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Bidoni- Flop Team 2000-2005

Prima di tutto grazie per averci seguito e per aver dimostrato molto interesse alla nostra rubrica. Se nel primo racconto abbiamo raccontato le gesta di un mito della categoria,Darko Pancev, ora  proveremo a stilare una formazione tipo di Bidoni per le stagioni che vanno dal 2000 al 2005. Quel periodo era sicuramente il periodo delle spese folli: la crisi ancora non c’era e venivano sperperati miliardi e miliardi negli acquisti, proprio per questo lo si può considerare un periodo florido e propizio per la nascita della nostra specie scientifica preferita.

Nome squadra: Bidoni Football Club

Modulo: 4-3-3

Allenatore: Fatih Terim. Arrivò in Italia con il titolo d’Imperatore, dopo la vittoria della  COPPA UEFA con il Galatasaray, se ne andò dopo essere stato esonerato prima da Cecchi Gori e poi da Galliani.

Bidoni- il meglio del peggio (2000/2005)

Athirson- bidoni            Roque Junior               Sorondo         

               Umit Davala                   Mendieta-Bidoni              Vampeta- Bidoni (il meglio del peggio)

Jose Mari-Bidoni                                Javi Moreno-Bidoni                     Javie Portillo

 Doverosamente  Ricordiamo  le loro mitiche ed epiche gesta.

Portiere: Ckokiri El Ouer è stato il portiere del Genoa per 5 partite nella stagione 2001-2002. Di origine tunisine è arrivato in Italia grazie al mitico tecnico, Franco Scoglio, “O professore”. Il portiere africano scomparì dalla scena dopo un drammatico Vicenza-Genoa, dove subì due goal in tre minuti.Memorabile anche un’uscita a vuoto nei  mondiali del1998 in Tunisia-Inghilterra(vedi foto).

Difensori: La linea difensiva della nostra squadra può contare su bidoni Doc. I due terzini sono Athirson e il mitico e inimitabile, Gresko. Il brasiliano viene presentato da Moggi come l’erede di Roberto Carlos.Arrivato nel mercato di Gennaio, per lui  ci sono solo 5 apparizioni nella Juve di Ancelotti. Miseramente viene  riscaricato al Flamengo nella stagione successiva. Sul mitico Wratislav si potrebbero scrivere libri interi. é stato l’incubo ricorrente per mesi e mesi dei tifosi interisti, nella loro mente erano incancellabili le scene fantozziane  e gli assist involontari di quel 5 maggio. Fu letteralmente cacciato da Milano dagli inferociti supporter neroazzurri. Anche il centrale difensivo lo prendiamo in prestito da quel’Inter, si tratta di Gonzalo Sorondo. Arrivato alla Pinetina per sostiture un mostro sacro con Blanc, si ritova ben presto nell’anonimato dopo aver collezionato in autunno svarioni su svarioni. Lento più di un bradipo e impacciato come un elefante collezionerà in due stagioni solo 11 presenze. Chiudiamo il reparto restando a Milano, ma cambiando sponda del Naviglio. Da milanello con furore ecco Roque Junior. Appena scendeva in campo e transitava un pallone dalle sue parti, tutto San Siro tratteneva il fiato per la paura. “Il piccolo Rocco” era una vera sciagura specie in Europa. Emblematico un episodio: finale di Champions a Manchester, Milan Juve. Ancelotti, non si sa per quale ragione logica di mandare in campo Roque Junior per sostituire Costacurta, dopo pochi minuti si infortuna goffamente e si trascina per tutti i tempi supplementari per il campo.

