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Per un pelo! Anzi, per un ciuffo!

 

Il Bomber, Aureliano Petrucci. 15 gol finora.

Nella sfida tra Gymnastic e Sangiovannese a vincere è la squadra di Fondi, ma i ragazzi del Gasp escono dal campo a testa alta. La nostra giovane formazione senza timori reverenziali fa tremare un’avversaria con concrete ambizioni di promozione in C1. Zero punti guadagnati, ma la consapevolezza che la salvezza non è poi così lontana.

Pagelle

I portieri: Antonio Lepore e Christian Lombardi 6,5 e 6,5

Con lo stratega D’Arpino ancora fermo ai box (ma col Fondi non c’avevamo giocato 15 giorni fa?!? Cazzarola, mi sa che non sono guarito!) tocca ai nostri Bud Spencer e Don Matteo difendere l’indifendibile porta della Sangiovannese contro la Gymnastic. Il Gasp veste quindi i panni (elegantissimi tra l’altro) di un moderno Ferruccio Valcareggi e ripropone l’ennesima staffetta dei poveri. Inizia la gara il roccioso portiere di Tordoni, così roccioso da sembrare una fedele riproduzione de “La Cosa”, il gigante dei Fantastici 4. I fondani impongono il loro gioco, attaccano compatti con possesso palla straripante e tentano di chiudere la gara da subito, ma Lepore non ci sta e con le sue enormi mani (versione palanche di Gianni Morandi) blocca quasi ogni pallone. Quasi. Infatti i preziosi interventi in uscita del buon Antonio non bastano e si va al riposo in svantaggio per 3-2.

Arriva quindi il momento di Ndo coglio coglio , il portiere che già in passato abbiamo apprezzato per la precisione millimetrica dei rilanci. Colui che sembra giocare con i guanti di bagnoschiuma e le scarpette di Aladin. Qualche parata con volo felino a far da cornice al solito torrente di urlettini, fin quando ad urlare (e di dolore) è uno sventurato attaccante avversario, che travolto dal nostro maldestro portiere, si becca un colpo degno di Eric Cantona proprio sullo stomaco. Attimi di panico sul terreno di gioco, così come sugli spalti con Zimarri (spettatore d’eccezione) che rivede in quel gesto poco tecnico un omaggio personale. La gara riprende fortunatamente senza conseguenze per il fondano, ma il risultato è ormai segnato. Lombardi si costerna, s’indigna, s’impegna, poi getta la spugna con gran dignità.

il Divo

Luca Petrucci 5

L’ha detto pure Mario Monti: il posto fisso è monotono. In tempi di vacche magre bisogna fare sacrifici e Poggetto, a suo modo, è un simbolo della Sangiovannese 2012 fondata sui pilastri di equità, rigore e crescita. Per questo, senza fare troppe storie, si accomoda in panchina anche questa volta. Lui è però fiducioso perchè il problemino al ginocchio è risolto, si sente in gran forma e sa che presto il Gasp lo getterà nella mischia. E poi, è noto a tutti: nel futsal non esistono titolari! Ma, con il passare dei minuti, e poi delle mezzore, il nostro 55 sente la barba crescere sul suo viso e quasi quasi rimpiange di non aver portato con sè il manuale delle istruzioni (3 corposi tomi) dello smartphone acquistato di recente. Quello che, a saperlo usare, ha un’ app davvero per tutto. Quando però le sperenze di entrare in campo sono ormai quasi svanite, ecco che il mister ordina al talentuoso laterale di riscaldarsi. L’ingresso sulla scena è sensazionale: camminata felpata da uomo di spettacolo consumato, portamento elegante perchè lo stile non è in vendita tanto al kilo, spacco vertiginoso sul pantaloncino che lascia intravedere nella zona inguinale una farfalla sbarazzina che fa sussultare tutto il pubblico femminile ormai in estasi. Ma,  si sa, le farfalle hanno vita assai breve. Dopo qualche buon recupero condito da passaggi ciabattati qua e là, Poggetto si riaccomoda in panchina.

