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La Tutela della Salute – Lo Studio Sentieri

Dal secondo dopo guerra, molti siti italiani sono stati teatro di un enorme sviluppo economico incentrato sulle attività industriali, che senza dubbio hanno portato occupazione e benessere presso le popolazioni ivi residenti. A distanza di anni, però, occorre fare i conti con il lato oscuro di questo fenomeno, che continua a incidere in maniera negativa e inesorabile sul presente di tutti noi.

Gli effetti a lungo termine dello sviluppo industriale non sostenibile sono stati infati descritti accuratamente nello Studio Sentieri, redatto dall’Istituto Superiore di Sanità. Il progetto ha riguardato un’analisi della mortalità presso le popolazioni residenti in prossimità dei grandi centri industriali, attivi o dismessi, e in prossimità delle aree interessate dallo smaltimento dei rifiuti, industriali e pericolosi. In accordo col Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152 e smi, sono stati individuati sul territorio italiano alcuni “Siti d’interesse nazionale per le bonifiche” (SIN), corrispondenti in buona sostanza ai principali agglomerati industriali nazionali. Lo studio, protrattosi dal 2007 al 2010, ha preso in considerazione 44 di questi siti, andando a valutare il ruolo eziologico dell’inquinamento ambientale nell’incremento della mortalità, in riferimento a 63 cause di morte o gruppi di cause. In generale lo Studio Sentieri ha rilevato un aumento del 15% della mortalità e annualmente 1.200 casi di malattie in eccesso. Il rischio sussiste tanto per gli uomini quanto per le donne, si estende su diverse fasce di età e in alcuni casi è stato escluso un collegamento prevalente con le attività professionali svolte. Il progetto si è posto il fine di stabilire una classe di priorità degli interventi da attuare sui territori interessati, in virtù dei risultati ottenuti con l’analisi condotta.

In riferimento alla realtà territoriale della Provincia di Frosinone, lo Studio ha analizzato nel dettaglio la situazione del Bacino Idrografico del fiume Sacco, che comprende 9 Comuni: Anagni, Colleferro, Ferentino, Gavignano, Morolo, Paliano, Segni, Sgurgola e Supino. Si è evinto un eccesso di mortalità per tutte le cause, sia tra gli uomini che tra le donne. Tra gli uomini si registrano principalmente forme tumorali e generiche malattie dell’apparato digerente, che possono essere riconducibili ad esposizioni occupazionali. Le donne invece sono affette per lo più da patologie del sistema circolatorio e per loro si manifesta un difetto della mortalità dovuta alle varie forme cancerogene.

L’analisi svolta ha inoltre evidenziato la presenza di concentrazioni elevate di beta- HCH, una sostanza molto pericolosa, potenzialmente cancerogena e neurotossica, rilevata nelle persone che risiedono in prossimità del fiume Sacco. Il livello registrato, connesso all’uso delle acque contaminate ed al consumo alimentare dei prodotti propri, mostra componenti croniche e dunque rappresenta una forma di alterazione che si accumula col passare del tempo.

Alla luce di quanto emerso, lo Studio conclude che il Bacino Idrografico del fiume Sacco presenta una situazione epidemiologica particolarmente complessa, in cui i fattori di esposizione occupazionale si sovrappongono a quelli di tipo prettamente ambientale. Tale realtà necessita di un costante monitoraggio, nell’ottica di un’adeguata forma di tutela della salute.

In base a quanto rilevato dall’Istituto Superiore della Sanità, risulta dunque evidente, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che la bonifica del fiume Sacco appare di improcrastinabile urgenza.

 

Tratto dal quotidiano LA PROVINCIA, Giovedì 24 novembre 2011.

 

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