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Fabrateria Nova, le ricerche topografiche e archeologiche

Qualche anno fa, precisamente nel luglio del 2007 e del 2008, tramite un accordo tra la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, l’Istituto Archeologico Germanico – Sezione di Roma, l’Università degli Studi di Cassino, l’Università del Salento – Lecce e il Comune di San Giovanni Incarico, si sono svolte due campagne di scavo presso la loc. La Civita, all’interno dell’area urbana di Fabrateria Nova.
La città fu fondata nel 124 a.C. dopo la distruzione di Fregellae avvenuta nel 125; la fondazione avvenne su un ampio terrazzo fluviale bordato dal corso del Liri.

Fabrateria Nova

L’antica città di Fabrateria Nova presentava una situazione ottimale per lo sviluppo della ricerca e degli aspetti metodologici, con il nucleo urbano ben definito sul pianoro della Civita e la presenza di campi coltivati soggetti a lavori agricoli regolari con la possibilità di effettuare estensivamente ricognizioni sistematiche. Sulla base di nuove strisciate aerofotografiche appositamente commissionate nella primavera del 2006 è stata realizzata la fotogrammetria numerica di tutta l’area oggetto della ricerca (come da foto).
Nel settore settentrionale dell’area urbana, si riesce ad individuare nitidamente in traccia un lungo asse stradale orientato est-ovest (fig. 1,6), da riconoscere, in alternativa alla strada basolata portata alla luce durante gli scavi 2008 (fig.1,13), come possibile tratto urbano della via Latina. Era certa la presenza a Fabrateria di un impianto urbano regolare, con due strade principali orientate nord – sud individuate nella fascia centrale della città e distanti tra loro circa 140 metri.
La delimitazione dello spazio cittadino ha potuto essere meglio precisata, giungendo a comprendere, nell’ipotesi proposta, un’estensione di circa 37 ettari, con il perimetro delle mura pari a circa 2,700 chilometri.

Dai dati ricavati dalla prospezione effettuata nel 2008, nella parte orientale del pianoro si trovano un impianto termale, un grande criptoportico e i resti di un edificio, un tempio su podio. I tre edifici molto probabilmente erano circondati da un unico porticato.

GLI SCAVI.

Il criptoportico.

Muro di testata nord del criptoportico.

Muro di testata nord del criptoportico.

Nel settore orientale dell’abitato di Fabrateria Nova, in un’area caratterizzata da un terrazzo naturale che digrada verso Est, si sono avviati nel 2007 la pulitura, lo scavo e il rilievo di una grande struttura, già segnalata e parzialmente rilevata nel 1977 da A.Nicosia.
Si tratta di un criptoportico, verosimilmente a due navate, di cui sopravvivono due muri in opera incerta con andamento Nord/Sud, conservati per m 80 ca. e raccordati a Nord da un altro muro realizzato nella stessa tecnica.

Il profilo esterno di quest’ultimo (lungh. m 11,40 x spess. m 1), presenta un corpo aggettante in posizione centrale, forse un contrafforte, sporgente m 1 verso l’esterno e largo m 3,80.
Il criptoportico sembra appartenere alla prima fase di vita della città.
E’ stata individuata una scala di accesso al criptoportico, realizzata contro terra con blocchi di calcare e contenuta da setti murari in opera incerta meno regolare. Questi ultimi, che si addossano al criptoportico, risultano posteriori ad esso, pur adeguandosi agli stipiti della porta, evidentemente prevista già nell’impianto originario.

Scala di accesso al criptoportico

Scala di accesso al criptoportico

Ingresso del criptoportico.

Ingresso del criptoportico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La piazza porticata e il tempietto.

Angolo nord-est della piazza porticata con tempietto.

Angolo nord-est della piazza porticata con tempietto.

Nell’ambito della grande piazza porticata, individuata grazie alle prospezioni geognostiche tra le terme e l’anfiteatro, sono stati aperti saggi di scavo in due punti: il primo riguarda l’angolo nord-est del complesso, mentre il secondo ha consentito l’esplorazione di un piccolo edificio rettangolare, individuato al centro della metà settentrionale della piazza.

La piazza porticata, conservata solo al livello del piano di calpestio, mostra due fasi edilizie. Nella fase più recente, la parte scoperta della piazza era circondata almeno a Est e Nord, ma probabilmente tutto intorno, da un portico a una sola navata di m 3,60 di profondità. L’ala orientale del portico terminava a Nord in un’esedra poco profonda. Le colonne erano in laterizi, di cui numerosi elementi a spicchio triangolare sono stati rinvenuti in uno strato di crollo all’estremità Nord-Est della piazza.
Nello stesso contesto sono state trovate anche alcune antefisse fittili, probabilmente appartenenti al tetto del portico. Esse rappresentano un tipo di epoca augustea e forniscono quindi un orientamento per la datazione della costruzione più recente. Alla stessa fase appartiene evidentemente anche l’edificio al centro della metà settentrionale della piazza, rivelatosi un tempietto, di cui è stato messo in luce il lato Sud.
La datazione del tempio all’età augustea è dimostrata da alcuni frammenti della decorazione architettonica marmorea, in modo particolare due fiori d’abaco di un capitello corinzio.
Il tempio su podio.