Daniel Ricci 6

Partita non facile per il nostro Jacopo Ortis, il giovane Werther di via Quinto Tasciotti. La Gymnastic è avversaria di grande blasone, ottimi giocatori, e dunque  ancora maggiori responsabilità per il capitano. Insomma, le gare che possono avere effetti devastanti sui fragili equilibri psico-emotivi di Ricci. Pronti via e Fabrizio Mattarelli, alias Giaccherini, con la sua velocità mette in crisi il nostro numero 8 che appare in difficoltà nel contenere la vivacità dell’avversario. Il capitano è già in confusione e la presenza sul rettangolo di gioco di Federico Renzi non aiuta; nel suo cranio rasato Ricci rivede Marco Di Vaio, l’amato/odiato attaccante della sua squadra di fantacalcio. Ricci è perso e lo sarà fino all’assist dello stesso Federico Di Vaio. Il capitano guadagna quindi fiducia, ma è soltanto un’illusione perchè il peggio deve ancora arrivare. Secondo tempo: azione decisiva, A. Petrucci dalla fascia mette al centro, Ricci ha sul destro la possibilità di realizzare una doppietta, ma fallisce miserabilmente. Distrutto nell’anima finisce per  distruggersi anche nel corpo: prende a calci il palo e la sua partita finisce qui.

Dario Corsetti 6

L’ultimo dei romantici. Calciatore dal passato glorioso che per chiudere la carriera rinuncia ai dollari della Major League Soccer per vestire la maglia della sua Sangiovannese in un campetto di periferia. Al diavolo gli americani che di futsal non ne hanno mai capito un accidenti, viva Appiano San Cataldo da sempre fucina di talenti purissimi: da Federico Renzi a Davide Corsetti passando per Mattia Tedeschi. Un po’ come a dire che volendo Barack Obama ce l’abbiamo pure noi. Arrivato nel corso del mercato di riparazione, all’esordio in campionato Corsetti si stravacca in panchina e sembra un po’ Homer Simpson davanti alla Tv. Non ha ancora messo piede in campo, ma il pubblico è già stregato. Entra sul terreno di gioco e si dà un gran da fare; prova a chiudere gli attacchi avversari, riparte e in un paio di occasioni si fa notare al tiro. Un po’ spaesato in marcatura e a corto d’ossigeno torna presto a bordo campo. Per l’esordio non si può pretendere molto di più.

Manuel Stracqualursi 6

Lo guardi seduto lì in panchina e pensi che questo a vivacità ed esuberanza se la gioca con Dino Zoff, Rocco Buttiglione e Josef Ratzinger. Per intenderci, la faccia è quella triste e malinconica di un bambino a cui il compagno di banco (Cichelli naturalmente) ha appena rubato la crostatina all’albicocca del Mulino Bianco. Ma, come vuole l’adagio, spesso l’apparenza inganna e, una volta in campo, Stracqualursi si trasforma in un tarantolato. Dimostra ancora una volta di possedere una discreta tecnica, suo l’assist per il Cico. Meriterebbe maggior spazio.

Federico Renzi 6+

Finalmente un qualche riconoscimento per questo pezzo di storia della Sangiovannese: la maglia numero 10! Un atto dovuto. Il numero dei fuoriclasse, il numero di Lionel Messi, il numero di Francesco Bortone. Vedere in passato  il Torje di San Cataldo con il “2” sulle spalle è stato quanto di più blasfemo si possa immaginare. Una roba immonda pari soltanto al “9” di Poggetto. Prestazione comunque tra luci e ombre quella di Renzi. Il primo tiro della Sangiovannese è il suo. Innocuo, ma utile a svegliare platea e compagni. Cosa ancor più importante: c’è il suo sinistro nelle azioni che portano alle reti sangiovannesi nella prima frazione. Assist per Ricci e e tanto lavoro sporco sul gol di Aureliano. In quanto a resistenza invece non è esattamente il coniglietto della Duracell; diciamo pure che è una normale pila zinco-carbone, sulla distanza perde qualcosa e Teseo di tanto in tanto ne approfitta con la solita finta a rientrare.

