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Distruggiamo l’Antimafia?

Strano Paese l’Italia. Irrazionale. O meglio colluso e piegato a certe logiche di malaffare che ormai sembrano così normali che non fanno quasi più notizia. Cosi accade che mentre il neo presidente  della Regione Sicilia, Crocetta, dichiara a Repubblica Tv, “ Cosa Nostra conta molto di più di quello che si pensi.  C’è una sottovalutazione del fenomeno Cosa Nostra: La si vuole estinta, superata, scomparsa, ma sono tutte fesserie.  Per me che ho fatto i primi giorni da presidente,  capisco che c’è una macchina, un sistema che nel suo complesso è un sistema mafioso. La mafia prima era un fenomeno in gran parte criminale, era in qualche modo esterno alla politica ed in parte interno. Oggi invece eredito una macchina regionale dove in modo aperto ed occulto, soprattutto occulto perché chi è nella macchina non riesce a cogliere i collegamenti,  dove c’è un conclamato  sistema di affari che fanno capo a tanti, ma che hanno un collante unico, Cosa Nostra che fa da mediatore tra  politica,istituzioni e imprese. Questo ci rivela un’abilità estrema perché nonostante siano stati catturati i grandi latitanti e sono state fatte importanti operazioni,  all’interno della pubblica amministrazione quali denunce sono scattate, quali collaborazioni sono avvenute, quante rivolte ci sono state?  I funzionari regionali che non accettano di vedere la mafia e la corruzione sono senza dignità, come dice Addiopizzo.

Smantellamento Antimafia, DiaOra  in un Paese civile e legale, ci si dovrebbe aspettare  queste parole in prima pagina su tutti i giornali e nei primi minuti dei tg. Invece nulla. é normale per noi Italiani, avere la Mafia nelle Istituzioni.  In teoria,  dovrebbero esserci fondi a favore delle Forze Dell’Ordine che combattano in prima linea le Mafie. Invece  come sempre accaduto in questi anni, la politica fa finta di non vedere e addirittura rende quasi impossibile il lavoro di chi contrasta la mafia. Invece accade questo:

“Nella legge di stabilita’ al comma 21 dell’articolo 4 si colpisce il personale della Direzione investigativa antimafia, riducendogli la busta paga, con una tecnica legislativa che nasconde ai parlamentari il taglio per le donne e gli uomini della Dia che arriva fino al 20% delle loro entrate mensili. E’ quanto sostiene il segretario dell’Associazione nazionale funzionari di polizia (Anfp) Enzo Letizia sottolineando che ”il provvedimento ha il sapore amaro della punizione per chi ha svolto indagini delicatissime ed ha, inoltre, negli ultime 3 anni sequestrato beni per 5,7 miliardi di cui 1, 2 miliardi di euro sono stati confiscati”. ”Tali misure si aggiungono alla sottrazione di fondi che sta strozzando il funzionamento del servizio di protezione per i pentiti e testimoni di giustizia. Si ha la netta sensazione – conclude Letizia – che la lotta alla mafia non sia più una priorità di questo Governo, poichè‚ sta smantellando nei fatti le strutture cardine dell’antimafia”.(ANSA).

e per non farci mancare nulla accade anche questo. … Lettera pubblicata sul blog:

http://www.giuliocavalli.net/2012/11/26/arriva-lallarme-stanno-smantellando-la-catturandi-di-palermo/

ALLARME: STANNO SMANTELLANDO LA “CATTURANDI” di PALERMO

Quando si crede di aver toccato il fondo, ci si accorge drammaticamente che si può cominciare a scavare. Credevamo di averle viste tutte alla Questura di Palermo. Accordi Nazionali e decentrati ripetutamente violati, colleghi umiliati e vessati con presunte storie di sicurezza (vedasi la storiella dei parcheggi), movimenti interni con improbabili logiche, risorse (Reperibilità, Cambi Turno, Straordinari…) distribuite a mo’ di prebenda ed in maniera tale da causare disparità da ufficio a ufficio, anche se poi i servizi in cui erano occupati i colleghi erano uguali.. 

Tuttavia a questo proprio non potevamo arrivarci, a questa “soluzione finale” non credevamo in nessun modo di poterci arrivare: Questore e Dirigente della Mobile di Palermo iniziano a smantellare di fatto la CATTURANDI. Già la mitica CATTURANDI, squadra formata da quegli uomini sulle cui fatiche e sacrifici si sono, anche, fondate le carriere e le fortune di molti Dirigenti (Capi della Polizia, Vice Capi, Questori, Dirigenti Generali e Superiori, Primi Dirigenti). Sarà un caso che lo smantellamento di questa squadra avvenga per mano del primo che non ci ha ricavato un ragno dal buco?

