sancito che per alcuni reati, tra cui la violenza sessuale commessa da un singolo (art. 609bis del c.p.) o da più persone (art. 609octies c.p.), l’unica misura cautelare che il Giudice può disporre è la custodia in carcere. Attenzione: si parla di una misura cautelare, non della pena: mentre quest’ultima serve a punire un reato accertato da una sentenza, reprimere il crimine e dissuadere tutti dal commettere altri reati, la misura cautelare serve a salvaguardare il corretto svolgimento delle indagini o di un processo penale, prima della sua conclusione e addirittura prima che ci sia una sentenza.
La Costituzione (art. 27) prevede infatti la presunzione di innocenza fino a quando non ci sia una sentenza definitiva, ma può accadere che sia necessario mandare in carcere un presunto innocente, purché vi siano gravi indizi e sussista almeno una delle famose “esigenze cautelari” che ormai conosce anche la vecchina sotto casa: reiterazione del reato, inquinamento delle prove, pericolo di fuga.
Proprio per questo si dice che la custodia cautelare è l’extrema ratio: tra le misure cautelari, essa è la più grave e, proprio perché disposta prima che un soggetto sia riconosciuto colpevole, può essere applicata “soltanto quando ogni altra misura risulti inadeguata” (art. 275 del codice di procedura penale).
Avrete già capito che chi ha parlato di pene diverse dal carcere per gli stupratori non ha capito proprio nulla, per cui dovrebbe chiedere scusa e ritirarsi a vita privata, dato che sulle pene non cambia proprio un bel niente. Ma andiamo avanti.
Quando un Pubblico Ministero chiede la custodia cautelare, un Giudice deve valutare quale interesse prevale: quello di mandare in carcere un presunto innocente per tutelare le indagini, o quello di sacrificare un po’ le indagini per non comprimere la libertà individuale. E’ un giudizio, immaginerete, molto complicato. Nei processi per stupro, poi, la scelta è ancora più dura perché spesso la presunta vittima accusa una persona su cui gravano delle testimonianze, ma nessuna prova che le conferma (anzi, a volte – per es. con la prova scientifica – accade il contrario).
Ebbene: la Corte Costituzionale, nella sentenza n. 265/2010, era intervenuta su quanto disposto dalla legge Maroni-Carfagna a proposito del reato di stupro (non di gruppo, ma commesso da un singolo). La Corte aveva stabilito che il Giudice non può essere obbligato a disporre la custodia cautelare per gli indiziati di stupro, ma che invece dev’essere libero di determinare la misura cautelare in base all’effettivo “carico” di indizi e alle esigenze del caso concreto. Anche all’epoca di quella sentenza ci furono polemiche ma, invece di indignarci subito, ragioniamo un attimo. Quella legge, infatti, lasciava al giudice una scelta troppo radicale: o il carcere o la libertà assoluta. Ma è evidente che questo può rappresentare un pericolo tanto per la vittima quanto per l’indagato: se gli indizi non sono gravi, ma comunque rilevanti, il Giudice correrebbe un duplice rischio: “arrotondando per eccesso”, manderebbe in carcere una persona innocente e non fortemente indiziata; “arrotondando per difetto”, lascerebbe comunque a spasso un soggetto colpito da una serie di indizi.
Ecco perché, prima della legge Maroni-Carfagna, al Giudice era lasciata la libertà di optare anche per altre misure cautelari, meno drastiche ma soprattutto meglio commisurate al caso concreto: arresti domiciliari, divieto di dimora in un particolare luogo etc. Ed ecco perché l’art. 275 c. p. p., che ho citato prima, stabilisce non solo che la carcerazione preventiva dev’essere l’extrema ratio, ma anche che ogni misura cautelare scelta dal Giudice dev’essere proporzionata al fatto e alla potenziale sanzione: due princìpi che, di fatto, la legge Maroni-Carfagna neutralizzava.
Insomma, si può facilmente intuire il pericolo che si correva con questa legge: prima di essa, un soggetto indagato per stupro e colpito da una serie di indizi non gravi poteva almeno essere messo agli arresti domiciliari, obbligato a tenersi lontano dalla presunta vittima etc.: con la nuova legge, doveva essere semplicemente messo in libertà perché gli indizi non erano tali da giustificare il carcere e il Giudice non aveva altre alternative. Si rischiava davvero di lasciare libero un presunto stupratore, o al contrario di incarcerare un probabile innocente. E qui arriviamo alla sentenza di questi giorni.
La Cassazione, nella famigerata sentenza 4377/12, ha semplicemente esteso il principio della Corte Costituzionale anche al caso di stupro di gruppo, stabilendo che il Tribunale del Riesame, cioè il tribunale a cui si rivolge un soggetto per chiedere appunto il “riesame” di una misura cautelare, deve procedere di nuovo alla valutazione dei parametri suddetti: indizi che gravano su ciascun indagato, sussistenza delle esigenze cautelari, inevitabilità del carcere, possibilità di salvaguardare le indagini anche con altri misure cautelari etc. Non può essere obbligato a scegliere solo tra il carcere e la libertà, come vorrebbe la legge Maroni-Carfagna.
Riassumendo: 1. Non è vero, come dicono molti link, che non esiste più la custodia cautelare per gli stupratori. I Giudici possono decidere di non applicarla per i “non gravemente indiziati”, il che è molto diverso e, direi, giusto: vi piacerebbe finire in carcere accusati di stupro sapendo non solo di essere innocenti, ma anche che non ci sono forti indizi contro di voi?; 2. Come conseguenza, se gli indizi a carico di un presunto innocente sono deboli il Giudice non è obbligato a tenerlo in carcere (proprio perché gli indizi sono deboli), ma se sono gravi non cambia nulla e, come accadeva prima, il Giudice può disporre il carcere se rappresenta l’unica via per tutelare le indagini; 3. Non è vero che la sentenza è “a favore degli stupratori”, anzi va proprio contro gli stupratori perché conferma che quelli gravemente indiziati andranno in carcere, mentre quelli “meno coinvolti”, invece di essere messi automaticamente in libertà e, magari, commettere di nuovo uno stupro, scappare o inquinare le prove, possono stare agli arresti domiciliari, possono essere allontanati da certi luoghi o obbligati a non allontanarsi da un Comune o addirittura da una frazione di un Comune etc.; 4. Non è vero che la Cassazione ha emanato una sentenza “libera-stupratori”: anzi, i presunti stupratori del caso concreto esaminato dalla Corte sono tutti in carcere in attesa di quello che deciderà il Tribunale del Riesame, come ha chiarito la stessa Cassazione con una nota. Morale: se gli indizi sono gravi, gli indagati resteranno in carcere; altrimenti, saranno liberati perché non ci sono indizi su di loro o soggetti ad altre misure cautelari perché gli indizi sono meno gravi. Come accade, e come deve accadere, in uno Stato di diritto.
Ecco come stanno le cose: ditemi voi se è meglio quanto previsto dalla legge Maroni-Carfagna o quanto stabilito, invece, dagli interventi della Corte Costituzionale e della Cassazione.
Purtroppo, molte persone su internet rinunciano ad utilizzare il proprio cervello, diffondendo catene di S. Antonio in modo acritico, e preferiscono passare per boccaloni che danno credito a qualsiasi cosa senza verificare le fonti contribuendo, tra l’altro, a fare una disinformazione davvero micidiale. Perché le cattive notizie, anche se inventate, fanno sempre più scalpore delle buone notizie. Quelle vere.