Camomilla

Carlo Petrucci 5.5

Giocatore di categoria superiore, ma con una propensione quasi naturale alla rissa. Carattere marcato da cavalleria rusticana in salsa sangiovannese: piedi buoni e una parola di troppo senza pronta. Il Gasp, vista l’assenza di Tedeschi, lo schiera come ultimo uomo e lui non delude. I fondani per vie centrali trovano spesso un muro invalicabile. L’oriundo Carlito fa valere la sua esperienza: blocca le avanzate avversarie e, con l’eleganza che lo contraddistingue, tenta di far ripartire la squadra. Palla al piede è un giocatore che sfida le leggi della fisica e soprattutto della matematica perchè 45 è molto maggiore di 55. Si porta sulla fascia destra, semina avversari come fossero birilli e mette al centro una palla che Aureliano deve soltanto spingere in rete. Ma, essendo la personificazione dell’artista “genio e sregolatezza” finisce per sbagliare le cose più semplici.

Gianmarco Cichelli 6.5

Raccoglie l’eredità della numero 5 che fu del Roberto Saviano di San Giovanni. La maglia simbolo di un Moris Carrozzieri qualunque sulle spalle del Cico diventa magicamente quella di Paolo Roberto Falcao. Il mister non lo schiera dall’inizio perchè sa bene che il nostro gioiellino è lievemente appesantito da una padellata di coratella mangiata qualche minuto prima della gara. La digestione è piuttosto lenta ed entra in campo soltanto nei minuti finali della gara. Poco il tempo a sua disposizione, ma sufficiente per prendere a sportellate ogni avversario. Mette sul terreno di gioco una rabbia fuori da comune. Si regala un gol da cineteca, un destro dalla potenza inaudita che lascia di sasso il portiere avversario Marco Pappa. Cognome che evitendemente ingolosisce  il Cico. Finalmente “Il tiro della tigre”! Mi-ti-co,  a dir poco.

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Aureliano Petrucci 6+

Elegante nella gestione della palla, talvolta eccede e ritarda il passaggio. Ma, il suo mestiere è fare gol e anche per questa volta non si fa mancare la solita doppietta. Tante però le occasioni fallite sotto porta; colpa probabilmente di quel ciuffo stile Mirko dei Beehive che, quando perde volume, gli impedisce di vedere mezzo campo.

Matteo Di Manna 7 meno meno

Il nostro numero 3 migliora di partita in partita. Instancabile nel pressing, con grande agonismo prova a sradicare palloni dai piedi avversari e di frequente ci riesce. Dopo l’errore sotto porta di Aureliano, ha la palla per siglare una rete che meriterebbe ampiamente. Purtroppo fallisce ed è un vero peccato perchè era già pronta la dedica all’amico, nonchè compagno di stanza in ritiro, Franco Folcarelli.

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Notizie su Il saltimbanco

Il saltimbanco

4 Commenti

  1. Vinicio Mulino Bianco Albicocco

    Al quanto sublime……! <3 <3 <3

    Ps evitiamo di far fare le pagelle a Cristian ahaahahahah

  2. secondo la redazione sono stato il peggiore in campo allora… ?!?

  3. X noi si! Assolutamente si!

  4. Il saltimbanco

    In realtà un tuo compagno di squadra ha avuto valutazione inferiore al 5.5 ;-), un voto che è comunque assolutamente relativo quando ci si riferisce a “BALOTELLI”. Prestazione che sarebbe più che sufficiente per qualsiasi altro giocatore “normale”, ma qui parliamo dell’oriundo Carlito e ci sono grandi aspettative. 🙂

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