Centrocampisti: il nostro centrocampo a tre è formato da Umit Davala, Mendieta, il bidone più caro della storia e “lentopede”Vampeta. Umit è fedelissimo di mister Terim, così sbarca a Milano per seguire il suo mentore nell’avventura meneghina. Sfortunamente per il centrocampista, l’allenatore dura solo pochi mesi in quel di Milanello e il turco diventa un perfetto desaparecidos. A fine stagione iniziano i famosi scambi tra cugini e  diventa merce di scambio: Simic al Milan,Umit all’Inter. Il risultato non cambia, zero presenze con i nerazzurri nella stagione 2002-03. Gaizka Mendieta doveva essere il fiore all’occhiello di quella Lazio. Cragnotti non badò a spese pur di averlo nella sua rosa e per la cifra record di 90 miliardi, lo spagnolo arrivò a Roma. Il giocatore visto in azione all’olimpico non era nemmeno il lontano parente di quello che aveva incantato a Valencia. Lento, demotivato e timido fu disastroso.  Solamente Fischi per lui, uno dei più grandi bluff della storia del calciomercato.Chiudiamo il reparto centrale del campo con il mostro sacro della categoria Vampeta. Arrivò nell’Inter dopo la sciagurata eliminazione nei preliminari di Champions. Definito in patria l’erede di Dunga,all’Inter questo brasiliano doveva dare ordine e geometrie, invece gli ‘unici ricordi che si  hanno di lui  sono le notti brave in discoteca e i suoi vistosissimi baffi . Per i lettori della Gazzetta è stato il Bidone dei Bidoni. 72 minuti giocati in Inter-Reggina poi il nulla più assoluto per quello che riguarda il calcio.Da segnalare, invece,la sua prestazione davanti al Presidente della Repubblica brasiliano che aveva invitato la  sua nazionale  dopo la vittoria del mondiale, vistosamente ubriaco si esibì senza controllo in danze scatenate.

Attacco: tridente tutto spagnolo per la nostra squadra: Jose Mari, Javi Moreno e Javier Portillo. Jose Mari arrivò al Milan di Zaccheroni dopo una stagione esaltante, l’unica della sua carriera, in cui venne trasformato da Sacchi in prima punta. Al milan non vedeva mai la porta. Troppo leggero per essere una vera e propria punta, troppo lento e prevedibile per essere un’ala, rimase un ibrido incompiuto in quelle stagioni davvero cupe per i rossoneri. Javi Moreno arrivò,invece, a Milano la stagione successiva, dopo un grosso exploit con l’Alaves in coppa Uefa. Classico bidone di coppa. Questa particolare specie scientifica  attrae l’attenzione dei grossi club dopo una competizione/ partita giocata ad alti livelli, per cause ignote al mondo e motivi su cui la ricerca scientifica da anni si concentra. Questo bidonattaccante è sempre immobile, pesante, lento. Non si ricorda un dribbling nemmeno nelle partite amichevoli con gli Allievi. 16 presenze due goal e biglietto di ritorno per la Spagna pronto a fine stagione. Conclude il nostro team Javier Portillo, ovvero l’attacante dei record… con le giovanili. Cresciuto nella cantera del Real doveva essere l’astro nascente del calcio spagnolo. La Fiorentina nel 2004 cercava un bomber di razza e decise di prendere il giovane attaccante con la cresta. Risultato di quest’avventura: 11 presenze 1 goal. Piu che astro nascente fu una stella cadente.

Nel prossimo numero Bidoni Mondiali.

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Notizie su Umberto Zimarri

Umberto Zimarri
..Io, giullare da niente, ma indignato, anch'io qui canto con parola sfinita, con un ruggito che diventa belato, ma a te dedico queste parole da poco che sottendono solo un vizio antico sperando però che tu non le prenda come un gioco, tu, ipocrita uditore, mio simile... mio amico...

7 Commenti

  1. loscemodelvillaggio
    loscemodelvillaggio

    La difesa è davvero abominevole.Complimenti per la selezione!

  2. Umit Davala ha fatto la storia del bidonismo…

  3. bidone last minute….è di oggi la notizia ke a gennaio il grande taiwo tornerà in francia xke non è riuscito a convincere allegri……taiwo bidone of the year 2011 !!!!!

  4. Caro Kryptonite, se prima le ho fatto i complimenti, adesso mi permetta un piccolo appunto. Lasci stare articoletti del genere. Ormai da lei in giro ci si aspetta ben altro.
    Buon lavoro.

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