Alcune fonti da consultare:
http://www.ilmessaggero.it/documenti_pdf/sentenza_cassazione_ordinanza_stupro.pdf (Testo della sentenza “incriminata”)
http://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2010&numero=265 (Sentenza della Corte Costituzionale n. 265/2010)
http://www.camera.it/parlam/leggi/09038l.htm (Legge n. 38/2009)
http://www.altalex.com/index.php?idnot=36788 (Le misure cautelari nel codice di procedura penale, aggiornato con le leggi e le sentenze citate nell’articolo)
http://www.altalex.com/index.php?idnot=36774 (I delitti contro la persona nel codice penale, tra cui gli artt. 609bis e 609octies citati nell’articolo)

Alcuni articoli di approfondimento:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/06/verita-sulla-cassazione-stupro/189303/
http://www.federicasgaggio.it/2012/02/lo-stupro-di-gruppo-delle-notizie/
http://www.migliorblog.it/19366-sbugiardate-le-femministe-gli-accusati-di-stupro-di-gruppo-rimangono-carcere.htm
http://therebelekonomist.blogspot.com/2012/02/la-bufala-del-niente-galera-agli.html
http://www.altalex.com/index.php?idstr=24&idnot=17059
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/03/violenza-gruppo-informazione-demagogica/188802/

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Notizie su Carlo Nalli

Carlo Nalli

5 Commenti

  1. Mirco Zurlo

    Grazie Carlo per aver fatto chiarezza su una Sentenza di cui si sta parlando tanto e troppo a vanvera!

  2. claudio tedeschi

    Mi sono battuto su FB per spiegare ai miei amici le cose che tu hai descritto molto bene!!!…Grazie,l’ho condiviso su FB

  3. Il Satanico

    Grazie per le delucidazioni…l’ignorante è cieco fino a che non si slega dalle catene dei pregiudizi e esce fuori dalla caverna!!

  4. Carlo Nalli

    Grazie per i complimenti… tanto per avere un’ulteriore conferma di quello che ho scritto nell’articolo, ho pesaco una notizia riguardante uno stupro in cui il Gip ha appena disposto la custodia cautelare in carcere. 😉

    http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/abruzzo/2012/02/17/visualizza_new.html_100479584.html

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