Home / Politica / Io chiedo consenso a Don Raffaè

Io chiedo consenso a Don Raffaè

Incredibile, oggi tutti si accorgono che le curve italiane sono legate a personaggi come l’ormai celeberrimo Genny ‘A Carogna o al “mitico” Gastone. Per tre, quattro giorni tutti(politici, giornalisti, tifosi, persone comuni) parleranno con toni forti e scriveranno parole durissime e poi tutto svanirà in una nuvola, fino al prossimo episodio.

Da tifoso e amante di calcio, senza sforzarmi troppo, si possono ricordare eventi simili: Roma-Lazio del 21 marzo 2004 che gli ultras riuscirono addirittura a bloccare, Italia- Serbia 21 ottobre 2010, anche in questo caso partita sospesa ed Ivan Bogdanov, capo degli scontri, “eroe degli stupidi” e seppur in maniera diversa, ma più grave, Nocerina- Salernitana sospesa al 22′ per i finti malori dei giocatori della Nocerina che rifiutarono di giocare per timore dei loro tifosi.  L’elenco purtroppo sarebbe  molto più lungo e triste.

Quanti dirigenti nel mondo dello sport o della difesa, hanno perso il loro posto di comando dopo gli eventi elencati precedentemente? Le leggi che ci sono vengono fatte rispettare? E’ perfettamente inutile fare il Daspo se poi le persone colpite da questa pena entrano nello stadio. E’ possibile che non si riesca mai ad intervenire prima che questi delinquenti riescano a portare  un’arsenale da guerra. Della pericolosità di questa partita e della tensione tra i gruppi ultras di Roma e Napoli se ne parlava da settimane, ma cosa è stato fatto? Nulla, nessun controllo preventivo nè sui tifosi parteonopei nè su quelli della capitale nelle zone a rischio.

C.Italia: ultrà ha dato ok a match, è capo 'curva A' Napoli

Gli sport popolari sono lo specchio del Paese e la triste realtà è sotto gli occhi di tutti e va ben oltre il calcio:  lo Stato non riesce ad essere forte e presente in tutto il suo territorio, quindi lascia zone franche negli stadi, in alcune città o in certi quartieri a personaggi del calibro “morale” dei protagonisti di sabato sera. Piccole e grandi trattative nascono e crescono quotidianamente. E’ una questione per certi aspetti fisica, se le Istituzioni Democratiche non sono presenti quello stesso spazio sarà regolato da criminali, da  minacce e da leggi del taglione con la collusione della criminalità organizzata che ringrazia.

Ogni grande città ha il suo piccolo esercito di dementi che vede la trasferta come una battaglia e il gruppo come una piccola falange. Dall’articolo di Repubblica.it, di PAOLO BERIZZI E FABIO TONACCI del 5 maggio, ecco i 10 ultras che comandano nella loro città:

Loris Grancini, capo dei Viking della Juventus, è considerato uomo vicino a Cosa nostra e alla cosca calabrese dei Rappocciolo.

Poi c’è il bocia, leader storico dei tifosi dell’Atalanta, Claudio “Bocia” Galimberti ha 42 anni e ha già collezionato una ventina di daspo.

Davide Rosci, 31 anni, è uno dei capi della curva del Teramo, “la più a sinistra d’Italia”. Arrestato a Roma nel 2011.

Fabrizio Fileni è capo ultras del Genoa: ordinò ai giocatori rossoblù di togliersi le maglie dopo la sconfitta col Siena.

Arrestato più volte per reati da stadio, Franco Caravita, fondatore dei Boys, è il ras della curva dell’Inter.

Giancarlo “Sandokan” Lombardi, capo della “Curva Sud” del Milan ha precedenti per rapina, lesioni, tentato omicidio.

Diego Piccinelli, del gruppo ultras Brescia 1911, è stato denunciato per aver aggredito un tifoso del Verona: ha il foglio di via.

Fabrizio Piscitelli, in arte Diabolik, ha 47 anni, è il leader degli Irriducibili nel Lazio. È in carcere per traffico di stupefacenti.

Michele Spampinato, 37 anni, ha subito il daspo ma ancora gestisce la curva del Catania. Nel 2008 fu accoltellato.

E’ curioso, inoltre, sottolineare come  molti tifosi comuni accusano le altre tifoserie dimenticando che anche la loro squadra fa  esattamente la stessa cosa e fa parte di questo circolo vizioso.   Il tutto è alimentato molte volte da un razzismo becero  sia verso i giocatori di colore ma anche verso anche le città, il caso Napoli è emblematico. Il problema sono sempre gli altri: noi siamo perfetti, gli altri sono  brutti, cattivi e meritano insulti. La mancanza di educazione civica è sempre più evidente.

Inolte, è riduttivo ridurre il tutto ad un problema calcistico: nelle curve si sfidano le bande e sfogano la loro frustazione questi ” strani personaggi” ma il calcio è un’altra cosa ed il problema è sociale. E’ francamente impensabile che queste persone durante la settimana siano cittadini modello e nel giorno della partita si trasformino in una moltitudine di Hannibal.

Insomma De Andrè anche questa volta ci aveva illuminato e anticipato, speriamo di riuscirlo a smentire in questo caso.

