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LIB(e)RO PENSIERO n.1 – Il momento attuale

 

L’indifferenziato propone una nuova rubrica, stavolta dedicata ai libri: LIB(e)RO PENSIERO non sarà la classica recensione di questa o quell’altra pubblicazione, costituirà invece uno spazio in cui saranno i libri stessi, attraverso gli autori, a parlare e a indurre alla riflessione.

Non riesco a saziarmi di libri. E sì che ne posseggo un numero probabilmente superiore al necessario; ma succede anche coi libri come con le altre cose: la fortuna nel cercarli è sprone a una maggiore avidità a possederne. Anzi coi libri si verifica un fatto singolarissimo: l’oro, l’argento, i gioielli, la ricca veste, il palazzo di marmo e le altre cose del genere, recano con sè un godimento inerte e superficiale; i libri ci danno un diletto che va in profondità, discorrono con noi, ci consigliano e si legano a noi con una sorta di famigliarità attiva e penetrante” (Francesco Petrarca).

Ragionare liberamente, riflettere con la propria testa: i libri ci aiutano a farlo.

Le righe che seguono sono estratte da “Il momento attuale“, un’opera di Cesare Lombroso pubblicata nel 1904: un’amara riflessione sulla società del suo tempo, probabilmente, per certi aspetti, non troppo lontana dalla nostra.

<< Nell’epoca attuale, specialmente in Francia e in Italia, gli abusi indecenti degli avvocati e dei deputati, a cui il potere è uno strumento continuo di rapina su tutti e contro tutti, l’abuso protetto da immunità parlamentari, da codici, che essi stessi dichiarono fabbricati molte volte in favore dei disonesti, che per loro rappresentano la maggioranza, portando all’eccesso l’abuso dei forti contro i deboli, deve far rinnovare quella primitiva reazione, che già avvenne nei primi tempi contro il male e per cui sorse il diritto. Noi ne vediamo il riflesso nel linciaggio in America, e nel ribrezzo che mette fin la parola: forza irresistibile nella giuria, che pur essendo più umanitaria del giudice, davanti alle roboanti frasi dei deputati e avvocati risente un vero disgusto.
Non so se queste parole, che la tristezza dei nostri tempi mi ispira, saranno capite dai più.
Chi sa che molti, invece di crederle un’espressione di protesta contro il torrente di fango che ci sale alla gola e tutti ci infama, non le creda una bizzarra  apologia del male e un agglomero di paradossi per attirare l’attenzione sbadata dei più.
Non io mi difenderò. Quando in un paese le idee nove e il senso morale non son maturati, sarebbe vano voler farvi violenza o pretendere che sorgan per forza, solo perchè voi lo desiderate o sperate. Bisogna abbassare il capo pensando ai tempi che verranno, senza lusingarsi di un immediato rimedio e nemmeno di esser compresi >>.
 

C. Lombroso, “Il momento attuale” in F.Sidoti – M. Gammone, Investigazione e Giustizia, Libreria Universitaria Benedetti, L’Aquila 2010, pp. 265-266.

 

Gli altri LIB(e)RO PENSIERO:  http://www.lindifferenziato.com/category/cultura/libri/libero-pensiero-libri/

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"Quando non si conosce la verità di una cosa, è bene che vi sia un errore comune che fissi la mente degli uomini. La malattia principale dell'uomo è la malattia inquieta delle cose che non può conoscere; e per lui è minor male essere nell'errore che in quella curiosità inutile".

3 Commenti

  1. Umberto Zimarri

    Bellissima idea e ottima rubrica!! Complimenti Mirco!

  2. Mauro Stracqualursi

    Grandissima idea!!
    Per quanto riguarda il passo tratto da Lombroso, che dire, credo che lui già abbia fatto molto per il “futuro” delle generazioni successive, mantenendo vive quelle idee e quei valori, almeno per quanto mi riguarda, inalterati fino ai nostri giorni. Credo però che la cosa più difficile d’accettare sia la consapevolezza di dover abbassare la testa!

  3. Mirco Zurlo

    Grazie! 😉 Adesso però aiutatemi anche voi ad aggiornarla con una certa frequenza. 🙂
    Lester, su Lombroso ci sarebbe tanto da dire e scrivere perchè quello che in genere si è detto e scritto di lui è solo la parte più “scellerata” e primordiale del suo pensiero. Il Lombroso de “il momento attuale” è poco conosciuto o dimenticato per vari motivi e ci tenevo anche per questo ad iniziare con lui la rubrica.
    E’ vero, è difficile accettare di dover abbassare la testa e soprattutto avere la consapevolezza di doverlo fare, ma bisogna fare in modo che i tempi che verranno non restino troppo distanti.

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