Abbiamo ancora vive le immagini festanti della parte sana della gioventù di Palermo adunatasi sotto la Squadra Mobile. Eravamo lì quando con cori da stadio i giovani, che credevano possibile e volevano una Palermo migliore, inneggiavano alla cattura di Provenzano, dei Lo Piccolo, di Pulizzi, Adamo, Nicchi, Raccuglia.. fino all’ultimo recente arresto in Venezuela di Bonomolo. Segno dei tempi che cambiavano, segno di un mondo in evoluzione di una Palermo ogni giorno più solare. Non era solo un reparto della Mobile da incardinare in un’ottica spartitoria di risorse e compiti, é stato ed é il segno che la mafia poteva essere sconfitta, che i suoi mostri sacri non erano intoccabili, che vincere era possibile, che IL SANGUE DEI TROPPI COLLEGHI CHE CI HANNO PRECEDUTO NON ERA STATO VERSATO INVANO. Sulle fredde scrivanie dei ragionieri delle ragioni dei conti e degli “straordinari” e delle “missioni” tutto ciò non é valso a nulla. Tutti i Questori che si sono susseguiti a Palermo si sono recati presso la Squadra Mobile per lodare, incitare e festeggiare questa o quella impresa. Capo della Polizia e Ministri di turno andavano a rendere omaggio con tanto di suono del campanaccio e mefisto indossato. Dall’attuale Questore e dal Dirigente della Mobile neppure una telefonata per quegli stessi uomini destinati, obtorto collo, ad altri servizi, spostati das quell’Ufficio che era divenuto un altare su cui sacrificare tempo, salute, famiglia, feste.. tutto insomma! Neppure un tentativo di conciliare le posizioni. Emblema forse che i tempi cambiano e non sempre in bene! Come dire “ieri osannati, lodati e premiati, oggi, siccome non servite più in questa quantità, spostati e destinati ad altro”!

Certo ormai ci aspettiamo le probabili, ma improponibili, risposte: potrete dirci che quasi la metà di questi rimarranno a lavorare alla Catturandi, che non c’erano più latitanti (e Matteo Messina Denaro chi é? Un ladro di polli? ), che non c’erano risorse.. che comunque.. bla bla bla.. A meno che non si voglia sostenere che, poiché oggi non ci sono grandi latitanti di mafia, non c’è bisogno della Catturandi strutturata come è sempre stata e che a Palermo e in tutto il Distretto di Corte d’Appello non ce ne saranno in futuro, che, in una sola parola, “la mafia è stata sconfitta!” Ma se così fosse allora il Questore di Palermo dovrebbe suggerire allo SCO di Roma ed al Capo della Polizia di cancellare, per Decreto, (perché così è stata istituita insieme ad altre poche “Sezioni Catturandi” di Squadre Mobili d’Italia) la “Catturandi” di Palermo, “Per Cessata Esigenza!”   

Di fatto la CATTURANDI viene smembrata. L’affidabilità, l’esperienza, la professionalità, i sacrifici di alcuni dei suoi uomini e donne, proprio mentre si sta cercando ad un tiro di schioppo l’ultimo grande latitante, vengono destinate altrove. Si doveva aspettare ancora un attimo. Si deve dare la possibilità di chiudere il cerchio a quegli uomini che hanno avuto il gravissimo torto di essere stati troppo bravi, di avere arrestato tutti.Perché Signor Questore questo non è più un problema sindacale riguardante l’assegnazione di nuovi incarichi al personale, né tanto meno una “semplice riorganizazione del lavoro o delle risorse”, o di spending review “de noiartri”. NO!! questa è una questione che riguarda i mezzi per la lotta alla mafia e che quindi riguarda TUTTI  I CITTADINI. Il SIAP di Palermo non arretrerà di un passo. Chi decide di uffici come questo decide delle speranze e delle aspettative della gente e la gente, la Società Civile deve sapere. Nessuna telefonata ambigua riuscirà a fermarci.  Sig. Questore come vede, questa volta, non si tratta solo di rispetto degli Accordi Sindacali Nazionali e Decentrati, disattesi e spesso vilipesi, non si tratta solo dell’ossequio delle “pari opportunità” che ci siamo tanto sciacquati la bocca in questi anni, ma che ancora una volta  con la complicità di “maggioranze”non ha esitato a gettare alle ortiche, questa volta si tratta della mortificazione della dignità di uomini che a Palermo hanno fatto la storia della lotta alla mafia, hanno costruito la carriera di molti funzionari e costituiscono per il futuro il vero baluardo antimafia del nostro Paese.!!!E noi, zitti zitti, quieti quieti, non abbiamo trovato di meglio che soffocarla in silenzio e nell’oblio generale! No, sig. Questore di Palermo, questa volta l’ha fatta veramente grossa!!

Cosa c’è dietro a questa logica di tagli indiscriminati verso l’Antimafia? A chi fa veramente paura l’opera di questi onesti lavoratori? Vorrei far capire agli  appassionati delle  mille fiction su Canale 5 che la vera lotta alla criminalità è fatta da questi avvenimenti e non dall’attore di turno che per farsi un nome gioca a fare il poliziotto antimafia sulla rete di chi ha inneggiato a Vittorio Mangano definendolo un eroe.

 

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Umberto Zimarri
..Io, giullare da niente, ma indignato, anch'io qui canto con parola sfinita, con un ruggito che diventa belato, ma a te dedico queste parole da poco che sottendono solo un vizio antico sperando però che tu non le prenda come un gioco, tu, ipocrita uditore, mio simile... mio amico...

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