Prima pagina venti notizie
ventuno ingiustizie e lo Stato che fa
si costerna, s’indigna, s’impegna
poi getta la spugna con gran dignità
mi scervello e mi asciugo la fronte
per fortuna c’è chi mi risponde
a quell’uomo sceltissimo immenso
io chiedo consenso a don Raffaè

 

 

Io chiedo consenso a Don Raffaè
4.3 (86.67%) 3 votes

Commenti

commenti

Pubblicità

Notizie su Umberto Zimarri

Umberto Zimarri
..Io, giullare da niente, ma indignato, anch'io qui canto con parola sfinita, con un ruggito che diventa belato, ma a te dedico queste parole da poco che sottendono solo un vizio antico sperando però che tu non le prenda come un gioco, tu, ipocrita uditore, mio simile... mio amico...

3 Commenti

  1. non sono pienamente d’accordo con te umberto. Posso assicurarti,visto che il lavoro che faccio mi porta ogni santa domenica in un diverso stadio,che lo Stato negli ultimi anni ha fatto passi da gigante per quanto riguarda la sicurezza negli stadi.
    La tessera del tifoso,i daspo,l’arresto in differita,sono tutti elementi che hanno migliorato moltissimo la situazione all’interno degli stadi. Certo,tutto è migliorabile per carità,ma la situazione attuale è sicuramente migliore rispetto a 5-6 anni fa.
    Il vero problema secondo me è che la politica attuale,visto l’interesse mediatico che questi fatti genera,specula su tutto questo con il risultato inevitabile che le cose non vanno più avanti,anzi…un esempio? Il caro governo precedente ha deciso che la tessera del tifoso non abbia più valore dal prossimo campionato,con il risultato che ci troveremo,nel prossimo futuro,a fronteggiare gruppi di barbari in ogni parte d’italia.
    Ora io mi chiedo perchè? Perchè se una cosa funziona deve essere tolta? ma non è che sotto sotto a questi signori fa comodo che la domenica la gente si ammazzi allo stadio,così magari l’interesse della gente si distoglie un po dai Palazzi e loro possono “lavorare” tranquilli???
    …giro questa riflessione a te umberto che sicuramente in ambito politico ne sai più di me. Io purtroppo posso parlare solo in base alla mia esperienza su strada,magari se ce ne sarà occasione racconterò in questo spazio anche qualche episodio….

  2. Umberto Zimarri
    Umberto Zimarri

    Ciao Red 🙂 Prima di tutto tengo a precisare la mia stima verso chi come te, indossa una divisa onestamente e seriamente rischiando tanto quotidianamente negli stadi e non solo.
    L’intento dell’articolo era quello di vedere il fenomeno ultras a 360 gradi e non banalizzare la questione: purtroppo questo non è un problema calcistico ma sociale, ma forse conviene a qualcuno generalizzare.
    Quello che secondo me non funziona e non si può più tollerare è il fatto che in curva vengono portati dei veri e propri arsenali. Inoltre, perchè troppi ultras teppisti nonostante il Daspo continuano a comandare le curve e a sedersi comodamente negli stadi. Insomma secondo me il problema è nel far rispettare le norme attuali veramente. Di chi sono le responsabilità dei mancati controlli? C’è qualche dirigente che ha pagato per queste situazioni?
    Sulla questione politica non credo di saperne più di te…. Comunque ritengo che la classe dirigente faccia semplicemente finta di non vedere il problema, per poi svegliarsi dal letargo successivamente la domenica di scontri. Che sia un metodo per distogliere l’attenzione sui problemi reali sinceramente non lo so, credo però che in alcuni casi il mancato controllo sia legato al fatto che potrebbe essere molto impopolare elettoralmente essere stringenti su queste norme specie in alcune zone del paese…

  3. loscemodelvillaggio
    loscemodelvillaggio

    Il primo pensiero che mi viene ogni volta che vedo esplosioni di bombe carta negli stadi è quello dei controlli ai tornelli,le cui falle non sono tanto evidenti ma piuttosto “curiose”,direi comiche.Le mie esperienze,e parlo solo di concerti in vari stadi italiani,sono state di questo genere.Mi fanno aprire lo zaino,mi fanno togliere il tappo dalle bottigliette di plastica,mi sequestrano bottiglie semi-ghiacciate perchè pericolose in caso di lancio.Poi all’interno le vendono liberamente,insieme ad alcolici;prendo posto e di norma quello davanti a me tira fuori un pacco di coca da poter soddisfare il naso di 50 persone.E’ logico pensare che se parliamo di tifoserie colluse con mafie o porcate varie i controlli diventano inesistenti.
    Dispiace per il gioco del calcio che è la nostra passione e per il poliziotto,povero cristo,che davanti a determinate situazioni è impotente e si prende tutto il disprezzo e l’odio che andrebbe rivolto da tutt’altra parte.
    E sto diventando intollerante verso chi vuol far intendere che in altri ambiti sportivi certe cose non succedono.E’ chiaro che se sei un appassionato di bocce o di curling non troverai mai gruppi organizzati tali da riempire uno stadio.Non parlo appositamente del basket visto che proprio in questi giorni del marcio sta venendo fuori anche lì.

Rispondi

Il tuo indirizzo eMail non sarà Pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati. *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.