Vedut a del muro nord del podio con i resti del paramento in opera quadrata

Veduta del muro nord del podio con i resti del paramento in opera quadrata

Si trova in corrispondenza dei resti di una struttura muraria situata nel settore orientale dell’antico abitato di Fabrateria Nova, tra la piazza porticata e tempietto ed il criptoportico repubblicano, lungo la strada carrabile che conduce alle rive del lago di S. Giovanni Incarico (via Civita). La struttura era stata già individuata in occasione di precedenti ricerche. Questo settore della città era urbanisticamente strutturato in funzione del tempio.
L’edificio termale.
Il muretto che delimita l’area di alimentazione del fuoco davanti al praefurnium

Il muretto che delimita l’area di alimentazione del fuoco davanti al praefurnium

E’ un edificio termale di grandi dimensioni, orientato secondo l’impianto urbanistico e realizzato probabilmente nel corso del I sec. d.C., che è andato ad occupare uno degli isolati ad est della grande piazza porticata.

Delle terme è stato individuato il muro perimetrale est in opera mista, visibile a partire da quote diverse a seconda dell’interro attuale. Nel settore meridionale dell’edificio sono stati messi in luce parte di un corridoio che immetteva in due ambienti di servizio, due praefurnia e un ambiente riscaldato con suspensurae (interpretabile come calidarium).

Di particolare interesse, anche se individuata solo in parte, è la vasca messa in luce nel settore settentrionale dello scavo, di cui è attualmente visibile soltanto una nicchia impermeabilizzata con uno strato di cocciopesto. La vasca doveva essere rivestita di lastre marmoree, di cui si rinvengono in scavo numerosi frammenti; non è ancora stata chiarita la funzione del “canale” presente in corrispondenza del fondo della vasca.
La strada basolata, in parte già individuata dalla Soprintendenza, costituisce uno degli assi stradali che disegnano l’impianto urbano della colonia di Fabrateria Nova.

Strada basolata

Strada basolata

 

 

 

 

 

 

Strutture romane in località Monacelle lungo la strada regionale “Valle del Liri” in Comune di S. Giovanni Incarico.

Durante la realizzazione della rete fognaria a servizio della borgata rurale sorta nel secondo dopoguerra lungo l’antica strada borbonica per Itri, attuale strada regionale “Valle del Liri”, all’interno e nell’immediato suburbio di Fabrateria Nova, si è avuta la conferma della traccia visibile nelle foto aeree e in parte sul terreno al limite ovest della città:  nella borgata di Monacelle, la poderosa fondazione del muro di cinta, con tracce dell’abbandono di epoca tarda.

Fondazione del muro di cinta della città in località Monacelle

Fondazione del muro di cinta della città in località
Monacelle

Il file completo http://www.fastionline.org/docs/FOLDER-it-2010-211.pdf a cura di:

Heinz Jürgen Beste, Alessandro Betori, Giuseppe Ceraudo, Gianluca De Rosa, Veronica Ferrari, Thomas Fröhlich, Claudio Martino, Angelo Nicosia, Eugenio Polito, Adriana Valchera, Caterina Paola Venditti.

 

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Mauro Stracqualursi
"Bisogna sempre essere ebbri. Tutto è in questo:è l'unica questione. Per non sentire l'orribile peso del tempo.. che vi rompe le spalle e vi curva verso la terra... Dovete inebriarvi senza tregua.[...] Ma di che? Di vino,di poesia o di virtù,a Vostro talento. Ma inebriatevi. E se talvolta sui gradini di un palazzo, sull'erba verde d'una proda, nella solitudine tetra della Vostra camera, Vi destate, diminuita già o svanita l'ebbrezza, domandate al vento, all'onda, alla stella, all'uccello, all'orologio, a tutto ciò che sfugge, a tutto ciò che parla, domandate che ora è: ed il vento, l'onda, la stella, l'uccello, l'orologio, Vi risponderanno: E' l'ora di inebriarsi! Per non essere schiavi martoriati del Tempo, inebriatevi,inebriatevi senza posa! Di vino,di poesia o di virtù... a Vostro talento.." "Inebriatevi" - C. Baudelaire.

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