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Vorrei del coriandolo

Il dialetto è cultura, ma anche il contrario.
Conoscere l’esistenza e l’etimologia di alcuni termini, di alcune locuzioni dialettali o anche solo di proverbi o espressioni idiomatiche locali, è sicuramente una forma di arricchimento della propria conoscenza. Un modo utile di divenire maggiormente consapevoli delle proprie radici, della propria storia e, auspicabilmente, del proprio presente.
Tuttavia, rimanere fermi al lessico dei nostri avi e trovarsi imbrigliati nelle trame del localismo più retrogrado, può cagionare diversi problemi.
Non voglio rubare il lavoro all’amico Panz, sempre pronto a viziarci di ingordigia con le sue succulenti leccornie, ma mi tocca parlare di gastronomia.
Il coriandolo (Coriandrum sativum) è una pianta erbacea originaria dei paesi del Mar Mediterraneo. Appartenente alla famiglia delle Ombrellifere, è conosciuto anche come prezzemolo cinese. Impiegato fin dalla più remota antichità (sin dal 5000 a.C.) come aroma e medicinale, viene adoperato nelle preparazioni di insaccati come salsicce e mortadelle, e nell’industria dei liquori per aromatizzare, per esempio, il gin.
Per mia nonna non esisteva il coriandolo né, tantomeno, il Coriandrum sativum. Mia nonna per insaporire e condire le salsicce usava “la ptartl”. Ebbene si: “la ptartl”. Quella spezia tanto cara alle nostre papille gustative, quel certo non so cosa che arricchisce i nostri insaccati differenziandoli da quelli dei paesi limitrofi. In molti comuni della ciociaria, per esempio, usano l’aglio. “Spiccare” una salsiccia e sentire che nell’aria si diffonde l’odore dell’aglio … non è la stessa cosa, non fa lo stesso effetto, a meno che non ci siano vampiri in zona. A Frosinone, addirittura, usano il finocchio. Scelta sicuramente più moderna, ma diciamoci la verità “c la ptartl è tutt navtu cazz!”. Come è solita chiosare la volpe, quando non cerca l’uva. (Citazione tratta dalle favole di Pedro).
Eppure, pare che non sia così diffusa l’idea che “la ptartl” possa essere utilizzata come aroma. Per lo meno questa era la situazione, diciamo attorno al 1960, quando Granma si recava al mercato di Ceprano in cerca della tanto bramata spezia. Rivolgendosi allo speziale (o allo spezzino se di origini liguri) di turno chiese, con la gentilezza che le era propria, di poter acquistare una porzione “d ptartl”. A tale richiesta, probabilmente, il commerciante rimase interdetto. Reiterata l’istanza, secondo le medesime modalità espressive, la stessa non poté essere ottemperata ed il contratto di compravendita non fu concluso. Non si trattava, in effetti, di errore ostativo ex art. 1433 c.c., ma di orrore lessicale.
Anche cercando di italianizzare il termine, come molto probabilmente tentò di fare Granma, infatti, si ottiene “petartela”. Parola incomprensibile anche a Dante Alighieri che, tra l’altro, era uno speziale appartenente alla corporazione “L’arte dei Medici e degli Speziali”, oltre ad essere un grande esperto di insaccati, come si evince dalla lettura del Canto I dell’Inferno: “Ed ecco, quasi al cominciar de l’erta, una lonza leggera e presta molto…”
Ecco dunque spiegati i limiti e le problematiche connesse ad un troppo disinvolto uso del dialetto.
Visto che quest’articolo è alquanto breve, ripropongo, ad cazzum, una serie di espressioni dialettali italianizzate o di forte afflato sangiovannese che mi hanno particolarmente colpito.

“Eh, non ci capa!” (Anonimo muratore che non riusciva a far entrare una palanca in un ascensore)
“Lei sei tote le chiavi?” (Anonimo vacanziero che voleva ostentare una sufficiente conoscenza della lingua italiana)
“No, non ci ho andato” (Anonimo sedicente politico che risponde al suo telefonino di ultimissima generazione)
“Ti ho detto toglitelo” (Anonimo padre di famiglia che invita il figlio a mangiare un gelato)
“Non puoi indorsare tutta la carta nel secchio” (Lo stesso Anonimo di prima)

Se ne avete altre, aggiungete pure.

Vorrei del coriandolo
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9 Commenti

  1. Matteo

    ahahah…..fantastico!!!!

  2. loscemodelvillaggio
    loscemodelvillaggio

    la ‘salciccia’ senza petartela è come un bicchiere di birra analcolica o allungata con aranciata gassosa o coca cola : nn serv a nu cazz.

  3. Il Satanico

    GRANDISSIMO. ahahahahahaha

  4. aggiungo la mia….

    due giovani in un bar cepranese molto in (al tempo…anni 90..o giù di li)
    il più giovane si accinge ad offrire la consumazione all’amico e nei pressi della cassa esordisce ” allora….panterone che ti hai preso ??? ” non rammentando al momento la bevanda appena assunta dal compagno

  5. Sono davvero felise di essere stato il compagno di viaggio del vacanziero….Estote Parati

  6. Suggerisco un altro articolo sui Durelli…..ovvero Gli Cutucugniuel….!!

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