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Meno Male che c’è Cristicchi!

Quando il live è agli sgoccioli si contano su per giù trenta persone sul palco del Teatro della Torre. La guest star quel genio della porta accanto di Simone Cristicchi che il 4 settembre ha calcato le scene della nuova edizione di Settembre al Borgo a Casertavecchia, la storica kermesse di musica, spettacolo, cultura e comicità che da anni anima a fine estate l’antico borgo di Casa Hirta.

Ad aprire la serata i Rossoantico, 11 musicisti folk capitanati da Antonio Pascuzzo, l’artista calabrese con una voce potente e una dialettica notevole. Fiumi di carisma ed energia scorrono liberi tanto da sentirsi un pò costretti su quelle sedie che solo battere le mani a tempo allevia la pena di non poter ballare e saltare. Perchè questo si deve fare quando i Rossoantico suonano. Folk impegnato da tematiche forti e dal peso di parole che raccontano ad esempio le ultime ore di Stefano Cucchi o quelle quotidiane di una mafioso qualsiasi. L’ossimoreggiante connubbio è ben accetto.

Ecco che fanno poi ingresso i goliardici Minatori di Santa Fiora, ormai degli habitué di esibizioni e tournèe sui palchi di tutta Italia. Canti popolari delle miniere di un tempo che fu sciolgono il pubblico in scroscianti applausi che, rapito ed intenerito, guarda la performance del minatore più anziano. Dalla sua 84 anni di storia da raccontare con gli occhi e con la voce. Tra un coro e l’altro a sorpresa arriva Cristicchi. Capelli e occhiali ben in vista, quelli che sono i suoi tratti distintivi.

Simpatia a pelle e bravura da tutti i pori. Il cantautore romano regala poesia in musica e si commuove quando per l’ennesima volta racconta la storia di Antonio, nato nel ’54, che vive in un manicomio da quando era giovanissimo e, come Icaro, credeva di riuscire a volare. ‘Ti regalerò una rosa’ sintetizza la sua particolare esperienza come volontario nei centri italiani di igiene mentale (dalla quale poi sono nati un libro e un documentario). Un’esperienza che lo ha segnato. Dimostra di essere sensibile come nessun altro quando si cimenta in una perla come ‘L’ultimo valzer’, il ‘giovane’ amore di due ultraottantenni relegati in uno ospizio, parcheggiati lì, come dice Simone, in ‘via dai coglioni’. Storie che solo lui sa narrare, come quella della studentessa universitaria fuorisede (che poi diventerà una laureata precaria e infine, come lui stesso ha anticipato ironicamente, una pensionata incendiaria). Omaggi che solo lui può donare: ‘Era di maggio’ è la sua preferita.

Le parti recitate lo rendono anche meravigliosamente intenso. L’ispirazione agli eroi dell’Unità italiana è forte e tangibile negli articoli della Costituzione ed è questo che sottolinea con disarmante semplicità senza troppi giri di parole. E senza altrettanti orpelli si scatena con una potentissima ‘Bella Ciao’. E ci fa tanto piacere. La sua timidezza ogni tanto fa capolino e forse è proprio questo che lo rende speciale. .

Sul finale arriva suonando tra il pubblico la banda di San Marzano sul Sarno per un’ultima performance tutti insieme appassionatamente. Personalmente avrei voluto ascoltare qualche altro gioiello musicale di Cristicchi. ‘La vita all’incontrario’ , canzone ispirata ad un famoso aforisma di Woody Allen, o ‘Questo è amore’, il duetto con Sergio Endrigo. Sarà per un’altra volta.

 

 

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Notizie su Clauz

Clauz
Sono nata 26 anni fa, in un paese del casertano, in una domenica di giugno quando Johnny Depp compiva appena 22 anni. Sono cresciuta tra le Barbie, le formule chimiche di mia madre, il Commodor 64 di mio fratello, i marchingegni di mio padre, il pane di mia nonna e le macchine fotografiche dei miei zii. Non ho talenti particolari: non suono alcun strumento musicale, non pratico alcuno sport, non so disegnare nè tantomeno cantare. So fare una sola cosa: scrivere. Laureata in Giornalismo, provo ad essere una freelance. Dopo essere entrata nell'Albo dei Pubblicisti, ho cominciato a collaborare con Il Mattino. Ora collaboro pure con L'indifferenziato!

10 Commenti

  1. Mauro Stracqualursi

    Simone Cristicchi, uno dei pochi cantautori italiani di un certo spessore per me.

    “Prete”, una delle mie preferite.
    http://www.youtube.com/watch?v=oHZSMDmGY3o

    Poi anche “L’Italia di Piero” e “La risposta” sono ottime.
    Ciao. 🙂

  2. PiccolaIena

    La musica italiana, così come il cinema italiano, sta attraversando un periodo di vuoto totale, chiara riflessione dell’inconsistenza della nostra società.
    Di tanto in tanto però qualche artista ci ricorda che c’è ancora del buono dalle nostre parti. Sicuramente Cristicchi è uno di questi. Personalmente non è tra gli artisti che ascolto assiduamente ma riconosco a pieno il valore dei suoi testi.

  3. Luca Petrucci

    ottimo artista. ce ne sono pochi in italia, pochissimi come lui!

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