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La Top5 – #11 “Julianne Moore”

Julianne-Moore

Tra le attrici più importanti e abili degli ultimi 25 anni troviamo Julie Anne Smith, classe 1960, in arte Julianne Moore. A parlare per lei ci sono gli svariati riconoscimenti sia amricani che europei. Nel 2015 è arrivato anche l’Oscar per la miglior interpretazione femminile per “Still Alice” che si aggiunge ai tre Golden Globe (“America Oggi”, “Game Change” e “Still Alice”), al Prix d’interprétation féminine al Festival di Cannes per “Maps to the Stars” (2014), l’Orso d’argento per la miglior attrice al Festival di Berlino per “The Hours” (2003) e  la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile e al miglior cast alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia rispettivamente per “Lontano dal paradiso” (2002) e “America oggi” (1993).

La top5 di Julianne Moore con le migliori interpretazioni secondo L’Indifferenziato.

5) Maps To The Stars di David Cronenberg (2014)

In questo film, critica al sistema hollywoodiano, spicca la classe della stella di Fayetteville. L’interpretazione di Avana Segrand è al tempo stesso esilarante e spaventosa, un personaggio tormentato dalle allucinazioni di sua madre alla ricerca del suo stesso ruolo recitato decenni prima. Come assistente assume una giovane donna mentalmente instabile (Mia Wasikowska).

4) Still Alice di Richard Glatzer e Wash Westmoreland (2015)
Con “Still Alice” è arrivato anche uno dei premi più ambiti, l’ Oscar per la migliore interpretazione femminile. Il ritratto di Julianne Moore è intrapreso da Alice Howland, una donna alla soglia dei cinquant’anni, un’affermata linguista, con una solida famiglia e tre figli. Dopo che le viene diagnosticata una forma presenile di Alzheimer di matrice genetica, tutte le sue certezze crollano. Un film dove tutto gira intorno alla superba prova di Julianne Moore.

3) The Hours di Stephen Daldry (2002)

Con “Le Ore” la Moore insieme a Nicole Kidman e Meryl Streep ha vinto l’Orso d’Argento per la miglior attrice al Festival di Berlino. Un film dove ad essere protagonista è il dramma femminile, che ruota attorno alla vita di tre donne in tre diversi periodi di tempo, Virginia Woolf (Nicole Kidman) che scrive il suo romanzo signora Dalloway, Laura Brown (Julianne Moore) mentre legge la signora Dalloway, e Clarissa Vaughan (Meryl Streep), che sembra essere un moderna signora Dalloway. Tutte e tre le donne si sentono soffocare nella loro vita in un modo o nell’altro. Laura Brown sembra avere un’esistenza apparentemente perfetta come casalinga con un marito ignaro e un figlio bisognoso. 

2) Magnolia di Paul Thomas Anderson (1999)

Dopo “Boogie Nights”, “Magnolia” è il secondo film di Julienne Moore con l’innovativo Paul Thomas Anderson. Un film corale dove le abilità recitative della Moore risaltano in un ruolo emozionante quanto straziante.
Linda Partridge è la moglie di un uomo ricco più anziano di lei, malato terminale di cancro ai polmoni e al cervello, vive l’agonia del marito nella depressione per i dispiaceri procuratigli, devastata dal senso di colpa per aver tradito suo marito svariate volte e scopre di amare l’uomo solo in punto di morte.

1) Lontano dal paradiso (Far from Heaven) di Todd Haynes (2002)

Come migliore interpretazione troviamo la sublime prova in “Far from Heaven”, Coppa Volpi al festival di Venezia. In questo film vengono trattati diversi temi: le differenze di classe, l’omosessualità, l’integrazione razziale nell’America degli anni Cinquanta, la figura della donna, capace di evolversi, capace di affrontare da sola le difficoltà della vita. Tra i suoi momenti migliori del film, oltre al suo disperato tentativo di tenere tutto insieme prima che tutto scivoli via, c’è anche la sua lenta realizzazione avuta dalle nuove circostanze che la portano a vedere la sua vita per quello che è realmente: una farsa.

La Top5 – #11 “Julianne Moore”
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Notizie su Mauro Stracqualursi

Mauro Stracqualursi
"Bisogna sempre essere ebbri. Tutto è in questo:è l'unica questione. Per non sentire l'orribile peso del tempo.. che vi rompe le spalle e vi curva verso la terra... Dovete inebriarvi senza tregua.[...] Ma di che? Di vino,di poesia o di virtù,a Vostro talento. Ma inebriatevi. E se talvolta sui gradini di un palazzo, sull'erba verde d'una proda, nella solitudine tetra della Vostra camera, Vi destate, diminuita già o svanita l'ebbrezza, domandate al vento, all'onda, alla stella, all'uccello, all'orologio, a tutto ciò che sfugge, a tutto ciò che parla, domandate che ora è: ed il vento, l'onda, la stella, l'uccello, l'orologio, Vi risponderanno: E' l'ora di inebriarsi! Per non essere schiavi martoriati del Tempo, inebriatevi,inebriatevi senza posa! Di vino,di poesia o di virtù... a Vostro talento.." "Inebriatevi" - C. Baudelaire.

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