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Non bruciare quel libro!

Ray Bradbury - Fahrenheit 451Anno 2014, sembra di essere tornati indietro di oltre mezzo secolo e più quando Ray Bradbury nel 1953 pubblicò il meraviglioso “Fahrenheit 451” e che successivamente il genio di François Truffaut una dozzina d’anni più tardi portò sul grande schermo. Conosciuto in Italia anche come “Gli anni della fenice”, il romanzo ambientato in un futuro prossimo descrive una società distopica dove leggere o solamente possedere un libro è considerato reato. Per questo tipo di “reato” è stato istituito un apposito corpo di vigili del fuoco impegnato a bruciare ogni singolo libro, ogni singolo barlume di civiltà. Qui vi lavora il protagonista del romanzo, Guy Montag, con il compito di rintracciare e bruciare tutti i libri esistenti. Per i cittadini l’unica forma di conoscenza delle informazioni è costituita dalla televisione, guidata dal governo per definire tutte le regole sociali da seguire.

L’incipit:

Era una gioia appiccare il fuoco.
Era una gioia speciale vedere le cose divorate, vederle annerite, diverse. Con la punta di rame del tubo fra le mani, con quel grosso pitone che sputava il suo cherosene venefico sul mondo, il sangue gli martellava contro le tempie, e le sue mani diventavano le mani di non si sa quale direttore d’orchestra che suonasse tutte le sinfonie fiammeggianti, incendiarie, per far cadere tutti i cenci e le rovine carbonizzate della storia. Col suo elmetto simbolicamente numerato 451 sulla solida testa, con gli occhi tutta una fiamma arancione al pensiero di quanto sarebbe accaduto la prossima volta, l’uomo premette il bottone dell’accensione, e la casa sussultò in una fiammata divorante che prese ad arroventare il cielo vespertino, poi a ingiallirlo e infine ad annerirlo.

Rogo di un libroOvviamente l’intreccio della storia porterà il protagonista verso una strada diversa, una presa di coscienza. Un romanzo che non deve assolutamente mancare nelle vostre letture, al pari di “Mondo Nuovo” di Aldous Huxley e “1984” di George Orwell.

Citavo questo capolavoro del XX secolo perché in questi giorni è tornata la moda di bruciare i libri. In ordine di tempo, il caso Augias: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/02/m5s-su-facebook-foto-del-rogo-di-un-libro-di-augias-lui-gesto-che-inquieta/866769/

oppure i Forconi all’attacco: http://www.giornalettismo.com/archives/1261189/ai-forconi-i-libri-non-piacciono/

o anche qualche tempo fa il “Codice da Vinci” al rogo a Ceccano: http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/05_Maggio/18/codice.shtml

I libri devono essere considerati per quello che sono, ovvero un patrimonio culturale che deve essere preservato e che deve rappresentare la nostra memoria storica, la nostra elevazione culturale e anche qualsiasi Dan Brown, Fabio Volo o sfumature di qualsiasi colore, anche se poco allettanti per chi vi scrive, è giusto che esistano perché chiunque vi può trovare un aspetto di sé oppure vi può contrapporre idee e teorie che aprano la mente o che siano semplici prospettive o punti di vista. Per combattere non ci vuole la distuzione dei libri o un misero rogo, ma le idee. Idee che tutti possiamo trovare in un semplice libro, che sia un capolavoro o che sia una boiata pazzesca. Avere un’idea non costa nulla, i libri sono attorno a noi, in casa, a scuola, nelle biblioteche…

“Capite ora perché i libri sono odiati e temuti? Perché rivelano i pori sulla faccia della vita. La gente comoda vuole soltanto facce di luna piena, di cera, facce senza pori, senza peli, inespressive.”. (Fahrenheit 451,Ray Bradbury)

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Notizie su Mauro Stracqualursi

Mauro Stracqualursi
"Bisogna sempre essere ebbri. Tutto è in questo:è l'unica questione. Per non sentire l'orribile peso del tempo.. che vi rompe le spalle e vi curva verso la terra... Dovete inebriarvi senza tregua.[...] Ma di che? Di vino,di poesia o di virtù,a Vostro talento. Ma inebriatevi. E se talvolta sui gradini di un palazzo, sull'erba verde d'una proda, nella solitudine tetra della Vostra camera, Vi destate, diminuita già o svanita l'ebbrezza, domandate al vento, all'onda, alla stella, all'uccello, all'orologio, a tutto ciò che sfugge, a tutto ciò che parla, domandate che ora è: ed il vento, l'onda, la stella, l'uccello, l'orologio, Vi risponderanno: E' l'ora di inebriarsi! Per non essere schiavi martoriati del Tempo, inebriatevi,inebriatevi senza posa! Di vino,di poesia o di virtù... a Vostro talento.." "Inebriatevi" - C. Baudelaire.

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