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Ferragosto, piovono pietre su Costantino e Daniele

Pomeriggio ferragostano: crapula, famiglia, relax, un buon film in televisione. Programma rispettato al dettaglio, fino a quando, dopo aver rivisto un celebre lungometraggio di un noto regista politico – inglese, non mi imbatto in uno dei capolavori inconsapevoli del decadentismo “de noanti”: su Italia 1, la televisione di regime per eccellenza, trasmettono Troppo Belli film di Ugo Fabrizio Giordano, magistralmente interpretato dai giovani Costantino Vitaliano e Daniele Interrante.

Erano anni che aspettavo questo momento. Mi faccio forza e, spinto da un interesse storico-antropologico, decido di vederlo. Tutto. Forse.

La trama del film. Il figlio di un funzionario piccolo borghese cresce in un ambiente di provincia coltivando un sogno: diventare famoso. Così, spinto da suggestioni romantiche, abbandona gli studi tecnici e comincia a ricevere i primi rudimentali insegnamenti artistici e a sostenersi attraverso lavori saltuari ed espedienti.

Contemporaneamente, un suo coetaneo, figlio di un fabbro e di una maestra elementare, inizia a nutrire le stesse raffinate aspirazioni artistiche, facendosi notare per le sue spiccate doti oratorie e per un interventismo fuori dal comune.

Nonostante gli stenti e l’iniziale indifferenza del pubblico, i due riescono a ritagliarsi, grazie ad una grandissima abnegazione e ad una indiscutibile tenacia e determinazione, i primi riconoscimenti. Partecipano a manifestazioni ed eventi sempre più importanti, iniziando ad imporsi come i nuovi leader indiscussi ed indiscutibili dello scenario collettivo. L’ascesa è inarrestabile. Una cavalcata da Valchirie. Dopo tante lotte finalmente i due riescono a vincere la loro battaglia personale contro quelli che considerano essere i feticci dell’era contemporanea: l’egualitarismo sociale, il libero pensiero, il relativismo, la separazione dei poteri, la democrazia partecipata, la cultura.

Il finale non sta di certo a me svelarlo. Merita tuttavia una menzione particolare la scena – tutta girata in piano sequenza – in cui i carri armati sovietici entrano a Berlino. Magistrale.

Il giudizio complessivo sull’opera non può che essere negativo. Anzi, ne consiglio a tutti una visione critica ma che non scemi nel bieco tentativo di revisionismo storico, ad oggi in voga.

Una ultima annotazione: che film pensiate abbia visto prima di Troppo Belli?

Se siete giunti alla risposta – non è difficile – vi consiglio vivamente di vederlo.

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