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SlotMob arriva a Roma

Sabato 10 maggio,  Slotmob arriva a Roma. Alle ore 10, infatti,  presso Largo Appio Claudio ci sarà una grande manifestazione per dire no alle slot machines nei bar. L’evento inizierà con una colazione di massa nei locali  che hanno già detto no alle slot, succesivamente, invece, saranno organizzati giochi all’aperto e tornei di calcio balilla. Nel pomeriggio, invece, presso la Sala Rossa del Municipio VII in Piazza di Cinecittà 11, si terrà un’assemblea pubblica avente come argomento il futuro della campagna.

SlotMob ha visto la partecipazione di oltre 150 associazione e comuni: “Sarà un evento in cui da tutta Italia verranno coloro che in corso d’anno hanno partecipato ai vari Slotmob per premiare due bar selezionati con l’aiuto di Libera Presidio Roma 7, perché oltre a non avere le slot, si vuole anche essere sicuri che con i consumi premiamo persone che non sono legate in nessun modo alla criminalità organizzata” spiega Gabriele Mandolesi, tra i coordinatori a livello nazionale della campagna insieme a Carlo Cefaloni. “E’ importante essere in tanti e far sentire che, quando vogliono, i cittadini italiani sanno alzarsi in piedi e dire ad alta voce che una società fondata sull’azzardo non è gradita da queste parti”.

Alla base della manifestazione, quindi, vi è la sensibilizzazione dei cittadini su questa piaga sociale in continua crescita. La consapevolezza e la conoscenza del fenomeno da parte dei consumatori sono la base per la risoluzione: se tutti scegliessero di acquistare in un bar senza slot, la logica economica di mercato porterebbe alla risoluzione immediata del problema.

SlotMobCosa è SlotMob

Il primo SlotMob è nato a Biella  nel settembre del 2013 con lo slogan “Un bar senza slot ha più spazio per le persone”. Una mobilitazione spontanea e dal basso per premiare i bar che hanno detto no alle cosiddette “macchinette”.  Il meccanismo della campagna è molto semplice: si cerca un bar che ha eliminato queste forme di gioco d’azzardo e si premia con una colazione collettiva. Ancora una volta l’associazionismo e la società civile arrivano con netto anticipo sulla politica che in molti casi ha rapporti strettissimi con le grandi lobby del gioco. La massima espressione di questa arretratezza legislativa e della complicità ce la spiega in una frase il Collettivo senza Slot, “Esiste nei bar, ed è ancora in vigore, la “Tabella dei giuochi proibiti”: ma cosa proibisce? Giochi di carte tradizionali come scala quaranta, ramino e bridge, e vecchi giochi d’azzardo; ma al tempo stesso un’altra normativa permette di installare le slot in deroga al divieto di gioco d’azzardo stabilito dal Codice Penale. Come se incoraggiassimo il possesso di armi automatiche e fossimo paranoici rispetto ai coltellini da tasca“. Dovrebbe, inoltre, essere doveroso  aiutare e incentivare  le realtà  che decidono di eliminare le slot machines ( e i loro enormi guadagni)  dai locali.

Il giro di affari e i costi sociali del gioco d’azzardo

Dal sito dell’Associazione Libera, si può leggere: ” Con 80 miliardi di euro di fatturato annuo, l’industria del gioco d’azzardo è diventata una delle più importanti del paese. Lotterie, slot machine, poker, scommesse e giochi d’azzardo di diversa natura hanno inondato il mercato a ritmi sempre più frenetici. Il risultato di questo sforzo ingente, anche in termini di marketing e pubblicità, è stata la notevole crescita dei giocatori, che coinvolge ogni gruppo sociale, compresi pensionati, casalinghe, giovani. L’Italia è il primo paese al mondo per spesa pro-capite dedicata al gioco. Secondo alcune ricerche il 2.2% della popolazione adulta italiana risulta essere a rischio per il gioco d’azzardo se non addirittura “vittima” di una patologia”.  Inoltre, la cosa ancora più grave è che su 80 miliardi incassati dallo Stato, in realtà solo 8 finiscono realmente nelle casse italiane. Gli altri soldi sono tutti in mano alle concessionarie, le Mafie Spa sentitamente ringraziano.
Qual è il costo sociale di questo giro? Sempre Libera nel dicembre 2012 nel corso della Campagna mettiamoci in gioco, ha stimato che

  • Nel 2011 il mercato mondiale dei giochi d’azzardo ha raccolto, al netto dei premi erogati, 417 miliardi di euro (+5,6% del 2010). Il 29% di questi sono in Europa.
    L’Italia con 18,4 miliardi di euro rappresenta oltre il 15% del mercato europeo del gioco e oltre 4,4% del mercato mondiale (con l’1% della popolazione mondiale)
  • Con una spesa pro-capite, per ogni italiano maggiorenne (è vietato ai minori), di 1703 euro (elaborazione su dati AAMS sui primi 8 mesi 2012). Con picchi da 2.110 euro a testa in Abruzzo e 2.078 euro del Lazio, passando dai 1853 dell’Emilia Romagna, per arrivare al minimo dei 1262 euro della Basilicata.
  • Ogni anno in Italia vi sono dai 5,5 ai 6,6 miliardi di euro di COSTI complessivi PER LA SOCIETA’ dovuti al gioco patologico tenendo conto dei costi sanitari diretti, indiretti e della qualità della vita.

Per chi può ed è in zona, quindi, l’ invito è quello di partecipare sabato a Roma a questa importante e bella manifestazione per dimostrare che anche in questo campo si deve cambiare rapidamente direzione

Slotmob #Roma-A3-programma-stampa (2)

Fonti:

http://comune-info.net/2014/01/slotradio/

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/460028/Bar-anti-azzardo-in-52-citta-i-gestori-rinunciano-a-1-500-euro-al-mese

http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/7475

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Notizie su Umberto Zimarri

Umberto Zimarri
..Io, giullare da niente, ma indignato, anch'io qui canto con parola sfinita, con un ruggito che diventa belato, ma a te dedico queste parole da poco che sottendono solo un vizio antico sperando però che tu non le prenda come un gioco, tu, ipocrita uditore, mio simile... mio amico...

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